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Operatori di sostegno in sciopero: presidio in piazza Deffeyes

pubblicato mercoledì 22 Aprile 26 • h. 10

realizzato da aostapresse.it

Operatori di sostegno in sciopero: presidio in piazza Deffeyes

di aostapresse.it | Mer 22 Apr 26 • h. 10

La manifestazione degli operatori di sostegno in piazza Deffeyes ad Aosta

Un centinaio di lavoratori e lavoratrici si sono ritrovati martedì 21 aprile 2026 in presidio in piazza Deffeyes ad Aosta, davanti alla sede della Regione. Protagonisti dello sciopero sono i dipendenti della Società di servizi Valle d’Aosta, la società partecipata regionale che gestisce, tra gli altri, il servizio di supporto ai disabili nelle scuole valdostane. Insieme a loro, al tavolo della protesta, i sindacati Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Savt e Snals, che rappresentano circa 500 lavoratori dell’Ente. Il tavolo di confronto aperto con la Società e la procedura di raffreddamento non hanno dato esito positivo, da qui la scelta di scendere in piazza.

Chi sono gli operatori di sostegno

Fare chiarezza su questa figura professionale è utile, perché spesso viene confusa con “l’insegnante di sostegno”, che è tutt’altra cosa. L’insegnante di sostegno è un docente assunto dallo Stato, inserito nell’organico scolastico, con specializzazione universitaria e contratto CCNL Scuola. L’operatore di sostegno (in Valle d’Aosta denominato anche “Asacom – Assistente scolastico per l’autonomia e la comunicazione”) è invece una figura di supporto educativo e assistenziale, che affianca l’alunno con disabilità nelle attività pratiche, nella comunicazione e nell’autonomia quotidiana. Non entra di diritto nel registro delle valutazioni, non programma la didattica, ma è spesso la figura che passa più ore accanto al bambino o al ragazzo, e senza la quale l’inclusione scolastica resterebbe sulla carta.
In Valle d’Aosta questi lavoratori non sono dipendenti dello Stato né della scuola: sono assunti dalla Società di Servizi e ceduti in servizio alle Istituzioni scolastiche tramite contratto stipulato con la Regione. A fine 2022 erano 240, quasi tutti con contratto a tempo determinato, applicando il CCNL Agidae (Associazione gestori istituti dipendenti dall’Autorità ecclesiastica), una delle categorie contrattuali meno tutelate del settore.

Il confronto con i docenti: un abisso

La differenza di trattamento rispetto agli insegnanti è netta, e vale la pena raccontarla con i numeri. Un insegnante di sostegno, che è un docente a tutti gli effetti, guadagna tra i 21mila e i 35mila euro lordi annui a seconda dell’ordine scolastico e dell’anzianità, con aumenti garantiti per scatti di carriera ogni sette anni, contratto a tempo indeterminato una volta superato il concorso, e tutele previdenziali e sindacali del Pubblico impiego. Anche il precario senza ruolo ha comunque accesso al contratto CCNL Scuola e ad una graduatoria statale.
Un operatore di sostegno, invece, guadagna mediamente tra i 12.895 e i 13.243 euro lordi annui, poco più della metà di un insegnante neoassunto. Il contratto è quasi sempre a termine, legato all’anno scolastico, con il rischio di restare senza reddito nei mesi estivi. Non esistono scatti automatici di anzianità comparabili, la formazione viene spesso svolta fuori orario di servizio ed a proprie spese, e il riconoscimento professionale della figura è ancora oggi in bilico tra il profilo educativo e quello assistenziale.

La manifestazione degli operatori di sostegno in piazza Deffeyes ad Aosta

La manifestazione degli operatori di sostegno in piazza Deffeyes ad Aosta

Le rivendicazioni e il nodo del nuovo Ente

Le richieste dei lavoratori in sciopero sono quattro, chiare: miglioramento del contratto, condizioni di piena realizzazione professionale ed economica, formazione strutturata in orario di servizio e riconoscimento professionale della figura. Ma c’è anche un fronte politico aperto: dalla Società e dalla Regione sta circolando l’ipotesi di una traslazione verso un nuovo Ente strumentale, con annesso nuovo concorso. Un’ipotesi che i lavoratori presenti in piazza hanno contestato con forza: chi ha anni di servizio alle spalle non vuole tornare al punto di partenza.

La FLC Cgil Valle d’Aosta, che ha espresso solidarietà alla mobilitazione anche in rappresentanza del personale docente, ha messo il dito nella piaga con una frase che vale come sintesi: «non è solo una questione di stipendi o contratti: è in gioco la qualità dei servizi pubblici. Troppo spesso si continua a risparmiare proprio nei settori più delicati».
La mobilitazione, fanno sapere i sindacati, non si ferma qui.