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Monopattini: anche ad Aosta targhino obbligatorio e multe fino a 400 euro

pubblicato venerdì 15 Maggio 26 • h. 09

realizzato da aostapresse.it

Monopattini: anche ad Aosta targhino obbligatorio e multe fino a 400 euro

di aostapresse.it | Ven 15 Mag 26 • h. 9

Monopattini abbandonati nel centro storico di Aosta

Capita spesso, nel centro storico di Aosta, notare monopattini elettrici che sfrecciano a velocità sostenute tra i passanti, spesso con a bordo due persone, senza casco e senza nessuna delle cautele previste dalla legge. Una scena che si ripete ogni giorno, in centro città come nel resto del capoluogo regionale, con gli stessi mezzi che, affrontano anche incautamente la circonvallazione tra Quart ad Aosta.
La notizia è che le regole ci sono, sono cambiate di recente, sono precise, e da metà maggio chi non si mette in regola rischia multe fino a 400 euro. Il problema è che quasi nessuno lo sa, e quasi nessuno controlla.

Le regole per i monopattini: cosa dice la legge

La legge 25 novembre 2024, n. 177 ha riscritto la disciplina per i monopattini elettrici. Le norme si applicano in tutta Italia, Valle d’Aosta compresa, senza eccezioni. In sintesi:

  • casco: obbligatorio per tutti, senza limiti d’età, in vigore dal 14 dicembre 2024;
  • targhino identificativo: obbligatorio dal 17 maggio 2026;
  • assicurazione RC: obbligatoria dal 16 luglio 2026 (data slittata, vedi più avanti);
  • età minima: 14 anni;
  • velocità: 20 km/h su strada, 6 km/h nelle aree pedonali;
  • come e dove si può circolare: una sola persona, solo su strade urbane e piste ciclabili, vietato su marciapiedi e fuori dai centri abitati;
  • parcheggio: vietato sui marciapiedi, consentito negli stalli per bici e moto;
  • potenza massima del motore: 0,50 kW, con luci e marcatura CE obbligatorie;
  • sanzioni: fino a 400 euro.
Due persone in monopattino sul marciapiede dell'Università

Due persone in monopattino sul marciapiede dell’Università

Come si ottiene il targhino (e quanto costa)

Non è una targa metallica come quella delle auto: è un adesivo plastificato non rimovibile e non trasferibile, associato al proprietario tramite codice fiscale, non al mezzo in sé. Va applicato sul parafango posteriore o sul piantone dello sterzo in modo visibile.

Si richiede online tramite il Portale dell’Automobilista (gestione pratiche online), accessibile con SPID o CIE. Il costo base è 8,66 euro, ma con imposta di bollo, diritti di motorizzazione e commissioni PagoPA si arriva a circa 33-38 euro in totale. Una volta operativo il portale, la procedura dovrebbe essere relativamente semplice. Chi circola senza targhino dopo il 17 maggio 2026 rischia fino a 400 euro di multa.

Un monopattino modificato

Un monopattino modificato

Perché l’assicurazione slitta al 16 luglio

Qui entra in gioco un documento tecnico firmato il 17 aprile 2026 dai direttori generali del Ministero delle Imprese e del MIT. La logica era semplice: l’assicurazione diventa obbligatoria solo quando i monopattini sono identificabili, cioè quando hanno il targhino. Il targhino scatta il 17 maggio, ma l’ANIA, l’associazione delle compagnie assicurative, ha comunicato ai ministeri che i propri sistemi informatici non sono pronti per emettere le polizze entro quella data: serve un collegamento tra la “piattaforma monopattini” della Motorizzazione, la banca dati SITA-ANIA e le singole compagnie, e i flussi IT non sono ancora operativi.

Risultato: le compagnie di assicurazione dovranno obbligatoriamente offrire polizze RC per monopattini a partire dal 16 luglio 2026. Da quella stessa data si applicherà anche il Fondo di garanzia per le vittime della strada. Nel periodo tra il 17 maggio e il 16 luglio, quindi, il targhino è obbligatorio ma l’assicurazione è ancora in un limbo normativo.

Due persone in monopattino nel centro storico di Aosta

Due persone in monopattino nel centro storico di Aosta

Cosa rischia chi non rispetta le regole (e cosa rischiano gli altri)

Il problema non è solo burocratico. Chi guida un monopattino modificato, con velocità superiore ai 25 km/h, il che è tecnicamente possibile con interventi artigianali, sta usando un mezzo che non rientra più nella categoria legale dei monopattini elettrici e circola di fatto come un ciclomotore non omologato, senza targa, senza assicurazione, senza patente. Le sanzioni in questo caso vanno ben oltre i 400 euro e possono includere il sequestro del mezzo.

Chi invece pedala correttamente sul marciapiede, anche solo a 10 km/h, sta comunque violando il Codice della strada, esponendo pedoni, anziani e bambini a rischi concreti. Il divieto di accesso ai marciapiedi è assoluto, indipendentemente dalla velocità.

Un altro divieto spesso ignorato riguarda il numero di persone a bordo: sul monopattino può viaggiare una sola persona. Trasportare un passeggero, adulto o bambino, è vietato e comporta una sanzione amministrativa dal 50 a 250 euro, oltre ad aumentare in modo significativo il rischio di perdita di controllo del mezzo in frenata o sulle irregolarità del fondo stradale.

Nel centro storico di Aosta una persona in monopattino, senza casco, passa a fianco di un'auto dei Carabinieri

Nel centro storico di Aosta una persona in monopattino, senza casco, passa a fianco di un’auto dei Carabinieri

E le e-bike? Il trucco del ciclista che non pedala

Se il quadro dei monopattini si sta finalmente chiarendo, il capitolo delle biciclette elettriche modificate è ancora più scivoloso, e visivamente più insidioso. Una e-bike a norma, per legge, deve rispettare una regola fondamentale: il motore ausiliario funziona solo se il ciclista pedala, e si spegne automaticamente quando si smette di pedalare o quando si raggiungono i 25 km/h. La potenza massima consentita è 0,25 kW. Una bici che rispetta questi parametri viene classificata come “velocipede” (art. 50 del Codice della strada) e non richiede targa, assicurazione né patente.

Il problema nasce quando queste biciclette vengono modificate, spesso con componenti acquistabili online, per aumentare la potenza del motore o disabilitare il limite di velocità. A quel punto il mezzo cessa di essere giuridicamente una bicicletta e diventa un ciclomotore abusivo: privo di omologazione, senza targa, senza assicurazione, senza patente.

Come riconoscerle al volo? Il segnale più evidente è quello che il ciclista non pedala, oppure pedala in modo platealmente simbolico mentre la bici avanza a 40 km/h. Una e-bike a norma fisicamente non può avanzare con il motore se le gambe sono ferme. Altre spie: velocità evidentemente superiore ai 25 km/h, assenza di qualsiasi sforzo fisico in salita, motore rumoroso e sovradimensionato.

Una e-bike con la pedalata annullata nel centro storico di Aosta

Una e-bike con la pedalata annullata nel centro storico di Aosta

Sanzioni e scadenze

Le sanzioni per chi guida una e-bike truccata sono molto più pesanti di quelle per il monopattino:

    • mancanza di certificato di circolazione/immatricolazione, sanzione da 158 a 635 euro;
    • mancanza di assicurazione RC: sanzione da 866 a 3.464 euro;
    • mancanza di targa: sanzione da 79 a 316 euro;
    • mancanza di casco: sanzione da 83 a 332 euro;
    • guida in due sul monopattino: vietata, sanzione a carico del conducente da 50 a 250 euro:
    • guida senza patente: sanzione da 2.257 euro,
    • + sequestro e confisca del mezzo.