Nel 2025 il fondo pensione complementare Fondemain, dedicato ai lavoratori che operano in Valle d’Aosta, ha registrato il terzo anno consecutivo di rendimenti positivi e un’ulteriore crescita dimensionale: a fine anno gli iscritti sono 8.708, in aumento del 7,2% rispetto agli 8.120 del 2024, con 813 nuove adesioni e 456 datori di lavoro associati. L’attivo netto destinato alle prestazioni, cioè il patrimonio effettivamente a servizio delle posizioni individuali, ha raggiunto 205,7 milioni di euro, circa il 7,4% in più rispetto ai 191,6 milioni registrati dodici mesi prima.
Nel corso del 2025 il Fondo ha erogato prestazioni per oltre tredici milioni di euro, tra anticipazioni per spese sanitarie, acquisto o ristrutturazione della prima casa e altre esigenze, confermando il ruolo di “cuscinetto economico” per gli iscritti che devono affrontare spese importanti. Le imposte versate ammontano a più di 3,56 milioni di euro e, grazie al meccanismo del riparto fiscale, restano sul territorio regionale.
Che cos’è Fondemain e come funziona
Fondemain è un fondo pensione negoziale territoriale: non è un prodotto di banca o assicurazione, ma uno strumento di previdenza complementare nato da accordi tra le parti sociali per chi lavora in Valle d’Aosta.
Lavora su tre canali:
- raccoglie i versamenti dell’aderente (TFR e contributi aggiuntivi) e, per chi è dipendente, il contributo del datore di lavoro previsto dai contratti;
- investe le risorse finanziarie sui mercati, con orizzonte di medio-lungo periodo, per costruire una rendita o un capitale da affiancare alla pensione pubblica;
- applica costi di gestione contenuti, perché è un’associazione senza fini di lucro, permettendo di mantenere l’iscrizione anche cambiando datore di lavoro, purché l’attività resti in Valle.
Gli iscritti possono scegliere fra tre comparti di investimento:
- garantito, con profilo più prudente e maggiore componente obbligazionaria;
- prudente, con una quota azionaria intermedia;
- dinamico, con una quota azionaria più elevata e quindi più esposto alle oscillazioni di mercato.
Su questi aspetti, il presidente Roberto Francesconi ed il direttore del fondo, Luca Merighi, in una nota diffusa mercoledì 13 maggio 2026 hanno rivendicato «la natura territoriale e non commerciale» dello strumento, ricordando che Fondemain «non è un prodotto di mercato, ma un fondo pensione contrattuale e senza scopo di lucro, pensato per lavoratrici e lavoratori che operano in Valle d’Aosta».

Luca Merighi e Roberto Francesconi, direttore e presidente di ‘Fondemain’
I rendimenti 2025 rispetto al TFR
Il 2025 è stato un anno segnato da incertezze geopolitiche e da mercati finanziari volatili, con una fase di forte correzione tra marzo e aprile e un successivo recupero. In questo contesto, i tre comparti di Fondemain hanno chiuso l’esercizio con il segno più per il terzo anno consecutivo.
I rendimenti netti 2025 (già al netto dei costi e della fiscalità) sono stati:
- comparto garantito: +2,23%, a fronte di un TFR in azienda rivalutato dell’1,92%;
- comparto prudente: +4,11%;
- comparto dinamico: +6,78%.
Guardando agli orizzonti più lunghi, che sono quelli rilevanti per un investimento previdenziale, le medie annue nette degli ultimi cinque anni vanno da circa l’1,7% del garantito al 3,8% del dinamico, mentre sui dieci anni i rendimenti cumulati si attestano attorno a poco meno del 10% per il garantito, al 31% per il prudente e oltre il 53% per il dinamico, contro un TFR in azienda che nello stesso periodo si è rivalutato di circa il 28%.
La linea del Fondo, sintetizzano gli organi di gestione, resta quella di «mantenere un atteggiamento di responsabilità e prudenza finanziaria, con portafogli diversificati e un monitoraggio costante dei mercati», ricordando però che «i rendimenti passati non sono necessariamente indicativi di quelli futuri e che la previdenza complementare va valutata su orizzonti temporali estesi».
Il ruolo per il territorio e per i lavoratori
Oltre al dato finanziario, Fondemain richiama il proprio impatto sul sistema regionale:
- le prestazioni erogate e le anticipazioni rappresentano, di fatto, una forma di sostegno al reddito degli iscritti in momenti chiave della vita (spese sanitarie, casa, difficoltà temporanee);
- le imposte trattenute dal Fondo restano in Valle d’Aosta, contribuendo al gettito complessivo;
- la struttura negoziale e territoriale permette un rapporto più diretto tra aderenti, rappresentanti negli organi statutari e gestione finanziaria.
Il Fondo segnala anche il lavoro avviato sul fronte della comunicazione: dal rinnovo del sito istituzionale all’uso dei social e di una newsletter periodica, con l’obiettivo dichiarato «di rafforzare la cultura previdenziale» e raggiungere quei settori in cui le adesioni alla previdenza complementare sono ancora basse. L’impegno, hanno spiegato Francesconi e Merighi, è «fornire agli iscritti e ai potenziali aderenti strumenti chiari per compiere scelte consapevoli, senza alimentare aspettative irrealistiche».
Cosa deve guardare chi valuta l’adesione
Per chi sta decidendo se aderire o meno a un fondo pensione complementare, i numeri di bilancio di un singolo anno sono solo una parte del quadro. Gli elementi da considerare sono almeno tre:
- orizzonte temporale: chi è giovane e ha davanti molti anni di contribuzione può sopportare meglio la volatilità dei comparti più dinamici; chi è vicino alla pensione tende a preferire profili di rischio più bassi;
- propensione personale al rischio: rendimenti potenzialmente più alti comportano oscillazioni maggiori del valore della posizione nel breve periodo;
- costi e struttura del fondo: in un orizzonte lungo, le spese di gestione e l’eventuale contributo del datore di lavoro pesano quanto, se non più, del rendimento di un singolo esercizio.
Sul sito e presso gli uffici di Fondemain sono disponibili i documenti ufficiali (bilancio, nota informativa, schede dei comparti) con i dettagli tecnici, ma le scelte di adesione restano in capo al singolo lavoratore, eventualmente con il supporto del proprio consulente.











