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Difesa civica, 404 casi e una voce: «cittadini non più arrabbiati, sono rassegnati»

pubblicato sabato 16 Maggio 26 • h. 11

realizzato da aostapresse.it

Difesa civica, 404 casi e una voce: «cittadini non più arrabbiati, sono rassegnati»

di aostapresse.it | Sab 16 Mag 26 • h. 11

Adele Squillaci, difensora civica della Valle d'Aosta

Adele Squillaci, difensora civica della Valle d’Aosta, ha presentato agli organi di stampa, venerdì 15 maggio 2026, dopo che il giorno precedente aveva anticipato i dati ai membri della prima Commissione del Consiglio Valle, il bilancio della sua attività nel 2025: 404 casi trattati complessivamente tra le quattro funzioni di garanzia, un’utenza mediamente anziana, ed una sola parola per descrivere lo stato d’animo dei valdostani che bussano al suo ufficio: rassegnazione.

«Ormai sono rassegnati, non sono neanche più arrabbiati o verbosi – ha raccontato Squillaci durante la conferenza stampa – in un caso specifico le cartelle esattorali le hanno pagate tutte, poi sono venuti da me a chiedermi perché avevano dovuto pagare quel 30% in più».

Il difensore civico: 283 casi, 107 cittadini, età media 56 anni

Nella sua funzione principale, l’ufficio ha trattato 283 casi portati da 107 utenti con un’età media di 56 anni. L’utente più giovane aveva 21 anni, il più anziano 86. L’Ente più coinvolto è stato il Comune di Aosta (69% dei casi comunali), seguito dalla Regione con 84 casi, di cui 30 riguardanti la Sovraintendenza agli studi e 28 le politiche sociali.

Le materie più frequenti? Rapporti istituzionali (88 casi), sanzioni amministrative e circolazione stradale (23 casi ciascuna), impiego pubblico (18) e servizi sanitari (12). Squillaci ha puntato il dito su un fenomeno che ha colpito almeno 1.700 persone tra 2024 e 2025: la piattaforma digitale “Send” per le notifiche delle sanzioni, che molti cittadini non sono riusciti a usare correttamente, ritrovandosi con cartelle maggiorate del 30% senza aver ricevuto alcun avviso cartaceo.

L’ufficio, composto oggi da Squillaci, due funzionari e un coadiutore dopo il pensionamento di un collaboratore, segnala anche un carico anomalo di lavoro per email quotidiane da parte di cittadini in difficoltà psicologica, ed in un caso si è resa necessaria una segnalazione in Procura.

Un momento della conferenza stampa della difensora civica della Valle d'Aosta

Un momento della conferenza stampa della difensora civica della Valle d’Aosta

Cittadini e burocrazia: due storie dal vivo

A dare concretezza ai numeri ci hanno pensato gli aneddoti che Adele Squillaci ha scelto di raccontare durante la presentazione dell’attività alla stampa, piccole storie quotidiane che descrivono meglio di qualsiasi statistica il tipo di lavoro che svolge il suo ufficio.

Il primo riguarda una scultrice (Roberta Bechis) che aveva ceduto in comodato d’uso al Comune di Aosta una statua raffigurante San Grato, installata in via de Tillier. Col tempo la base aveva cominciato a sgretolarsi e l’artista, preoccupata per la stabilità dell’opera, aveva chiesto un appuntamento per decidere il da farsi: donarla formalmente al Comune o riprendersela.
Il sindaco di allora (Gianni Nuti) le aveva risposto personalmente, rassicurandola: «ne parlerò in consiglio e le darò una risposta». Passano però sei, sette mesi e non arriva nessuna risposta, né “sì” né “no”. L’artista si rivolge quindi all’ufficio della Difensora civice, che interviene. La decisione alla fine arriva, con il Comune che restituisce la statua, ma il caso, ha spiegato Squillaci, non racconta una malafede, bensì qualcosa di più sottile: «al cittadino viene da dire, ma ci volevano 6-7 mesi per dirmi sì o no? Invece è una questione serissima e difficilissima». Il punto, per lei, è proprio quello: spiegare ai cittadini i tempi della macchina amministrativa, senza alimentare sfiducia.

Il secondo aneddoto riguarda la digitalizzazione e i suoi esclusi. Squillaci ha raccontato di essere ancora «vecchio stile», di andare cinema e presentarsi in biglietteria. E ha notato che una sala cinematografica di Aosta, pur avendo adottato la prenotazione online, mantiene comunque uno sportello fisico per chi non riesce a districarsi tra le piattaforme. «A noi sembra tutto facile – ha riflettuto – ma una persona anziana, o anche non anziana, che magari ha problemi di vista, è stanca, chiederle di navigare tra i sistemi digitali per ritirare una cartella esattoriale o consultare il fascicolo sanitario può diventare un ostacolo insormontabile».
È la stessa logica che porta il suo ufficio a mantenere un numero di telefono e a ricevere ancora in presenza: «vogliamo essere vicini al cittadino», ha ribadito, in un’epoca in cui molti Enti sostituiscono gli sportelli con call center dai riscontri standardizzati.

Adele Squillaci, difensora civica della Valle d'Aosta

Adele Squillaci, difensora civica della Valle d’Aosta

Carcere di Brissogne: più detenuti, meno attività

Al carcere di Brissogne i numeri raccontano una crescita costante: dai 102 detenuti del 2022 ai 153 del 2025, con 87 stranieri (56,9%) e un’età media di 38 anni tra chi ha chiesto colloquio con la Garante. Le nazionalità più rappresentate, dopo quella italiana, sono Marocco (31), Albania (11), Tunisia (7) ed Egitto (6).

Nel 2025 non si sono registrati suicidi né atti autolesionistici, un risultato tutt’altro che scontato a livello nazionale, dove il fenomeno è in aumento. La Garante lo attribuisce alla competenza degli psichiatri Francesco Cargioli e Gerardo Di Carlo, alla personalizzazione dei trattamenti farmacologici e all’attivazione della telemedicina. Ma i problemi strutturali restano: mancano agenti (i pensionamenti non vengono coperti), manca un istruttore contabile «da quattro o cinque anni», e la Direzione dell’Istituto ha cambiato tre titolari nel giro di pochi mesi.

Un altro fronte critico riguarda il volontariato carcerario: nel 2025 l’Associazione valdostana volontariato carcerario ha visto sospese molte attività, la coltivazione dello zafferano, l’apicoltura, il teatro, la partecipazione alla Fiera di Sant’Orso, con conseguenti difficoltà anche finanziarie. Adele Squillaci auspica che per il 2026 la direzione trovi soluzioni compatibili con la normativa penitenziaria per far ripartire iniziative «apprezzate dai detenuti».

Minori: meno bambini, più disturbi alimentari

Sul fronte minori, i dati demografici preoccupano: al 31 dicembre 2025 i minori residenti in Valle d’Aosta erano 17.660, il 3,1% in meno rispetto al 2024 (-558 unità in un solo anno). Dal 2019 a oggi il calo è inesorabile. I casi trattati dalla Garante per l’infanzia sono stati solo sette, portati da tre persone, un numero basso che Squillaci legge come segno del buon funzionamento dei servizi sociali, ma anche della scarsa conoscenza dell’istituto.

A preoccupare è invece l’emergenza disturbi alimentari: i pazienti in carico sono per il 95,7% femmine, con diagnosi che comprendono anoressia nervosa (32,5%), bulimia (17,9%) e binge eating (20,5%). I casi partono già dai 10-11 anni. Nel 2025 l’Azienda Usl ha riorganizzato il servizio puntando su interventi precoci, ambienti dedicati e supporto alle famiglie, con un lieve calo degli accessi rispetto al periodo post-pandemia. Restano però circa un centinaio di famiglie coinvolte.

Nelle comunità socio-educative valdostane erano ospitati 82 minori, di cui 34 minori stranieri non accompagnati (MSNA), quasi tutti 17enni e prevalentemente afghani. Adele Squillaci ha segnalato la necessità di separare fisicamente gli spazi destinati ai MSNA dagli altri minori accolti, che vivono situazioni di disagio molto diverse.

L'ingresso dell'Ufficio difesa civica della Valle d'Aosta

L’ingresso dell’Ufficio difesa civica della Valle d’Aosta

Disabilità: +20,6% in tre anni

La funzione di Garante per i diritti delle persone con disabilità ha trattato 41 casi da 14 utenti (età media 53 anni), con 23 istanze indirizzate alla Regione. I numeri di sfondo sono però quelli che pesano di più: dal 2023 al 2025, le persone con disabilità riconosciuta in Valle d’Aosta sono aumentate del 20,6% (da 5.726 a 6.906), quelle con invalidità superiore al 35% del 4,8%. Parallelamente, gli alunni con disabilità nelle scuole valdostane sono cresciuti del 14,6% in tre anni, passando da 768 a 880, pur in un contesto di calo generale degli iscritti.

È in corso la sperimentazione della riforma nazionale della disabilità, attiva fino al 31 dicembre 2026 per poi entrare in vigore in tutta Italia dal 1° gennaio 2027. Sul fronte del lavoro, il collocamento mirato registra invece un calo di iscritti: 495 nel 2025 rispetto ai 564 del 2022. Squillaci ha chiesto più personale dedicato e sottolinea la questione del disability manager, figura istituita nel 2023 ma spesso affidata a dipendenti già oberati di altri compiti: «se fai il disability manager per un pezzettino del tuo tempo, normale che non puoi essere efficace».

 

Tutti i dati dell’attività del 2025 dell’Ufficio difesa civica della Valle d’Aosta