La Commissione elettorale circondariale e l’Ufficio elettorale del Tribunale hanno concluso, martedì 26 agosto 2025, nei tempi previsti, i controlli su liste e candidature per il voto del 28 settembre 2025: l’esito vede due Comuni a rischio commissariamento, un altro con una lista esclusa ma col voto confermato, una candidatura stralciata a Cogne e tutte ammesse le undici liste presentate ad Aosta. Via libera anche alle nove liste regionali con l’esclusione di un candidato della Lega.
Le esclusioni delle liste uniche di Gignod ed Oyace
A Gignod è stata esclusa la lista unica “Vivre Gignod” che riproponeva la sindaca uscente Gabriella Farcoz, non ammessa per irregolarità documentali, dato che il modulo dei candidati e delle sottoscrizioni, con presente il contrassegno, sarebbe stato depositato in fogli separati e non collazionati, vale a dire in assenza di spillatura, timbri e numerazione progressiva, tali da non consentire di desumere l’unitarietà del documento.
Con una sola lista in corsa, lo stop apre al commissariamento fino a nuove elezioni, salvo l’accoglimento di un ricorso al Tribunale amministrativo regionale (Tar) che è stato annunciato giovedì 27 agosto. Gabriella Farcoz ha spiegato che la contestazione riguarda i fogli di sottoscrizione: «erano su più pagine, autenticati, ma non rilegati o pinzati fra loro». Presentato anche un ricorso istruttorio nei termini, non accolto «perché non previsto dalla giurisprudenza».
Stessa sorte ad Oyace per la lista “Pour Oyace” della sindaca uscente Stefania Clos, con la Commissione che ha contestato due fogli della documentazione privi del contrassegno obbligatorio di lista, e quindi con la mancanza della sottoscrizione di almeno cinque elettori: «è vero, mancavano quei simboli su due moduli, ma erano presenti su altri atti – si è giustificata la sindaca, che ha subito annunciato ricorso al Tar – nel programma in triplice copia e su supporto usb, con denominazione e descrizione puntuale». Sentito un legale, «il vizio c’è ma non è insanabile», ha sottolineato. Anche in questo caso, con la lista unica, in caso di conferma dell’esclusione si profilerebbe il commissariamento del Comune sino a nuove elezioni.

I casi di Valgrisenche e Cogne
La Commissione elettorale ha escluso, a Valgrisenche la lista “Avenir ensemble” dell’ex sindaco Riccardo Moret, che ha presentato anch’esso ricorso al Tar: in caso di rigetto, resterà solo in corsa quella del vice sindaco uscente Daris Luboz e comunque le elezioni si terranno regolarmente.
A Cogne, nella lista “Vivre Cogne” del candidato sindaco Denis Giovanni Truc è stata invece esclusa la candidatura dell’allevatore Patrick Gérard per irregolarità nell’accettazione.
Il Tar della Valle d’Aosta ha fissato per lunedì 1° settembre, alle ore 11, l’udienza pubblica elettorale sui ricorsi contro l’esclusione delle tre liste. L’esito dei ricorsi potrà riammettere le liste escluse, con regolare svolgimento del voto o confermare le esclusioni: a Gignod e Oyace si aprirebbe la strada al commissariamento mentre a Valgrisenche il voto resterebbe confermato con una sola lista.
La situazione ad Aosta e per le liste delle regionali
Il Tribunale ha ammesso le undici liste presentate ad Aosta e tutte le nove liste per le regionali. È stato invece escluso Piersandro Cout, 56 anni, allevatore di Verrès, numero 10 nella lista della Lega Vallée d’Aoste, in applicazione della “legge Severino”. Il movimento ha spiegato che il candidato si era dimenticato di chiedere l’estinzione del reato commesso nel 1998 e la relativa riabilitazione, circostanze che hanno portato all’incandidabilità.
La “legge Severino” (decreto legislativo 235/2012) stabilisce l’incandidabilità (o la decadenza, se sopravviene) per chi abbia condanne definitive per determinati delitti non colposi: per le elezioni regionali il riferimento è l’articolo 7 del decreto. La riabilitazione penale, quando ottenuta, può rimuovere gli effetti ostativi per tornare candidabili. La lista della Lega resta valida e prosegue semplicemente con 34 nomi, anche perché non sono previste sostituzioni dopo la scadenza dei termini di presentazione. In linea generale sono possibili impugnative nelle sedi competenti, ma al momento non risultano annunciate iniziative formali da parte del partito che ha preso atto dell’esclusione.
Piersandro Cout era comparso in passato nelle cronache giudiziarie per un procedimento del 2017 concluso nel 2019 con assoluzione “per non aver commesso il fatto” dall’accusa di occultamento di cadavere: un caso distinto e chiuso, che non ha prodotto effetti ostativi.

La “legge Severino” in Consiglio Valle
La “legge Severino” era stata applicata in Consiglio regionale nel marzo 2019, nei confronti di Marco Sorbara, attualmente in lista per le regionali con Forza Italia. L’allora consigliere regionale dell’Union Valdôtaine fu sospeso d’ufficio ai sensi della “Severino” dopo l’arresto nell’inchiesta “Geenna” sulla ’ndrangheta: il decreto fu firmato dal Presidente del Consiglio dei ministri e notificato al Consiglio Valle. Marco Sorbara, che fu anche espulso dal Mouvement e che dovette scontare 909 giorni in custodia cautelare, di cui 45 in isolamento, venne poi assolto nel 2023 dalla Corte di Cassazione perché “il fatto non sussiste”, diventando uno dei più clamorosi errori giudiziari degli ultimi anni.
La normativa venne applicata nel maggio 2019 anche su Augusto Rollandin, dopo una condanna in primo grado per corruzione. Il Consiglio Valle prese atto della sospensione di diritto e procedette alla sostituzione temporanea che proseguì anche dopo la rielezione del 2020 nella lista Pour l’Autonomie, fino al mese di novembre, quando, dopo la scadenza dei termini, Augusto Rollandin rientrò in aula.

Il precedente di Stefania Clos
La sindaca di Oyace, che di professione è istruttore amministrativo presso la Sovrintendenza regionale agli studi, aveva recentemente dato disponibilità, al Cpel, a ricoprire il ruolo di rappresentante degli Enti locali nel Consiglio di amministrazione di In.Va., la società in house della Regione che si occupa di sistemi informativi, e conseguentemente votata dai diversi Consigli comunali della Valle d’Aosta. Dopo le verifiche, In.Va. ha segnalato l’incompatibilità “ai sensi dell’art. 11, c. 8, d.lgs. 175/2016” perché Stefania Clos è dipendente dell’ente controllante (la Regione). I Comuni hanno quindi revocato la designazione e nominato al suo posto Marlene Domaine, sindaca di Saint-Nicolas.
La regola invocata è quella del Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica che prevede che “gli amministratori delle società a controllo pubblico non possono essere dipendenti delle amministrazioni pubbliche controllanti o vigilanti”.