Chiuse le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 con il doppio oro, in super-G e discesa libera, e la consacrazione definitiva come la più forte sciatrice italiana di sempre, Federica Brignone ha cominciato il lungo giro delle celebrazioni. Un tour che l’ha portata dal Colle più alto d’Italia fino al red carpet di Madrid, con qualche sorpresa lungo la strada.
Il cerchio si è chiuso al Quirinale
Martedì 7 aprile 2026, con la cerimonia di restituzione del Tricolore al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, si è formalmente chiusa l’avventura olimpica azzurra. Brignone, insieme agli altri alfieri, ha riconsegnato al Capo dello Stato la bandiera che aveva portato nella cerimonia d’apertura a Cortina. Un rito che vale doppio per lei: pochi mesi prima, quando quel tricolore le era stato consegnato nella stessa Sala dei Corazzieri, il Capo dello Stato aveva detto «siamo contenti di vedere Federica Brignone nuovamente pronta e determinata», quasi non credendoci del tutto, visto l’infortunio che aveva messo a rischio la sua presenza ai Giochi.
La storia, com’è andata, la conoscete.
Dopo le celebrazioni romane, Federica Brignone ha fatto quello che probabilmente le mancava di più: è tornata a casa. Il 13 aprile era alla Maison Carrel di La Thuile per la festa di fine stagione, e sui social ha scritto «pochi ma buoni giorni in VDA». Una frase semplice, che dice tutto. La Valle d’Aosta come luogo dell’anima, il posto dove si torna quando si vuole staccare davvero, anche se staccare, per Federica, dura pochissimo.
I Laureus Awards: gli Oscar dello sport
Lunedì 20 aprile il teatro si è spostato al Palazzo di Cibeles di Madrid per i “Laureus World Sports Awards” 2026. Per chi non li conosce: i Laureus sono esattamente quello che Federica stessa ha detto all’inviata di Sky Sport sul red carpet: «ti senti come all’Oscar dello sport». E non è un’iperbole. Nati nel 2000 per volontà di Daimler e Richemont, con la benedizione di Nelson Mandela, i Laureus premiano ogni anno i migliori atleti del mondo in sei categorie, Sportsman, Sportswoman, Team, Breakthrough, Comeback e Action, votati da una Academy di 68 ex campioni e da una giuria di oltre mille giornalisti sportivi internazionali.
Ogni vincitore riceve una statuetta Cartier in argento e oro, alta trenta centimetri e pesante due chili e mezzo. Quest’anno la cerimonia era per il terzo anno consecutivo al Palazzo di Cibeles di Madrid, e la cerimonia è stata condotta per la prima volta da due ex campioni, Novak Djokovic ed Eileen Gu.
Questi i vincitori:
- sportivo dell’anno: Carlos Alcaraz (tennis);
- sportiva dell’anno: Aryna Sabalenka (tennis);
- squadra dell’anno: Paris Saint-Germain (Champions League vinta 5-0 sull’Inter);
- rivelazione dell’anno: Lando Norris (F1, campione del mondo);
- ritorno dell’anno: Rory McIlroy (golf, Grande Slam completato);
- giovane sportivo dell’anno: Lamine Yamal (calcio);
- atleta paralimpico dell’anno: Gabriel Araújo (nuoto);
- sport di azione dell’anno: Chloe Kim (snowboard);
- premio alla carriera: Nadia Comăneci;
- sporting Inspiration award: Toni Kroos.
L’Italia era rappresentata da tre nomination: Jannik Sinner per lo Sportsman of the Year, il nuotatore paralimpico Simone Barlaam nella categoria Disability, e il Gruppo Sportivo Valanga, la squadra di sci alpino, per il Good Award. Federica era ospite della serata. «Sono molto contenta di essere qua ed orgogliosa, sinceramente» ha detto al microfono di Sky.

Federica Brignone alla festa di fine stagione a La Thuile
Lui: James Mbaye
Sul red carpet, per la prima volta ufficialmente in pubblico insieme a lei, c’era James Mbaye. Chi è? Un personaggio che incuriosisce. Alto quasi due metri, classe 1990, stessa età di Federica, di origini senegalesi, cresciuto in Italia dove ha giocato a basket nelle giovanili prima di costruirsi una carriera nel mondo della moda, tra Milano, la Germania e la Turchia.
Come si sono conosciuti? Non è dato saperlo con certezza, Federica a “Verissimo” aveva parlato di una persona speciale nella sua vita senza fare nomi, ma gli indizi sparsi sul web raccontano che già a dicembre Mbaye pubblicava foto da La Salle. L’altra coincidenza che aveva fatto scattare i radar: Mbaye compare come comparsa nello spot del “Grana Padano” con protagoniste Federica Brignone e Sofia Goggia. Insomma, il set pubblicitario come luogo romantico. Ci sono stati casi peggiori.
A Madrid i nomi non servivano più, e Federica, sul tappeto rosso, ha sfoggiato un abito che le valeva da sola una notizia: «merito di Armani, ovviamente» ha risposto con il sorriso di chi sa benissimo come funziona il gioco.
Sul fisico: «stiamo lavorando»
Nella stessa intervista a Sky, Federica ha risposto anche alla domanda che le viene rivolta ogni volta che la si incontra: come stai? «Il primo mese post-gare, dopo Soldeu, è stato abbastanza tosto – ha ammesso – mi sembrava di non vedere tanti miglioramenti. Adesso va un po’ meglio. Sono tornata al “J medical” una o due volte a settimana e stiamo lavorando per far tornare la mia gamba a posto». Il ginocchio operato due anni fa è ancora in fase di recupero: un dettaglio che rende ancora più straordinario quello che ha fatto in questa stagione.
Belve: registrata, ma non si vedrà
Nel mezzo di tutte queste celebrazioni, c’è anche la storia, piccante, ma a lieto fine solo per metà, dell’intervista a “Belve”, il programma di Francesca Fagnani su Rai2 noto per le domande scomode. Brignone aveva registrato la puntata. Senonché, una volta conclusa l’intervista, avrebbe chiesto alla conduttrice di tagliare alcuni passaggi che evidentemente non la convincevano. Fagnani, fedele alla sua linea editoriale, quella di non modificare il contenuto delle interviste. ha detto «no». Di fronte al rifiuto, le parti si sono accordate su una soluzione salomonica: nessuna firma della liberatoria, intervista annullata. Ufficialmente, la motivazione circolata è stata quella di «motivi editoriali».
Non è la prima volta che succede: è un meccanismo noto a “Belve”, dove l’intervistato firma la liberatoria solo dopo aver visto il montaggio finale, e chi non è disposto ad accettare le regole del gioco, preferisce non firmare. Chissà se Federica, tra qualche anno, deciderà di riprovarci.

Il selfie di Lorenzo Musetti con la delegazione italiana a Madrid: Giacomo Agostini, Federica Brignone, Jasmine Paolini, Fabio Capello, Bebe Vio, e dietro Simone Barlaam, Leonardo Bonucci, Jannik Sinner e lo stesso Musetti
Il 24 aprile a La Salle
Il capitolo finale, almeno per ora, si scrive venerdì 24 aprile a La Salle, il paese che l’ha vista crescere. L’Amministrazione comunale ha organizzato una festa aperta a tutti per celebrare Federica insieme alla concittadina biathleta Michela Carrara. Niente tappeti rossi, niente statuette Cartier. Solo la gente di casa. Il modo migliore per chiudere il cerchio.










