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Protocollo per la frana dei Chiappetti: nuovo Comitato e Piano emergenze

pubblicato lunedì 19 Gennaio 26 • h. 10

realizzato da aostapresse.it

Protocollo per la frana dei Chiappetti: nuovo Comitato e Piano emergenze

di aostapresse.it | Lun 19 Gen 26 • h. 10

La zona a rischio dal punto di vista della frana

La Regione Valle d’Aosta ha messo di nuovo nero su bianco la gestione “a più mani” della frana in località Chiappetti, nel Comune di Quincinetto, nel Canavese: il Governo regionale ha approvato venerdì 16 gennaio 2026 lo schema di Protocollo d’intesa con Regione Piemonte, Sav – Società autostrade valdostane, Centro di Protezione civile dell’Università di Firenze, Comune di Quincinetto e Prefettura di Torino per coordinare le iniziative di riduzione del rischio legate al fenomeno franoso.

Perché un nuovo protocollo

La delibera ricostruisce il contesto: sul versante destro della Dora Baltea, sopra Chiappetti, insiste un fenomeno gravitativo complesso in roccia (circa 50.000 m²) che in passato ha generato crolli anche importanti. Tra gli elementi esposti ci sono l’autostrada A5 Torino-Aosta, una strada comunale e fabbricati minori; a valle corre anche la ferrovia Torino–Aosta.

Il precedente Protocollo (siglato nel 2019, durata quinquennale) si è chiuso dopo il 2024, ma l’evento alluvionale di aprile 2025, con il superamento della soglia più alta del Piano speditivo e la chiusura temporanea della A5 tra Pont-Saint-Martin e Quincinetto, ha spinto i soggetti coinvolti a riattivare un coordinamento formale: aggiornare il Piano, considerare le opere nel frattempo realizzate e valutare rischio residuo ed eventuali ulteriori interventi.
Il nuovo Protocollo ha un obiettivo pratico: far lavorare tutti gli attori con lo stesso copione quando il versante “si muove”.

I punti chiave sono:

  • condivisione delle risultanze del monitoraggio del versante;
  • aggiornamento del Piano speditivo di emergenza (compresi gli aspetti comunicativi), che viene adottato con decreto della Prefettura;
  • valutazione di ulteriori interventi, strutturali e non, e dell’eventuale aggiornamento del sistema di monitoraggio.
Il vallo di protezione sull'autostrada A5 all'altezza di Quincinetto

Il vallo di protezione sull’autostrada A5 all’altezza di Quincinetto

Torna (o meglio: resta) il Comitato tecnico

Il protocollo istituisce un Comitato tecnico con tecnici indicati dai firmatari. Compiti: mettere in comune i dati, supportare l’aggiornamento del Piano speditivo e valutare le necessità di ulteriori misure. La cadenza degli incontri è prevista almeno quadrimestrale, con la possibilità di convocazioni più ravvicinate se serve.

Sul fronte politico-istituzionale, la messa a terra dell’intesa passa anche da una verifica “de visu” con un sopralluogo in località Chiappetti del presidente della Regione Renzo Testolin e dell’assessore ai trasporti Luigi Bertschy, in programma mercoledì 21 gennaio, con l’obiettivo di fare il punto direttamente sul versante e sulle opere già eseguite, oltre che sui passaggi tecnici necessari ad avviare (o consolidare) la fase successiva degli interventi.

A rendere il dossier Chiappetti politicamente “sensibile” c’è anche la durata: le prime avvisaglie significative risalirebbero al 2012, il che porta a parlare di circa 14 anni di vicenda tra allarmi, Protocolli e lavori. Negli ultimi mesi si sarebbe arrivati a un primo traguardo con la chiusura della fase di opere alla base della frana, mentre la gestione del rischio e l’eventuale intervento sul versante restano il nodo che il nuovo Protocollo vuole governare in modo coordinato.

Nel testo sono indicati gli impegni dei singoli soggetti:

  • Valle d’Aosta: partecipazione al Comitato tecnico e supporto, se richiesto, all’attuazione del Piano speditivo (previa verifica di fattibilità con Enti e gestori coinvolti);
  • Piemonte: coordinamento del Comitato e supporto operativo in chiave sussidiaria, oltre alla messa a disposizione di attrezzature e misure topografiche (via Arpa Piemonte) utili al monitoraggio;
  • Sav: monitoraggio continuo del fenomeno, basato su procedure di allertamento, e condivisione in tempo reale dei dati via piattaforma web (in raccordo col Ministero delle infrastrutture e trasporti);
  • Università di Firenze (Centro di competenza): gestione del sistema di monitoraggio, notifiche automatiche al superamento delle soglie e produzione/condivisione dei rapporti tecnici;
  • Comune di Quincinetto: attuazione del Piano comunale di Protezione civile e informazione alla popolazione in coerenza col Piano speditivo;
  • Prefettura di Torino: partecipazione al Comitato tecnico.

Il protocollo avrà durata annuale dalla sottoscrizione, potrà essere modificato d’intesa tra le parti e, elemento non secondario, è a titolo non oneroso per il bilancio regionale. L’obiettivo è evitare improvvisazioni quando i livelli di allerta cambiano, e mettere attorno allo stesso tavolo chi ha in mano monitoraggi, decisioni di protezione civile e gestione dell’infrastruttura.

Per chi viaggia, significa una cosa sola: ridurre il rischio di ritrovarsi l’A5 chiusa “di colpo” senza una macchina organizzativa già rodata.