L’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (ARPA) della Valle d’Aosta ha pubblicato lunedì 27 aprile 2026 il Rapporto annuale sulla qualità dell’aria relativo al 2025, elaborato sulla base delle misure effettuate dalla rete regionale di monitoraggio. Il documento, redatto da Claudia Desandré e Devis Panont della Sezione aria, atmosfera e pressioni sull’ambiente, include anche i risultati della campagna con il laboratorio mobile a Courmayeur ed una prima valutazione rispetto ai nuovi limiti fissati dalla direttiva europea UE 2024/2881, che entreranno in vigore dal 2030.
Polveri e biossido di azoto: nessun superamento
Per le polveri sottili, il 2025 conferma il trend degli anni precedenti: nessun superamento dei limiti di legge né per il PM10 (limite annuo 40 µg/m³) né per il PM2.5 (limite annuo 25 µg/m³) in nessuna delle stazioni della rete. I valori si mantengono stabili rispetto al decennio 2016-2025, ampiamente al di sotto delle soglie normative. Valori più elevati si registrano, come consueto, nella stazione industriale di via 1° Maggio, nei pressi della Cogne Acciai Speciali, per l’effetto combinato delle emissioni dello stabilimento e del risollevamento da traffico locale.
Anche per il biossido di azoto (NO2) i valori medi annuali del 2025 si mantengono sotto il limite di 40 µg/m³ in tutte le stazioni. Le concentrazioni più alte si misurano nel capoluogo, mentre nella stazione rurale di Donnas i valori sono circa la metà di quelli di Aosta. Dal punto di vista storico, si osserva una diminuzione progressiva del NO2 dal 2016 in poi, particolarmente evidente nel sito da traffico di Courmayeur-Entrèves (traforo del Monte Bianco). Rispettati anche i limiti per benzene e benzo(a)pirene, quest’ultimo in calo continuo dal 2016.

Il grafico della rilevazione dell’ozono in Valle d’Aosta
Ozono: l’unico inquinante ancora critico
L’ozono rimane l’unico punto critico del quadro regionale. Nella stazione rurale di Donnas si registrano ancora superamenti del valore obiettivo per la protezione della salute umana (massimo giornaliero della media mobile su 8 ore superiore a 120 µg/m³ per più di 25 giorni come media triennale). Nel 2025 si sono verificati anche sei superamenti della soglia di informazione di 180 µg/m³ per la media oraria, concentrati sempre a Donnas.
ARPA segnala che i valori, pur ancora fuori soglia, sono in diminuzione rispetto agli anni precedenti per la protezione della salute umana. La stazione di Donnas risente in modo particolare del trasporto di inquinanti dalla pianura padana. Per la protezione della vegetazione, invece, i valori del 2025 a Donnas sono superiori a quelli del 2024 e il valore obiettivo calcolato come media quinquennale risulta superato. A La Thuile il valore obiettivo è rispettato. Nel 2025 è entrata in funzione anche la nuova stazione suburbana di Aosta Mont Fleury, dedicata alla misurazione dell’ozono.
Il nichel cala ad Aosta: merito della Cogne
La novità più significativa del 2025 riguarda i metalli: si registra una “sensibile diminuzione” dei valori di nichel in tutte le stazioni di Aosta. In particolare, nella stazione di via 1° Maggio la media annua del 2025 è scesa a 13,4 ng/m³, un valore nettamente inferiore sia al limite di legge (20 ng/m³) sia al dato del 2024, quando si era attestata a 21,8 ng/m³. Secondo ARPA, la diminuzione è “ragionevolmente correlata al minor impiego di nichel nel ciclo produttivo” della Cogne Acciai Speciali, come risulta dalle informazioni sul processo produttivo fornite nell’ambito dell’Autorizzazione integrata ambientale (AIA). Tutti gli altri metalli monitorati, piombo, arsenico e cadmio, rispettano ampiamente i limiti normativi.

Strumenti per la rilevazione della qualità dell’aria in piazza Plouves ad Aosta
Courmayeur: aria pulita nel centro urbano
Per il secondo anno consecutivo, il laboratorio mobile di ARPA ha stazionato nel centro di Courmayeur, nel parcheggio della scuola media di viale Monte Bianco. Il monitoraggio ha confermato il rispetto di tutti i valori di riferimento: i livelli di PM10, NO2 e ozono risultano inferiori o pari a quelli delle stazioni fisse di confronto, e i metalli misurati, nichel, piombo, arsenico e cadmio, sono tutti ampiamente sotto soglia e significativamente più bassi rispetto ai valori registrati nella stazione urbana di Aosta piazza Plouves.
In arrivo limiti più severi dal 2030
Il rapporto include anche un primo confronto con i nuovi standard fissati dalla direttiva europea UE 2024/2881, adottata dal Consiglio dell’Unione Europea il 14 ottobre 2024 e destinata a sostituire le direttive vigenti. I nuovi limiti, che entreranno in vigore dal 2030, sono significativamente più restrittivi: il valore limite annuo per il PM10 scenderà da 40 a 20 µg/m³, quello per il PM2.5 da 25 a 10 µg/m³, e il limite annuo per il biossido di azoto si dimezzerà da 40 a 20 µg/m³. La valutazione di ARPA rispetto a questi futuri standard costituisce un primo banco di prova per capire quanto margine di adeguamento rimanga al territorio regionale nei prossimi anni.
La relazione 2026 di ARPA sulla qualità dell’aria in Valle d’Aosta










