Rispondere al telefono non è ancora pericoloso. Basta sapere con chi si ha a che fare. E in questi giorni, in Valle, conviene saperlo bene: CVA Energie ha diffuso una nota per avvertire i propri clienti che qualcuno sta girando con il loro nome in tasca, spacciandosi per operatori dell’azienda e annunciando inesistenti aumenti delle tariffe. L’obiettivo? Spaventare, confondere, e convincere a cambiare contratto, o peggio, a consegnare dati personali.
CVA: nessun aumento, nessun operatore in campo
Prima di tutto, i fatti. CVA Energie chiarisce con nettezza che non sono previste modifiche alle tariffe attuali. Anzi: la grande maggioranza delle famiglie valdostane è coperta dal contratto CVA7, che garantisce il prezzo della componente energia bloccato fino al 31 dicembre 2030. Un dettaglio che rende particolarmente goffo il copione dei truffatori, che agitano lo spettro dei rincari in un momento in cui CVA ha blindato i prezzi per anni.
In più, l’azienda ricorda un punto cruciale: CVA Energie non ha mai attivato campagne di marketing telefonico. Se qualcuno chiama dicendo di essere un operatore CVA, non lo è. Fine della storia.
Lo schema classico: sempre lo stesso copione
Il trucco usato dai truffatori energetici è rodato e quasi invariabile. Qualcuno chiama, si presenta come il vostro fornitore attuale, o come un fantomatico «ufficio di assistenza bollette», un «centro regolazione tariffe» o persino un incaricato dell’ARERA, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, e comunica che il contratto sta per scadere, o che è in corso un aumento, o che c’è «un’anomalia sulla fornitura». La pressione è sempre immediata: bisogna decidere adesso, «l’offerta scade oggi».
Secondo l’indagine ARTE 2025 (Associazione reseller e trader dell’energia), appena il 3,5% delle chiamate commerciali nel settore energia risulta autentico, mentre quasi la metà, il 47,9%, simula di provenire dal proprio fornitore energetico. Un dato che dice tutto sulla portata del fenomeno. L’Antitrust (AGCM, Autorità garante della concorrenza e del mercato) ha risposto con sanzioni: a dicembre 2025 ha multato sei società di call center per oltre 500mila euro, accusate di aver concluso contratti dopo aver fornito informazioni false sulla propria identità e sulla convenienza delle offerte.
Le vittime preferite: gli anziani
La Federconsumatori ha segnalato un aumento significativo di segnalazioni legate a false comunicazioni di scadenza contrattuale, con un cambio di fornitore non richiesto che spesso porta a condizioni peggiorative. Le vittime più frequenti sono gli anziani, più esposti alle pressioni psicologiche e meno familiari con le tecniche di telemarketing aggressivo. In molti casi, oltre al cambio di contratto, vengono proposti prodotti obsoleti, caldaie, kit energetici, pompe di calore, a prezzi gonfiati e con finanziamenti pluriennali.

Il dettaglio della tariffa CVA7
Le cinque cose che nessun operatore legittimo chiederà mai
Ecco il vero kit anti-truffa, tutto ciò che dovete sapere prima di rispondere alla prossima chiamata sospetta:
- non esiste l’obbligo di comunicare al telefono dati come il codice POD, il PDR o il codice fiscale;
- nessun fornitore può interrompere la fornitura da un giorno all’altro: chi dice il contrario mente;
- dal 2025 il «sì» telefonico non basta più: ogni modifica contrattuale deve essere confermata per iscritto su supporto durevole; la firma digitale, invece, è vincolante, quindi diffidate da chi la chiede in fretta;
- se si ha già firmato, ci sono 14 giorni di diritto di ripensamento per annullare qualsiasi contratto concluso a distanza;
- un’offerta vera non scade mentre si sta al telefono: se mettono fretta, è un segnale di allarme.
Gli strumenti esistenti (e che forse non si usano)
Esiste il Registro pubblico delle opposizioni (RPO), un servizio gratuito del Ministero delle imprese e del Made in Italy, che blocca le chiamate di telemarketing verso il numero che si è segnalato. Una volta iscritti, gli operatori non possono più contattare quel numero, salvo che non si abbia dato il consenso esplicito dopo l’iscrizione. Ci si iscrive sul sito registrodelleopposizioni.it oppure chiamando il numero dedicato (800.957.766 per le utenze fisse e allo 06.42.98.64.11 per i cellulari): è gratuito e non richiede particolari competenze tecniche.
Il problema è che il RPO, nella pratica, mostra limiti evidenti. Molte società di telemarketing aggirano il blocco sfruttando il cosiddetto “spoofing”: falsificano il numero chiamante, facendolo apparire come un numero italiano normale, o addirittura come quello del fornitore del destinatario, quando in realtà la chiamata proviene dall’estero, spesso da call center fuori dalla giurisdizione italiana. In questi casi il Registro non può fare nulla, perché tecnicamente la chiamata non risulta tracciabile come “commerciale”. L’AGCM ha più volte segnalato il fenomeno e chiesto un rafforzamento normativo, ma ad oggi il meccanismo sanzionatorio fatica a tenere il passo con la velocità con cui proliferano nuovi numeri e nuove società-fantasma.
Iscriversi al RPO resta comunque utile per ridurre il volume di chiamate indesiderate: semplicemente, non è lo scudo definitivo che molti sperano.
Cosa fare se hanno dei dubbio (o se è già successo)
Per qualsiasi dubbio su comunicazioni legate alle bollette CVA, l’azienda mette a disposizione il numero verde 800.998.944, l’e-mail servizioclienti@cvaenergie.it e anche il contatto whatsApp al numero 324.86.11.111. Quattro sportelli fisici (Aosta, Saint-Vincent, Morgex, Pont-Saint-Martin) sono accessibili su appuntamento. Se invece si sospetta una truffa già avvenuta, la strada è la Polizia Postale.
La regola d’oro, in fondo, è semplice: chi ha davvero qualcosa di utile da dire non metterà mai fretta. E chi mette fretta, quasi certamente, non ha nulla di utile da dire.










