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Giornata mondiale della bicicletta, Fiab Aosta rilancia la mobilità ciclistica quotidiana

Un ciclista in via Guido Rey, ad Aosta

pubblicato mercoledì 3 Giugno 26 • h. 15

realizzato da aostapresse.it

Giornata mondiale della bicicletta, Fiab Aosta rilancia la mobilità ciclistica quotidiana

di aostapresse.it | Mer 3 Giu 26 • h. 15

Un ciclista in via Guido Rey, ad Aosta

In occasione della Giornata mondiale della bicicletta del 3 giugno, Fiab Aosta à Vélo ha scelto di legare la ricorrenza a un messaggio molto preciso: la bici come mezzo «semplice, sostenibile e accessibile», che riguarda la salute, l’ambiente e «il modo in cui viviamo le nostre città e i nostri territori». Natale Dodaro, presidente regionale dell’associazione ha sottolineato come la scelta dell’ONU di istituire una giornata mondiale ad hoc dimostri che il tema non è di nicchia, ma tocca politiche pubbliche e vita quotidiana.

Il presidente della sezione valdostana della Federazione italiana ambiente e bicicletta insiste anche su un punto politico-culturale: quella per la bici è presentata come «una battaglia pacifica», non contro le persone né contro gli altri mezzi di trasporto, ma «a favore di una diversa cultura della mobilità». L’obiettivo, ha ribadito, non è trasformare l’auto «in un nemico», né renderne impossibile l’uso, ma far capire che in molti casi non è indispensabile e che la bicicletta può essere una scelta ragionevole.

Auto e bici: non una guerra, ma più possibilità di scelta

FIAB Aosta à Vélo ha richiamato esplicitamente le necessità di chi l’auto deve usarla per lavoro, motivi di salute o esigenze familiari. «Chi ha bisogno dell’auto deve poterla utilizzare con comodità», ha spiegato Dodaro, ma allo stesso tempo ha chiesto che si creino le condizioni perché «sempre più persone possano scegliere la bicicletta in sicurezza, anche negli spostamenti quotidiani».

Per l’associazione, il cambiamento non può arrivare solo da divieti o restrizioni: servono informazione, sensibilizzazione e soprattutto infrastrutture adeguate. Nel comunicato si parla «di percorsi sicuri, collegamenti funzionali, spazi urbani pensati anche per chi si muove in bicicletta» ed iniziative che coinvolgano tutte le età, dai bambini ai pensionati.

Natale Dodaro, presidente della Fiab Aosta à Vélo

Natale Dodaro, presidente della Fiab Aosta à Vélo

I progetti in Valle d’Aosta: dai “Bimbi in Bici” alla salute

La Giornata mondiale diventa anche una vetrina per i progetti locali. Fiab Aosta à Vélo ha citato in particolare:

  • “Bimbi in bici”, in collaborazione con la scuola Lexert, per avvicinare i più piccoli alla mobilità ciclistica in modo educativo e sicuro, lavorando sull’idea che l’uso della bici si impara presto e meglio se accompagnato;
  • Una pedalata Fénis – Ussel sabato 6 giugno, presentata come “semplice” e adatta a un pubblico ampio;
  • il progetto “Pedalare verso salute e benessere”, un’iniziativa che punta a valorizzare la bici come strumento di prevenzione, socialità e benessere, oltre che come mezzo di trasporto.

«La bicicletta non è la soluzione a tutto – ha sintetizzato Natale Dodaro – ma può essere parte importante di un cambiamento possibile», con l’impegno a far sì che «sempre più persone possano sentirsi libere e sicure di scegliere, quando possibile, di pedalare».

Ciclisti a Pollein

Ciclisti a Pollein

Aosta e le altre città alpine: cosa manca e cosa si può imparare

Rispetto a città come Torino, Ivrea o Genova, la realtà valdostana sconta alcuni limiti strutturali (morfologia, spazi ridotti, rete viaria compressa nella conca), ma anche un ritardo di impostazione: altrove le politiche bike-friendly sono entrate in agenda in modo più sistematico.

Torino ha sviluppato in questi anni una rete crescente di piste ciclabili urbane e periurbane, collegando quartieri e cintura, e sta sperimentando interventi di moderazione del traffico e Zone 30 in diversi ambiti cittadini. Ivrea, pur di scala molto più vicina ad Aosta, ha iniziato a costruire connessioni ciclabili tra centro, quartieri e area industriale, sfruttando anche il corridoio del Dora Baltea come asse di mobilità lenta. Genova, nonostante la conformazione complessa, ha messo mano a percorsi costieri e di fondovalle, integrandoli con il trasporto pubblico e puntando sulla bici soprattutto lungo gli assi pianeggianti e turistici.

Se confrontata con questi esempi, Aosta ha ancora margini significativi su tre fronti: continuità delle infrastrutture (percorsi non a “macchia di leopardo”), intermodalità (collegamento con stazioni, scuole, poli sanitari) e politiche di moderazione del traffico nei quartieri.
È proprio in questo spazio che si colloca il ruolo di associazioni come Fiab Aosta à Vélo, chiamate a dialogare con le istituzioni per portare in Valle esperienze e soluzioni che in contesti simili stanno già dando risultati.

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