Con 19 voti a favore e 15 astensioni, il Consiglio Valle ha approvato giovedì 23 aprile 2026 la prima variazione al bilancio di previsione della Regione per il triennio 2026-2028. Una manovra da 37,3 milioni di euro che non riscrive la politica di bilancio della Giunta, ma redistribuisce risorse dove ci sono esigenze urgenti: Comuni, affitti, turismo sportivo. Bocciati gli emendamenti della Lega sul “pacchetto anticrisi”.
Cos’è e cosa fa questa manovra
Per capire di cosa si parla, vale la pena partire dall’abc. Il bilancio regionale viene approvato ogni anno, normalmente a dicembre, per il triennio successivo. Le variazioni di bilancio sono aggiustamenti in corso d’opera: servono a riallocare risorse che altrimenti resterebbero inutilizzate, a rispondere a esigenze emerse nel frattempo, a recepire nuove entrate o a coprire spese impreviste. Non sono, nella maggior parte dei casi, una manovra politica di ampio respiro, e questa non fa eccezione.
La prima variazione aprile sposta complessivamente 37,3 milioni di euro nel triennio: di questi, 6,7 milioni arrivano da maggiori entrate (in larga parte dal rimborso del Mef per la riforma Irpef statale, non strutturale e decrescente nel tempo) e 30,6 milioni da riduzioni su altri capitoli di spesa. Il risultato netto è un incremento delle spese correnti di 5,3 milioni e delle spese di investimento di 1,4 milioni nel triennio.

La Giunta regionale con il trofeo del Giro d’Italia
Dove vanno i soldi
La fetta più grande, oltre 15 milioni nel triennio, va agli Enti locali, ovvero Comuni ed Unités des Communes. Si tratta di trasferimenti senza vincolo di destinazione, che salgono già nel 2026 da due a sette milioni, per coprire i maggiori costi legati ai rinnovi contrattuali del personale. L’opposizione ha sollevato una domanda legittima: perché questi oneri non erano stati previsti in sede di bilancio? La risposta della Giunta è pragmatica, i Comuni ne avevano bisogno, e le risorse ci sono, ma il tema della programmazione degli enti locali resta aperto.
Sul fronte della casa, la variazione prevede circa 5,1 milioni nel triennio tra trasferimenti ad Arer e l’istituzione di un fondo dedicato. Viene inoltre prorogato il blocco dell’adeguamento dei canoni dell’edilizia residenziale pubblica: chi vive in un alloggio Erp non vedrà aumenti dell’affitto, e la perdita di introiti per Arer viene compensata dalla Regione. È una misura condivisibile nel merito, ma che, come ha osservato la minoranza, continua a rinviare una riforma organica delle politiche abitative attesa entro il 2027.
Sul turismo vanno 1,4 milioni aggiuntivi, concentrati quasi interamente sui grandi eventi sportivi: in primo piano la tappa valdostana del Giro d’Italia, ma anche, in fase di definizione, un torneo di tennis WTA 125 a Courmayeur in ottobre. L’assessore Giulio Grosjacques ha annunciato che entro dicembre verrà presentata una legge quadro sui grandi eventi sportivi, per uscire dalla logica degli “interventi spot”.
Ci sono poi interventi più contenuti ma diffusi su istruzione e cultura (913mila euro nel 2026: Università della Valle d’Aosta, studentato di Verrès, Piano strategico cultura, Forte di Bard), sport (tra cui la piscina di Pré-Saint-Didier), cooperative sociali per i rinnovi contrattuali, e un’anticipazione di liquidità fino a 7 milioni al Comune di Arvier per sostenere il progetto PNRR “Agile Arvier”.
Un capitolo a parte riguarda le agevolazioni fiscali (imposta di trascrizione, Irap, tassa automobilistica) per gli enti che fino al 2025 operavano come onlus ma che la normativa nazionale non classifica come enti del Terzo settore. E ancora: la rinegoziazione dei mutui tramite Finaosta, per venire incontro alle famiglie in un contesto inflattivo, e due nuovi articoli introdotti in Commissione, uno che anticipa al 15 giugno il termine per le convenzioni dei segretari comunali, l’altro che adegua la normativa regionale sugli Enti locali alla sentenza n. 16/2026 della Corte Costituzionale (che, tra le altre cose, consente la nomina di assessori anche esterni ai Consigli comunali e rimuove il limite ai mandati nei piccoli Comuni).
Il dibattito politico: «manutenzione, non visione»
Il voto finale, con i 19 favorevoli della maggioranza (Union Valdôtaine, Centre Autonomiste e Forza Italia) e 15 astenuti (tutti gli altri), riflette un giudizio diffuso: la manovra è utile, ma non è quella «svolta» annunciata nel discorso di insediamento di Renzo Testolin.
«Non è una manovra di indirizzo politico, ma un ribilanciamento contabile», ha detto Fulvio Centoz (Partito Democratico). «Il cambiamento dov’è?», ha chiesto Massimo Lattanzi (Fratelli d’Italia). «Aspettiamo altri mesi per vedere le nuove idee di questa maggioranza», ha concluso Marco Carrel (Autonomisti di Centro).
Anche Chiara Minelli (AVS – Rete Civica VdA), pur riconoscendo elementi positivi, ha annunciato l’astensione per le «criticità che richiedono maggiore chiarezza». Il capogruppo del PD, Jean-Pierre Guichardaz, ha posto la domanda di fondo: «quale Valle d’Aosta immagina questa maggioranza? Una Regione che redistribuisce risorse inseguendo criticità, o una Regione che affronta le grandi sfide del nostro tempo?».
L’assessore regionale al bilancio Mauro Baccega (FI) ha difeso la manovra ricordando che il bilancio 2026-2028 aveva già introdotto 44 milioni di maggiori entrate, e che questa variazione, pur non espandendo strutturalmente la spesa, porta risorse dove servono, evitando che finiscano in avanzi inutilizzati. Ha citato il recente rating positivo di Moody’s sulla Valle d’Aosta, che conferma solidità finanziaria e capacità di investimento, e ha anticipato che l’assestamento di bilancio, con 268 milioni di nuove risorse, arriverà entro fine maggio.

Mauro Baccega, assessore regionale al bilancio
Bocciato il “pacchetto anticrisi” della Lega
Tre emendamenti presentati congiuntamente da Lega e La Renaissance Valdôtaine, il cosiddetto “pacchetto anticrisi”, sono stati respinti dalla maggioranza. Prevedevano: uno sconto sulla benzina (20 centesimi/litro) e sul gasolio (40 centesimi) applicato direttamente alla pompa, con maggiorazione per i Comuni svantaggiati; il ripristino del Prestito sociale d’onore come strumento di microcredito per persone in difficoltà senza garanzie; un fondo di garanzia per la locazione (presso Arer, dal 2027) che copre fino a 18 mensilità di canone non pagato, entro 15mila euro, con recupero delle somme dagli inquilini morosi.
La maggioranza non li ha votati. Il capogruppo di Forza Italia, Pierluigi Marquis, ha spiegato che i buoni benzina, stimando 100.000 auto e un contingente di 1.000 litri ciascuna, richiederebbero 30 milioni all’anno: con i cinque milioni previsti nell’emendamento, si rischierebbe di «mettere in piedi un apparato amministrativo mostruoso per far funzionare la misura un paio di mesi al massimo».
Bocciati anche i due ordini del giorno presentati dagli stessi gruppi: il primo chiedeva l’impiego volontario del personale della Società di Servizi nei centri estivi estivi (giugno-settembre 2026), il secondo l’istituzione di una Cabina di regia per un nuovo Piano scolastico della media Valle.










