Federico Pellegrino ha vinto, sabato 21 marzo 2026 la sprint in tecnica libera in Coppa del mondo di Lake Placid. Per il campione di Nus è una vittoria che chiude con il botto: sul traguardo statunitense ha preceduto il norvegese Lars Heggen e lo svedese Anton Grahn, con un margine netto.
Pellegrino ha vinto la fine in 2:35.01, Heggen secondo a +1.24, Grahn terzo a +1.28. Dietro, nell’ordine, Lucas Chanavat (4°), Harald Østberg Amundsen (5°) ed Erik Johansson (6°).
Dal “secondo tempo” alla finale vinta da protagonista
La giornata si era messa bene fin dalle qualifiche (secondo tempo) e poi si è trasformata in una progressione: passaggio dai quarti, semifinale chiusa da “lucky loser” e finale gestita senza aspettare gli altri, con l’attacco decisivo lanciato in salita. È la fotografia di un atleta che, quando sente la gara, non fa calcoli, la prende e basta: «sentivo tanta energia sin nel riscaldamento, ho dato tutto quello che potevo dare – ha raccontato Federico Pellegrino dopo la gara – in finale non ho voluto guardare in faccia nessuno e sono andato a prendermi questa vittoria. Non poteva esserci un finale migliore per la mia carriera».
Per Pellegrino è la 18ª vittoria in Coppa del Mondo che arriva dopo un digiuno che pesava: l’ultimo successo nel massimo circuito, sempre in sprint, risaliva a Davos dicembre 2022. Non è solo un colpo di teatro finale: è anche un modo molto concreto di ribadire che, quando conta, “Chicco” è ancora lì.
Ma non è “solo” una vittoria da copertina. Con Lake Placid, Pellegrino ha centrato anche il traguardo dei 50 podi individuali in Coppa del Mondo (oltre alle 18 vittorie). E se si allarga lo sguardo alle grandi rassegne, i conti diventano ancora più pesanti: secondo le statistiche FIS, ai podi individuali di Coppa del Mondo si sommano quelli di Giochi olimpici e Campionati del mondo, portando il totale a 55 podi individuali; le vittorie individuali complessive, includendo anche il titolo mondiale, diventano 19.
In Italia, per quantità di podi individuali in Coppa del mondo, il riferimento storico resta Stefania Belmondo (che nelle statistiche FIS ha una carriera da 66 podi individuali nel massimo circuito): significa che Pellegrino chiude in una fascia rarissima, quella dei “mostri sacri” e basta.
Per quanto riguarda gli altri azzurri, nella sprint maschile si sono fermati ai quarti Martino Carollo (14°), Elia Barp (23°), Davide Graz (29°) e Simone Mocellini (30°). Al femminile, Federica Cassol ha superato le qualifiche e i quarti, prima di chiudere 12ª.

Federico Pellegrino vince la sprint di Lake Placid (Foto FIS/ActionPress/Matan Coll)
L’assenza di Johannes Klæbo
Il dettaglio che pesa nel racconto della giornata è l’assenza del dominatore stagionale: Johannes Høsflot Klæbo non ha partecipato alla sprint. Nei giorni precedenti Klæbo era reduce da una commozione cerebrale lieve dopo una caduta nella sprint di Drammen e, arrivato comunque negli Stati Uniti, ha corso (e vinto) la 10 km classic di venerdì 20, dove Pellegrino è arrivato sesto, alle spalle dei primi cinque norvegesi. La stessa FIS, nel presentare la sua prova, spiegava che con la coppetta sprint ormai praticamente in tasca era “atteso” che saltasse la sprint di sabato per essere al massimo nella 20 km mass start skating di domenica 22.
Nell’ambiente si è ipotizzato che l’assenza di Klæbo fosse un “beau geste” per lasciare la scena a Pellegrino, ma non ci sono elementi pubblici seri che lo confermano: le spiegazioni ufficiali riportate da fonti specialistiche e federali vanno nella direzione opposta, con il recupero dall’infortunio e programmazione, senza fare regali.
Detto questo, l’effetto sportivo è ovvio: senza Klæbo la finale ha perso il suo “padrone” naturale, ma la vittoria di Pellegrino non diventa per questo un omaggio, la condotta di gara con un attacco deciso, margine ampio e gestione pulita resta da fuoriclasse.
La sensazione, insomma, è quella di un ritiro deciso da tempo ma portato a casa nel modo più difficile: senza chiedere sconti a nessuno e senza “farsi accompagnare” verso l’uscita.

Il podio della Coppa del mondo sprint 2026 dello sci di fondo,
Johannes Klæbo, Lars Heggen e Federico Pellegrino
L’ultima gara in Coppa del mondo
Domenica 22 marzo Federico Pellegrino ha quindi chiuso la sua carriera in Coppa del Mondo con un 13° posto nella 20 km mass start in tecnica libera, ultima gara della stagione: il campione di Nus ha concluso a 54”8 dal vincitore, restando a ridosso della top ten fino a metà prova prima di perdere contatto nel finale con il gruppo di testa.
La gara è stata dominata dalla Norvegia: Johannes Høsflot Klæbo ha vinto in 41’57”0, precedendo allo sprint i connazionali Harald Østberg Amundsen (+0”8) ed Einar Hedegart (+2”5). Davanti, cinque norvegesi nei primi cinque e poi l’Italia con Davide Graz, sesto a 6”5: il miglior risultato personale in Coppa del Mondo per lo sappadino. Dietro Pellegrino, Elia Barp ha chiuso 14° a 55”4; Martino Carollo 28° a 2’06”1.
Con l’ultima gara archiviata, Federico Pellegrino ha chiuso la stagione terzo nella classifica generale e terzo anche nella classifica sprint, dietro Klæbo e Amundsen (generale) e dietro Klæbo e Heggen (sprint).
Dopo l’addio alla Coppa del Mondo, il calendario non è finito: tra venerdì 27 e domenica 29 marzo sulle nevi valdostane è in programma il “Gran Finale” di Saint-Barthélemy, con le ultime sfide di Pellegrino e i Campionati italiani (10 km TL, 50 km classico e staffetta mista).









