Lo hanno sorpreso con quasi 300 grammi di cocaina e una decina di grammi di funghi allucinogeni. Con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, la Squadra mobile della Questura di Aosta ha arrestato Paolo Cremascoli, 43 anni, residente nel capoluogo regionale.
L’uomo era da qualche tempo sotto osservazione da parte degli agenti della Sezione narcotici che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avevano documentato una serie di spostamenti sospetti tra Aosta e la media Valle. Dopo giorni di pedinamenti e appostamenti, giovedì 7 maggio 2026 i poliziotti lo hanno seguito fino a una casa vacanze che aveva affittato a Verrayes, dove, stando agli accertamenti, avrebbe incontrato i clienti per vendere la droga. Una modalità già emersa in altre indagini: affittare camere d’albergo o alloggi turistici per gestire le cessioni di stupefacente, riducendo il rischio di controlli in strada o nella propria abitazione.
Nella mattinata di venerdì 8 gli agenti sono entrati nell’alloggio e, nel corso della perquisizione, hanno trovato la cocaina, circa 250 grammi, occultata in diversi punti della casa e suddivisa in panetti pronti al taglio, oltre a un quantitativo di funghetti allucinogeni stimato in una decina di grammi. Sequestrato anche materiale ritenuto idoneo al confezionamento delle dosi (bilancini, bustine e strumenti per la preparazione dello stupefacente), elementi che per l’accusa confermano la destinazione alla vendita e non all’uso personale.
Cremascoli era stato arrestato in flagranza e trasferito nel carcere di Brissogne. Nella mattinata di lunedì 11 maggio, davanti al giudice per le indagini preliminari Davide Paladino, si è tenuta l’udienza di convalida. La Procura di Aosta ha chiesto l’applicazione della misura cautelare in carcere, ritenendo elevato il pericolo di reiterazione del reato; il giudice, dopo essersi inizialmente riservato la decisione, ha disposto per il 43enne la misura degli arresti domiciliari.
L’inchiesta della Squadra mobile prosegue per ricostruire i canali di approvvigionamento dello stupefacente e la rete dei possibili clienti. Gli investigatori stanno passando al setaccio contatti e spostamenti dell’indagato, per capire se il punto d’appoggio di Verrayes fosse una base occasionale o l’ultimo tassello di un’attività di spaccio più strutturata sul territorio regionale.











