Lunedì 23 marzo 2026 si è tenuta, a Palazzo regionale, la cerimonia di consegna della trentesima edizione del Prix littéraire René Willien, il riconoscimento assegnato ogni anno agli editori di opere che raccontano la realtà valdostana e che presentano almeno una parte del testo in francese o in francoprovenzale.
Il primo premio è andato a Ditsiounèri de la moda dou Gòbi – patois-italiano/italiano-patois, pubblicato dalla Tipografia Duc e firmato da Etty De La Pierre e Paola Alberta Lazier, con la responsabilità scientifica di Andrea Rolando e la collaborazione dell’associazione L’Atelier de Gaby. Nelle motivazioni, la giuria ha sottolineato il valore dell’opera nel conservare la memoria del patois di Gaby, enclave francoprovenzale in area walser, e nel contribuire alla conoscenza di una lingua oggi minacciata di scomparsa.
Secondo premio per Au mois de Marie. Canti mariani in Valle d’Aosta, sempre edito da Tipografia Duc, di Carlo A. Rossi, Mauro Balma e Cesare Charruaz. La ricerca, secondo la giuria, riporta al centro il canto devozionale come momento di condivisione e identità e salva dalla dispersione un patrimonio immateriale che la comunità rischiava di perdere nel giro di pochi anni.

Tutti i premiati della 30ª edizione del Prix Willen insieme alle autorità
Terzo premio ex æquo a due volumi molto diversi tra loro ma accomunati dallo sguardo sulla storia e sull’identità valdostana. Da una parte Notre Histoire, la Vallée d’Aoste du Néolithique à l’an Deux mille – La nostra Storia, la Valle d’Aosta dal Neolitico al Duemila, edito da Tipografia Duc e firmato da Joseph-Gabriel Rivolin, premiato per la capacità di offrire una sintesi della storia valdostana con linguaggio essenziale e coinvolgente, aggiornato alle più recenti acquisizioni storiografiche. Dall’altra Valle santa patria carnale. Fisica e metafisica del regionalismo valdostano, pubblicato da Le Château e scritto da Andrea Désandré, ricercatore dell’Institut d’histoire de la Résistance et de la société contemporaine en Vallée d’Aoste, apprezzato per l’interpretazione originale del contesto culturale e politico valdostano dall’Unità d’Italia al secondo dopoguerra, con un’attenzione particolare al ruolo della Chiesa locale nella formazione dell’idea autonomista.
Menzione speciale, infine, per Valle d’Aosta. Borghi, boschi e castelli lungo il Cammino Balteo, di Maria Vassallo ed Enrico Formica, pubblicato da Poetica del territorio.
Il Premio René Willien è stato istituito dalla Presidenza della Regione per rendere omaggio allo scrittore francoprovenzale da cui prende il nome, valorizzarne il legame con la cultura valdostana e incoraggiare nuovi progetti editoriali di interesse storico, culturale, sociale, geografico, etnografico e scientifico dedicati alla Valle d’Aosta.
Diversi premiati del 2026 erano avevano già vinto il Premio negli anni scorsi: Joseph-Gabriel Rivolin era già stato premiato nel 2006, nel 2015 e ancora nell’edizione 2023-2024; Maria Vassallo ed Enrico Formica avevano ottenuto il primo premio nel 2022 con La via Francigena in Valle d’Aosta; Carlo A. Rossi risultava già vincitore nel 2019 e ancora premiato nel 2022; Mauro Balma compariva tra i premiati del 2010.
In pratica, più che un albo d’oro, il Willien sta diventando anche una mappa molto precisa di chi, negli anni, ha costruito la memoria editoriale valdostana.









