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Violenza di genere, la Regione investe: oltre 250mila euro per vittime e aggressori

pubblicato mercoledì 15 Aprile 26 • h. 10

realizzato da aostapresse.it

Violenza di genere, la Regione investe: oltre 250mila euro per vittime e aggressori

di aostapresse.it | Mer 15 Apr 26 • h. 10

Un furgone cellulare davanti al Tribunale di Aosta

In un contesto regionale in cui il tema della violenza di genere continua a essere al centro dell’attenzione, dalla denuncia dei numeri crescenti fatta dalla questore Angela Cannavale al suo insediamento, al bilancio della Procura di Aosta che registra un aumento dei reati, fino all’ombra lunga del femminicidio di Auriane Laisne, la Giunta regionale ha approvato il 10 aprile 2026 due delibere che muovono risorse significative.
L’assessore regionale alla sanità, salute e politiche sociali Carlo Marzi ha portato in approvazione due atti che affrontano il problema dalla doppia prospettiva che gli esperti considerano indispensabile: proteggere le vittime e trattare chi commette violenza.

I numeri: quasi 257mila euro in campo

Le risorse arrivano tutte da decreti della Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento pari opportunità del 29 dicembre 2025. La delibera n. 364 assegna alla Valle d’Aosta un totale di 251.637,66 euro, suddivisi in fondi destinati al Centro antiviolenza, alla Casa rifugio, all’empowerment delle donne ed alla formazione degli operatori. La delibera n. 365 porta invece € 5.303 euro specificamente destinati al potenziamento del Centro per uomini autori di violenza (CUAV), il servizio attivato di recente a Donnas.

Le donne: dal rifugio al lavoro

La prima delibera delinea un sistema articolato di interventi sulle vittime, che va ben oltre la semplice accoglienza di emergenza. La fetta più consistente, di 50.897,67 euro è andata va al consolidamento del Centro antiviolenza, per sostenere percorsi di empowerment, supporto psicologico e protezione di seconda accoglienza. Altri 15.556,31 euro rafforzano i servizi della Casa rifugio, mentre 58.000 euro puntano ad ampliare la capacità complessiva di accoglienza e accompagnamento.

Una novità di rilievo riguarda il fronte dell’autonomia economica: 71.050 euro sono destinati ad interventi regionali che includono reinserimento lavorativo, sostegno abitativo ed educazione finanziaria, quest’ultima introdotta esplicitamente come strumento di prevenzione della violenza economica. A questi si aggiungono 8.700 euro dal Fondo per l’orientamento e la formazione al lavoro delle donne vittime, per percorsi personalizzati di inserimento occupazionale. Il messaggio sotteso è chiaro: uscire dalla violenza richiede non solo un posto sicuro dove stare, ma la concreta possibilità di mantenersi da sole.

Previsti anche 17.400 euro per la formazione continua degli operatori della rete, assistenti sociali, psicologi, avvocati, Forze dell’ordine, operatori del CAV e della Casa rifugio e 1.450 euro per attività di prevenzione delle mutilazioni genitali femminili, gestite tramite l’Azienda Usl.

Carlo Marzi, assessore regionale alla sanità, salute e politiche sociali

Carlo Marzi, assessore regionale alla sanità, salute e politiche sociali

Gli uomini: trattare per prevenire la recidiva

Il ragionamento alla base della seconda delibera è richiamato esplicitamente nella nota programmatica allegata: il CUAV non è un servizio “a favore” degli aggressori, ma uno strumento di prevenzione della recidiva e di tutela delle vittime. I 5.303 euro statali sono destinati a rafforzare la presa in carico multidisciplinare, strutturare percorsi trattamentali individuali e di gruppo conformi agli standard nazionali e implementare sistemi di monitoraggio degli esiti.

Il servizio accoglie sia uomini che si presentano volontariamente, sia soggetti inviati dall’Autorità giudiziaria, una funzione che si intreccia direttamente con l’attività della Procura di Aosta. La legge 69/2019 (il cosiddetto “codice rosso”) già prevede che la sospensione condizionale della pena per reati di violenza domestica possa essere subordinata alla partecipazione a questi percorsi. Lo scorso marzo, la Giunta aveva già approvato il protocollo “Zeus” ed i protocolli operativi tra CUAV, UEPE ed Autorità giudiziaria, rafforzando la rete istituzionale.

Un sistema, non singoli presidi

Le due delibere vanno lette insieme, perché fotografano un approccio che la letteratura scientifica considera oggi l’unico efficace: intervenire contemporaneamente su chi subisce violenza e su chi la esercita, in una logica di rete che coinvolge servizi sociali, sanitari, giudiziari e terzo settore.
In Valle d’Aosta, piccola regione dove i gradi di separazione sono ridotti e i casi, come quello di Auriane Laisne, arrivata a La Salle dalla Francia dove, sulla base della sentenza di primo grado, è stata uccisa dal compagno, lasciano il segno nell’intera comunità, costruire questa rete è al tempo stesso più urgente e più complesso. Le risorse ci sono: ora tocca alla fase attuativa, che partirà solo dopo l’approvazione delle note programmatiche da parte del Dipartimento Pari opportunità.