Ci sono voluti tre anni, sei milioni di euro del Piano nazionale complementare (Pnc) e i server del supercomputer “Leonardo” del Cineca. Martedì 28 aprile 2026, al MegaMuseo di Aosta, la Regione ha presentato i risultati del “Progetto Bandiera”, concluso formalmente il 31 dicembre scorso, ed ha indicato i prossimi passi verso la messa in esercizio effettiva di un’infrastruttura digitale che, nelle intenzioni, dovrebbe cambiare il rapporto tra pubblica amministrazione e cittadini.
Da cantiere a sistema
Poco più di otto mesi fa, nel luglio 2025, lo stesso assessorato agli Affari europei e Innovazione presentava il Progetto Bandiera ancora in divenire: i partner tecnologici erano in parte diversi (allora si citavano IBM, Engineering, Esri, Dinova ed EasyGov), i chatbot turistici e l’assistente virtuale per il personale erano «in fase di sviluppo» e il portale open data era un obiettivo. Oggi quei sistemi vengono presentati come realizzati, con una partnership ridefinita che include IBM, ESRI Italia, Dinova, Google e Microsoft, con Google che entra da protagonista in virtù di un accordo con un suo Premium Partner per i sistemi di intelligenza artificiale.
Il cambio di tono tra luglio 2025 e aprile 2026 è significativo: si è passati dal «puntiamo a creare» al «abbiamo creato». Il che è una buona notizia, ammesso che il sistema funzioni davvero, ma impone anche una verifica che, per ora, non è ancora possibile fare: la piattaforma non è ancora aperta al pubblico.

L’assessore Leonardo Lotto all’incontro sul ‘Progetto Bandiera’
Cosa c’è, concretamente
Il cuore del progetto è uno Sportello digitale unico regionale: un solo sito dove il cittadino potrà presentare pratiche in ambito edilizio, ambientale o contributivo, seguirne lo stato di avanzamento e ricevere comunicazioni. «Non sarà più necessario navigare tra siti diversi – ha spiegato l’assessore Leonardo Lotto – un unico punto di riferimento, semplice e intuitivo».
Tra le realizzazioni più innovative figura il “Gemello Digitale” dell’Edificio: una carta d’identità tridimensionale degli immobili che integra dati catastali, urbanistici ed energetici. In teoria, dovrebbe semplificare le procedure autorizzative e consentire una programmazione più razionale degli interventi di manutenzione sul patrimonio pubblico.
Sul fronte dell’intelligenza artificiale, sono stati realizzati chatbot per assistere su tematiche specifiche e un assistente virtuale per supportare il personale nella redazione di documenti e nella gestione di progetti. Per addestrare questi sistemi, IN.VA., la società in house dell’Amministrazione regionale che si occupa di sistemi informativi, si è appoggiata alla potenza di calcolo del supercomputer “Leonardo” del Cineca, una scelta che, per una piccola regione alpina, rappresenta un salto di scala notevole.
Il portale open data rinnovato renderà i dati pubblici della Regione accessibili e riutilizzabili secondo gli standard nazionali del portale dati.gov.it. Analogamente, il Sistema delle conoscenze territoriali (Sct) è stato potenziato per rendere mappe e immagini satellitari più consultabili da Amministrazioni, professionisti e cittadini.

Il modello del supercomputer ‘Leonardo’
La montagna come argomento e come problema
Il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha usato la specificità geografica della Valle d’Aosta come chiave di lettura: «la montagna, con le sue distanze e la sua frammentazione, ci chiede soluzioni intelligenti, capaci di accorciare i tempi e facilitare l’accesso ai servizi. La digitalizzazione, se ben progettata, permette proprio questo: riduce le barriere e avvicina la Regione alle persone, ovunque esse vivano».
È un argomento solido,e già presente nel dibattito regionale almeno dal maggio 2025, quando il tema dell’AI era stato affrontato a Saint-Vincent.
Quello che resta da fare (e da dimostrare)
Il “Progetto Bandiera” è formalmente concluso, ma entra ora in una «fase di transizione operativa» che è, di fatto, la fase più delicata. I prossimi passi dichiarati sono: ottimizzazione tecnica degli ambienti di produzione, popolamento dei contenuti, miglioramento del linguaggio istituzionale nei portali e, cruciale, la formazione del personale regionale. Su quest’ultimo punto si gioca buona parte della scommessa: una piattaforma sofisticata usata male o usata poco vale meno di un sistema semplice ben adottato.
Per ora, le realizzazioni sono state presentate con slide e dichiarazioni. La prova del nove arriverà quando cittadini e imprese potranno accedere concretamente allo Sportello unico, presentare una pratica e misurarsi con l’esperienza reale. Fino ad allora, come spesso accade con i grandi progetti digitali pubblici, il confine tra cantiere e risultato resta sottile.










