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Rifiuti, Bertholin alle minoranze: «Nessuna richiesta di accesso agli atti»

pubblicato sabato 9 Maggio 26 • h. 15

realizzato da aostapresse.it

Rifiuti, Bertholin alle minoranze: «Nessuna richiesta di accesso agli atti»

di aostapresse.it | Sab 9 Mag 26 • h. 15

L'area di raccolta rifiuti al Villair di Quart

Il servizio di raccolta rifiuti nel SubAto B, il più grande della Valle d’Aosta, che comprende le Unité des Communes Mont-Emilius e Grand-Combin con oltre 30mila abitanti, continua ad alimentare tensioni politiche nei Comuni della Plaine. Da una parte i gruppi di minoranza di Fénis, Gressan, Jovençan e Quart, che chiedono più trasparenza su costi e prospettive tariffarie. Dall’altra il presidente dell’Unité Mont-Emilius Fabrizio Bertholin, sindaco di Quart, che respinge le accuse e ricorda che le porte degli uffici sono aperte, compreso l’accesso agli atti.

La fase di transizione che non convince

Il nuovo sistema di raccolta, affidato ad Aprica e Quendoz, è partito nell’autunno 2025: a novembre nei Comuni dell’Unité Mont-Emilius, ad ottobre in quelli della Grand-Combin. I contenitori informatizzati accessibili tramite ecotessera o app sono già operativi nell’area Grand-Combin, mentre per la Mont-Emilius la loro installazione è stata effettuta nella primavera 2026. È proprio questa “fase di transizione” il nodo della contesa.

A febbraio le opposizioni dei quattro Comuni avevano costituito un Tavolo di confronto unitario per vigilare sulle criticità del servizio. Tre mesi dopo, il bilancio che tracciano è negativo: “le risposte ricevute non sono state soddisfacenti”, hanno fatto sapere. Nel mirino ci sono “una tariffa puntuale ancora da definire nei suoi meccanismi concreti”, i “costi del servizio relativi alla raccolta e trasporto in continuo aumento” e “l’assenza di dati realmente disaggregati e verificabili”.

Promesse e conti che non tornano

Il punto politicamente più sensibile riguarda le aspettative create negli anni scorsi. “Per anni è stato detto ai cittadini che una migliore raccolta differenziata avrebbe fatto scendere le tariffe – hanno scritto gli esponenti delle minoranze dei quattro Comuni – questa promessa si scontra oggi con i numeri: i costi del servizio crescono e a pagarne le conseguenze sono famiglie e imprese già sotto pressione per l’aumento di energia, inflazione e costo della vita”.
Da qui le tre richieste formali avanzate ai rispettivi Consigli comunali: trasparenza e dati precisi sui costi reali del servizio, non solo percentuali di differenziata; simulazioni pubbliche dell’impatto sulle future tariffe Tari; un sistema di audit con report periodici su costi, criticità e risultati.

Il contesto normativo in cui si inserisce la questione è complesso: Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, ha approvato nell’agosto 2025 il nuovo Metodo tariffario rifiuti (MTR-3) per il periodo 2026-2029, che introduce un sistema di calcolo integrato della tariffa che tiene conto di superficie e numero di componenti del nucleo familiare, con un limite di incremento annuale del 10%. Applicare questo metodo in una fase di cambio appalto rende il calcolo particolarmente delicato. È anche già nota la consistenza finanziaria in gioco: la variante 1/2025 all’appalto originario ammonta a circa 4,5 milioni di euro su un contratto di 16 anni, il 3,74% dell’importo complessivo della concessione, definita dai sindaci «contenuta rispetto al valore totale del contratto».

Fabrizio Bertholin, presidente dell'Unité des Communes Mont Emilius e sindaco di Quart

Fabrizio Bertholin, presidente dell’Unité des Communes Mont Emilius e sindaco di Quart

La risposta di Fabrizio Bertholin

Fabrizio Bertholin, in veste di presidente dell’Unité Mont-Emilius e capofila del SubAto B, non accetta le critiche e ribatte punto per punto. «Le Amministrazioni interpellate, in più sedute e in risposta a più iniziative, hanno sempre fornito, anche per iscritto, risposte puntuali alle richieste via via effettuate, fornendo i dati richiesti e le relative spiegazioni» ha scritto nella sua risposta. Aggiunge che gli uffici si sono resi disponibili a rispondere su ogni argomento ancora poco chiaro, e che i consiglieri comunali hanno facoltà di richiedere l’accesso agli atti dell’intera documentazione di gara: «ad oggi non risultano ancora pervenute richieste in tal senso».

Bertholin respinge le accuse di scarso controllo sulle ditte appaltatrici e ribadisce la propria disponibilità a un incontro diretto tra gli uffici e i consiglieri, «in particolare quelli di minoranza», per fare chiarezza su temi tecnici come l’applicazione del metodo tariffario Arera e il calcolo della Tari. Riconosce però che «la fase di transizione ha implicato innegabili disagi e criticità», che a suo avviso «si stanno via via risolvendo grazie all’impegno quotidiano del personale degli uffici competenti, degli assessori dei vari Comuni e alla collaborazione delle ditte coinvolte».