L’Usl della Valle d’Aosta ha presentato una denuncia-querela contro ignoti per una serie di tentativi di truffa telefonica e via sms ai danni di anziani e persone fragili, invitando la popolazione alla massima prudenza.
L’Azienda sanitaria regionale si è rivolta alla Procura della Repubblica di Aosta dopo aver registrato, nelle ultime settimane, un’anomala concentrazione di segnalazioni di presunti tentativi di truffa, in particolare da parte di assistiti anziani e fragili. Dopo alcune segnalazioni sporadiche nei mesi scorsi, l’incremento “significativo e ravvicinato” dei casi ha spinto l’Ente pubblico ad agire in via prudenziale, a tutela della popolazione assistita.
Secondo quanto raccolto dall’Ufficio relazioni con il pubblico, i truffatori si qualificano falsamente come dipendenti dell’Azienda Usl e utilizzano due modalità principali: l’invio di sms, da numeri sconosciuti, in cui invitano il destinatario a richiamare “per una comunicazione importante che lo riguarda”, oppure telefonate durante le quali pongono domande mirate per ottenere informazioni sullo stato personale e di salute dell’assistito.
Come agiscono i falsi operatori
L’Usl ribadisce che le procedure aziendali non prevedono l’invio di sms con richieste di ricontatto né la richiesta, per telefono, di dati sensibili o informazioni sanitarie personali. L’invito ai cittadini, in particolare ad anziani e persone fragili, è di non fornire mai dati personali, sanitari o bancari a interlocutori non identificati, di non richiamare numeri sospetti indicati negli sms e di segnalare subito ogni episodio alle Forze dell’ordine.
L’azienda sanitaria sottolinea che continuerà a collaborare con l’Autorità giudiziaria e con le Forze di polizia per individuare i responsabili e tutelare le persone coinvolte.

La Polizia di Torino mentre effettua il sequestro di mezzi ai truffatori
A Torino sequestri per un milione di euro da truffe agli anziani
La denuncia dell’Azienda sanitaria valdostana si inserisce in un quadro più ampio di attenzione verso le truffe ai danni degli anziani, come dimostra il provvedimento eseguito sabato 16 maggio 2026 dalla Questura di Torino, dove la Polizia ha dato esecuzione ad un sequestro di prevenzione di beni del valore complessivo di circa un milione di euro riconducibili a soggetti già gravati da numerosi precedenti per reati contro il patrimonio ed in particolare proprio per truffe a persone anziane.
In quel caso i presunti truffatori, che si sarebbero finti anche “tecnici del riscaldamento” per entrare nelle abitazioni, avrebbero immobili, veicoli e beni di lusso grazie ai proventi delle loro attività, ostentando un tenore di vita del tutto sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati.
Le condotte contestate hanno prodotto non solo un danno economico alle vittime, ma anche pesanti ricadute psicologiche, con situazioni di sconforto e depressione in soggetti già fragili. Il sequestro patrimoniale disposto dal Tribunale di Torino, su proposta del questore, è stato indicato come un esempio dell’importanza delle misure di prevenzione che colpiscono direttamente le ricchezze accumulate in modo illecito.
Un fenomeno in espansione e l’appello alla prudenza
È altamente improbabile che gli autori dei tentativi di truffa segnalati in Valle d’Aosta coincidano con le persone colpite dal sequestro in provincia di Torino, ma il modus operandi richiamato dal provvedimento piemontese aiuta a comprendere la logica di questi reati: approfittare della vulnerabilità delle vittime, spesso sole, per carpire fiducia e informazioni sensibili, fino ad arrivare in alcuni casi a sottrarre denaro o beni di valore.
Per questo l’invito delle Istituzioni e dell’Azienda Usl è alla massima attenzione: diffidare delle telefonate e degli sms sospetti, verificare sempre con i canali ufficiali prima di rispondere a richieste di dati, parlarne con familiari o persone di fiducia e segnalare immediatamente alle Forze dell’ordine qualsiasi tentativo di contatto anomalo.










