Dopo sei mesi di lavoro sul territorio e la creazione di sezioni in tutte le Unités des Communes, Pour l’Autonomie ha celebrato, domenica 24 maggio 2026, il proprio congresso, ufficialmente dedicato al tema “Per un autonomismo pragmatico e responsabile”. La convocazione, annunciata a inizio maggio dal segretario politico Aldo Di Marco, era rivolta a iscritti, simpatizzanti e a quanti «hanno a cuore il futuro della Regione», con l’obiettivo di trasformare un percorso di radicamento in una presenza stabile sui territori.
Nel documento politico approvato, il movimento parte da una citazione di Augusto Rollandin, «l’autonomia vive se la comunità la difende e la rinnova», ed afferma che difendere l’autonomia “resta fondamentale ma oggi non basta più”. Da qui la proposta di un “Printemps valdôtain”, definito come una nuova fase che sposti l’attenzione dalla sola difesa delle prerogative speciali alla loro applicazione concreta nella vita quotidiana dei valdostani.
I nuovi vertici e l’organizzazione sul territorio
L’Assemblea congressuale ha confermato l’ex consigliere regionale Aldo Di Marco alla carica di segretario politico e ha eletto i nuovi vertici del movimento. Marco Carrel, consigliere regionale di opposizione, già assessore regionale all’agricoltura, diventa presidente, mentre la responsabilità della segreteria amministrativa è andata a Morena Comoli; nel comitato regionale entrano la presidente uscente Cristina Camandona, il consigliere comunale di maggioranza ad Aosta Giorgio Giovinazzo, Roberto Montrosset e Jean Barocco.
Nel suo intervento, Di Marco ha ricordato il lavoro di radicamento fatto «sul territorio» dopo le elezioni regionali, con l’apertura di otto sezioni, una per ciascuna Unité des Communes, ed ha legato la nuova fase all’idea di un movimento che «sa ascoltare, pensare e agire» con concretezza. L’obiettivo dichiarato del nuovo assetto è trasformare Pour l’Autonomie «in una presenza stabile sul territorio, capace di ascoltare, coinvolgere e costruire nuova fiducia tra cittadini e Istituzioni» attraverso confronti tematici e politiche mirate settore per settore.

Il presidente Marco Carrel ed il segretario politico Aldo Di Marco
Il “Printemps valdôtain” e l’autonomia “utile”
La risoluzione congressuale definisce il “Printemps valdôtain” come “una nuova stagione autonomista” che non si limiti alla gestione dell’esistente o alla conservazione degli equilibri politici, ma “abbia il coraggio di costruire una visione moderna, pragmatica e territoriale della Valle d’Aosta”. L’autonomia viene descritta come “utile” quando migliora i servizi, sostiene le famiglie, mantiene vive le comunità, crea lavoro stabile, consente ai giovani di restare e difende la montagna “attraverso sviluppo e presenza umana”.
Il documento individua anche alcune priorità di lavoro: rafforzare e innovare il sistema delle Autonomie locali, valorizzare le risorse energetiche valdostane, costruire un’economia alpina integrata, investire sulla formazione, sostenere imprese e agricoltura, migliorare l’offerta turistica, garantire servizi territoriali efficienti e mantenere equilibrio tra innovazione e identità. L’autonomia, sottolinea il testo, “non deve servire a conservare privilegi o rendite politiche” ma “costruire futuro”.

Il gruppo di coordinamento di Pour l’Autonomie
Carrel: da Rollandin alla critica dell’attuale maggioranza regionale
Il congresso è stato anche il momento in cui Marco Carrel ha rivendicato con forza l’eredità politica di Augusto Rollandin, evocato più volte negli interventi e citato direttamente nel finale del suo discorso. Carrel ha parlato di una politica che ha cercato di “seppellire” quella stagione evitando persino di nominarne il protagonista, definito invece «lungimirante» ed animato da «un amore per la sua terra», e ha rilanciato la formula “Printemps valdôtain” come nome di una nuova stagione politica.
Sul piano attuale, Carrel ha ripercorso la vicenda post-elettorale del 2025, ricordando come Pour l’Autonomie facesse parte di un progetto comune con altre forze autonomiste (gli Autonomisti di Centro), alternativo «a chi propone un’autonomia non al passo con i tempi». Ha rivendicato il risultato di aver eletto sei consiglieri in Consiglio Valle e contestato l’esclusione di Carrel dalla Giunta come primo eletto della lista, parlando «di cattive manovre» legate a una legge sui mandati di giunta definita «contra personam» e rivendicando di non avere «mai rinnegato la parola data».
Nel discorso congressuale, Carrel ha definito il movimento «fuori dal coro» rispetto a chi governa, spiegando che questo lo rende «scomodo» per chi esercita il potere «con arroganza e prepotenza», ma al tempo stesso rappresenta il presupposto «per scelte libere e costruttive». L’autonomia viene contrapposta alla logica dei posti e delle poltrone: i parlamentari valdostani, secondo Carrel, non dovrebbero limitarsi a un seggio ma essere stabilmente radicati in Valle, con un ufficio fisso in piazza Deffeyes, per mantenere il legame con la realtà regionale.
Il documento programmatico lega esplicitamente la nuova fase alle prossime scadenze nazionali: Pour l’Autonomie si dice “pronta fin da subito” a costruire risposte e soluzioni “partendo dalle idee” per affrontare le prossime elezioni politiche e la riforma dello Statuto di autonomia. L’impegno è a un confronto “con tutte le forze politiche e sociali che credono nel futuro della Valle d’Aosta e nella forza delle sue comunità”, con la condizione di non dover accettare “metodi imposti” ma di condividere scelte e percorso con “la schiena dritta”.
Pour l’Autonomie ha sottolineato la presenza al Congresso dei rappresentanti di quasi tutte le principali forze politiche valdostane: il movimento parla di “ampio riconoscimento pubblico” per un’azione definita “trasparente e corretta” e promette di proseguire, a partire da questo confronto, un lavoro “coerente e lungimirante” sulle scelte future per le comunità valdostane.











