notizie intelligenti dalla Valle d'Aosta

notizie intelligenti dalla Valle d'Aosta

Comitato Italia‑Francia a Bard: confronto su Monte Bianco, trasporti e bilinguismo

La stretta di mano tra Jean-Noël Barrot ed Antonio Tajani

pubblicato giovedì 4 Giugno 26 • h. 20

realizzato da aostapresse.it

Comitato Italia‑Francia a Bard: confronto su Monte Bianco, trasporti e bilinguismo

di aostapresse.it | Gio 4 Giu 26 • h. 20

La stretta di mano tra Jean-Noël Barrot ed Antonio Tajani

La terza riunione del Comitato di cooperazione frontaliera Italia‑Francia si è svolta giovedì 4 giugno 2026 al Forte di Bard, con la Valle d’Aosta nel ruolo di «regione cerniera» tra i due Paesi, come l’ha definita il presidente Renzo Testolin aprendo i lavori. Il Comitato è stato co‑presieduto dal ministro degli esteri italiano Antonio Tajani e dal ministro francese per l’Europa e gli affari esteri Jean‑Noël Barrot, affiancati da amministratori locali, parlamentari e rappresentanti delle Amministrazioni delle aree di confine.

Il Comitato di cooperazione frontaliera è previsto dall’articolo 10 del Trattato del Quirinale e riunisce rappresentanti dei Governi, degli Enti territoriali, degli organismi di cooperazione transfrontaliera e un gruppo ristretto di parlamentari italiani e francesi, con il compito di seguire nel tempo i dossier comuni sui collegamenti, l’ambiente, i giovani e la governance delle aree di confine. Dopo gli incontri di Torino del 2023 e di Nizza del 2025, la tappa di Bard ha permesso di fare il punto su alcuni progetti già avviati e su nuove proposte emerse dai territori.

Antonio Tajani con Alberto Cirio al Traforo del Monte Bianco

Antonio Tajani con Alberto Cirio al Traforo del Monte Bianco

Il nodo Monte Bianco: studio congiunto, ma la Francia resta prudente

Al centro della giornata è tornato il tema del Traforo del Monte Bianco, insieme alla più ampia rete dei collegamenti transalpini. Tajani ha ribadito la posizione del Governo italiano, favorevole alla realizzazione della seconda canna del tunnel, e ha definito «un atto di apertura» la disponibilità francese a valutare uno studio di impatto affidato a un’università italiana (Bocconi) e ad un ateneo francese, come base tecnica per un confronto sui costi, sui rischi ambientali e sui benefici dell’opera.

Su questo dossier, però, la posizione ufficiale di Parigi non risulta cambiata: negli ultimi mesi il Governo francese ha confermato la contrarietà al raddoppio, concentrando il lavoro comune sull’adeguamento e sul risanamento della galleria esistente. Anche a livello locale, i Comuni dell’alta Valle dell’Arve, in particolare Chamonix e Passy, hanno più volte chiesto all’Esecutivo francese di escludere la seconda canna, richiamando il tema della qualità dell’aria e dell’impatto del traffico pesante sulla valle. In questo contesto, la decisione di procedere a uno studio congiunto viene letta più come una disponibilità ad approfondire scenari e numeri che come un via libera politico al raddoppio.

La scheda tecnica preparata per la riunione riassume anche le tre opzioni sul tavolo per il futuro della galleria: proseguire con i cantieri “a tratti” ogni autunno, che richiederebbero circa 27 anni di chiusure stagionali per un costo stimato in 2,1 miliardi di euro; una chiusura unica di quattro anni per il risanamento completo, con costi ipotizzati intorno a 1,3 miliardi, verso cui si starebbe orientando la Francia; oppure la costruzione di una seconda canna, con una spesa stimata di 1,7 miliardi, opzione sostenuta dall’Italia per motivi di sicurezza e di fluidità del traffico. Secondo Roma, la nuova galleria garantirebbe standard di sicurezza allineati a quelli europei e una riduzione delle emissioni dovuta al minor tempo di attesa dei mezzi in coda, mentre Parigi, per ora, continua a privilegiare la soluzione del risanamento dell’esistente.

Renzo Testolin, nei suoi interventi, ha insistito sulla necessità che il Traforo resti aperto tutto l’anno, non solo per motivi economici ma anche sociali e culturali, richiamando il ruolo del valico per la continuità dei rapporti quotidiani tra le comunità di confine. Nella conferenza stampa finale Tajani ha parlato di «una riunione molto positiva», ma ha riconosciuto che sul fronte dei trasporti restano criticità tecniche e operative, dalle tratte ferroviarie non elettrificate su brevi tratti di confine ai collegamenti tra Ventimiglia e Mentone ed ai servizi tra Corsica e Sardegna.

Jean-Noël Barrot ed Antonio Tajani al tavolo della sessione mattutina del Comitato frontaliero Italia-Francia a Bard

Jean-Noël Barrot ed Antonio Tajani al tavolo della sessione mattutina del Comitato frontaliero Italia-Francia a Bard

La proposta di una sede stabile del Comitato

Il ministro italiano ha rilanciato l’idea di una sede stabile del Comitato di coordinamento transfrontaliero, da collocare tra Ventimiglia e Mentone, come segnale concreto di una cooperazione strutturata sul confine. Il modello richiamato è quello già sperimentato a Mentone, con la caserma congiunta delle polizie italiana e francese e con progetti di formazione di ferrovieri bilingui per migliorare il servizio nelle tratte transfrontaliere.

Jean-Noël Barrot, da parte sua, ha inquadrato i territori di confine come «un bacino di vita continuo», riprendendo la definizione del Trattato del Quirinale, ed ha ricordato i passi avanti compiuti negli ultimi mesi: ripristino del traffico nel tunnel di Tenda, riattivazione del collegamento ferroviario del Moncenisio, apertura della seconda canna del Frejus, ratifica della nuova convenzione sulla linea Cuneo‑Breil‑Ventimiglia ed avanzamento della Lione‑Torino. Il ministro francese ha definito quest’ultima «assolutamente fondamentale per la decarbonizzazione delle nostre economie».

Il ruolo della Valle d’Aosta e il bilinguismo

Nell’intervento istituzionale di apertura, Renzo Testolin ha rivendicato il ruolo della Valle d’Aosta come ponte tra i due Paesi, legando il tema delle infrastrutture a quello del bilinguismo e dell’integrazione quotidiana tra le comunità. Il presidente ha ricordato la scelta regionale di finanziare le certificazioni linguistiche Delf e Dalf per gli studenti delle scuole superiori, la volontà di un coinvolgimento diretto nell’Organizzazione internazionale della francofonia e il lavoro in corso per il ripristino della ritrasmissione dei canali France Télévisions sul territorio valdostano.

Nei tavoli tecnici della mattinata, introdotti da Erik Lavevaz, assessore regionale all’istruzione, cultura e politiche identitarie, la Valle d’Aosta ha presentato le proprie politiche sul bilinguismo come leva di integrazione e sviluppo locale. Lavevaz ha insistito sulla necessità «di rendere il francese più vissuto nella vita quotidiana», anche attraverso scambi culturali con realtà francofone e iniziative rivolte ai giovani, perché venga percepito come uno strumento vivo di relazione e opportunità e non solo come un requisito scolastico.

Gli amministratori che hanno partecipato al Comitato frontaliero Italia-Francia a Bard

Gli amministratori che hanno partecipato al Comitato frontaliero Italia-Francia a Bard

Norme da aggiornare per la cooperazione locale

Lavevaz ha poi richiamato l’attenzione sulla legge 131 del 2003 (cosiddetta “legge La Loggia”), che impone a Regioni e Comuni di comunicare preventivamente al Governo ogni attività di carattere internazionale, compresi incontri e attività transfrontaliere. Secondo la Valle d’Aosta, quella cornice rischia di essere non più adeguata ad una cooperazione quotidiana fatta anche di scambi informali, eventi condivisi e iniziative frutto di relazioni dirette tra comunità.

In questo quadro, l’Amministrazione regionale auspica che, nell’attuazione del Trattato del Quirinale e in particolare dell’articolo 10, si possa intervenire per alleggerire gli ostacoli normativi che frenano la cooperazione locale, mantenendo le prerogative statali in politica estera ma riconoscendo il ruolo crescente dei territori di confine. L’idea, rilanciata anche in questa sede, è di affiancare alla cornice bilaterale tra governi uno spazio più agile per la diplomazia dei territori.

Il tavolo della sessione mattutina del Comitato frontaliero Italia-Francia a Bard

Il tavolo della sessione mattutina del Comitato frontaliero Italia-Francia a Bard

Dossier internazionali sul tavolo

Accanto ai temi transfrontalieri, il bilaterale tra Tajani e Barrot ha toccato anche i principali dossier internazionali: collaborazione economica in vista del prossimo vertice Italia‑Francia, crisi in Medio Oriente, Libano, situazione a Gaza e ipotesi di sanzioni europee contro esponenti del governo israeliano, sicurezza nello Stretto di Hormuz e guerra in Ucraina. Tajani ha parlato di «un’identità di vedute» tra Italia e Francia sulla necessità di lavorare per la stabilità regionale e di proseguire il sostegno a Kiev, sul piano politico, militare e delle sanzioni alla Russia.

Nelle sue conclusioni, Barrot ha definito il Forte di Bard «un concentrato di relazioni franco‑italiane», richiamando la storia linguistica e culturale della Valle d’Aosta ed i legami che attraversano il confine alpino, dai lavoratori frontalieri ai progetti congiunti su acqua, foreste, giovani e lingue. Entrambi i ministri hanno rivendicato i risultati concreti ottenuti dal Comitato nelle sue prime tre riunioni e si sono impegnati a proseguire nel lavoro di rimozione graduale degli ostacoli materiali e burocratici alla cooperazione tra i territori di frontiera.