La Valle d’Aosta ha chiuso il 2025 con i conti in perfetto ordine e le casse piene, ma fatica a trasformare le risorse in opere: è questo il messaggio che esce dal rendiconto generale approvato nella serata di giovedì 10 giugno dal Consiglio Valle, con 1,214 miliardi di fondo cassa, un avanzo disponibile di 268 milioni e un Fondo pluriennale vincolato che sale a 891 milioni.
Secondo Massimo Lattanzi, relatore di minoranza, il «numero che cambia la lettura del rendiconto» è il 22,4 per cento: su 1,337 miliardi di spesa in conto capitale programmata, nel 2025 sono stati impegnati appena 300 milioni, con una paralisi che colpisce in particolare gli investimenti in sanità, edilizia scolastica e difesa del suolo.
Cosa dice il rendiconto 2025
Il disegno di legge sul rendiconto generale e consolidato 2025 è stato approvato con i 20 voti a favore della maggioranza e le 15 astensioni dell’opposizione. Il risultato di amministrazione al 31 dicembre 2025 è pari a 461,85 milioni di euro, di cui 103,4 milioni accantonati e 90,45 milioni vincolati; l’avanzo disponibile è quindi di circa 268 milioni che saranno destinati con la prossima legge di assestamento, in larga parte per spese di investimento.
Le entrate accertate nel 2025 hanno raggiunto 1,884 miliardi di euro, con riscossioni per 1,699 miliardi e residui attivi per 361,4 milioni, mentre le spese impegnate ammontano a 1,807 miliardi con pagamenti per 1,62 miliardi e residui passivi per 222,8 milioni. Il Fondo pluriennale vincolato in spesa, cioè le somme impegnate per opere già finanziate ma da realizzare negli anni successivi, è arrivato a 891,1 milioni, di cui 846,96 milioni in conto capitale, in crescita rispetto agli anni precedenti.
Sul versante della cassa, il fondo è passato da 932,8 milioni ad inizio esercizio a 1,214 miliardi a fine 2025, con un indicatore di tempestività dei pagamenti pari a -14,53 giorni: la Regione paga mediamente fornitori e imprese circa due settimane prima della scadenza. Le entrate tributarie, che rappresentano il 78% delle entrate complessive, ammontano a circa 1,38 miliardi di euro, con un incremento del 3,9% rispetto alle previsioni definitive e una riscossione al 92%.

Mauro Baccega, assessore regionale alle finanze
La lettura della maggioranza: autonomia forte, conti in ordine
Per il relatore di maggioranza e presidente della II Commissione, Marco Sorbara (Forza Italia), il rendiconto «è la fotografia di una Regione solida, con conti ordinati, senza nuovo indebitamento e con una forte autonomia finanziaria». Sorbara ha sottolineato che le entrate totali al netto delle partite di giro raggiungono 1,772 miliardi (1,754 nel 2024), le entrate tributarie sono sostenute, l’IRES vale 34,5 milioni a conferma della capacità del sistema economico, e il debito è in progressiva riduzione.
La spesa complessiva impegnata è stata pari a 1,807 miliardi, con spesa corrente per 1,298 miliardi (75,69% del bilancio) in calo rispetto al 79,78% del 2024, e spese in conto capitale per 300 milioni, con pagamenti pari al 91,61% degli impegni (87,18% nel 2024). Sorbara ha insistito sul ruolo degli Enti locali: la finanza locale ha assorbito 425 milioni (96,5% degli stanziamenti), con trasferimenti correnti senza vincolo pari a 104 milioni interamente impegnati e trasferiti ai Comuni, considerati «cuore dell’autonomia diffusa».
L’assessore al bilancio Mauro Baccega ha parlato «di forte performance di bilancio e di liquidità» con 1,772 miliardi di entrate accertate e un avanzo disponibile «strategico» di 268 milioni che rappresenta «un polmone» per investimenti orientati non solo al mantenimento, ma allo sviluppo del territorio, richiamando i giudizi positivi delle agenzie di rating Fitch e Moody’s. Baccega ha evidenziato anche che la spesa per investimenti è salita del 18,94% rispetto al 2024, mentre la spesa corrente è scesa di circa quattro punti percentuali, segno, secondo il Governo regionale, di maggiore equilibrio e spazio per la programmazione.
Il nodo del Fondo pluriennale vincolato
Uno dei punti più discussi è stato il Fondo pluriennale vincolato (FPV), che a fine 2025 ha raggiunto 891,13 milioni di euro, in aumento di 110 milioni nell’anno e di 306 milioni nel triennio. Baccega lo ha descritto come l’effetto di norme che obbligano a impegnare le risorse già prima dell’avvio dei progetti, spiegando che si tratta di somme già destinate a opere «che fanno lavorare le imprese e fanno crescere la collettività», ma che per ragioni tecniche contabili vengono rinviate ai bilanci successivi.
Per il presidente della Regione Renzo Testolin, questo meccanismo «tecnicamente penalizzante» vincola cifre importanti per lunghi periodi, comprimendo la capacità di spesa, e rende più difficile dare una percezione corretta dell’uso delle risorse: il bilancio «arriva da lontano e si consolida» e dovrebbe essere un vanto dell’intera Aula perché garantisce margini per operare in futuro. Testolin ha insistito sul fatto che la solidità finanziaria è una garanzia condivisa, ma ha riconosciuto l’esigenza di utilizzare meglio le risorse vincolate per rispondere ai bisogni del territorio.

Eugenio Torrione, consigliere regionale di AVS – Rete Civica VdA
La critiche: risorse ferme, investimenti rallentati
Eugenio Torrione (AVS – Rete Civica VdA) ha definito il rendiconto «una fotografia di come traduciamo in azioni la nostra Autonomia» ed ha evidenziato un doppio volto: da un lato la solidità finanziaria, dall’altro la difficoltà nel trasformare le risorse in investimenti concreti, con molte opere finanziate ma non realizzate e spostate sul FPV. Torrione ha ricordato che la Corte dei conti aveva già segnalato il problema ed ha auspicato che l’assestamento di bilancio derivante ai 268 milioni di avanzo diventi frutto di «un confronto costruttivo» tra tutti i consiglieri, proponendo priorità chiare: casa, riforma della disabilità, sanità territoriale, contrasto alla povertà, transizione energetica e fotovoltaico.
Marco Carrel (Autonomisti di Centro) ha definito l’accumulo eccessivo sul FPV «un problema ciclico, sintomo di qualcosa che non funziona» ed ha sottolineato che è tecnicamente impossibile per strutture già in affanno, per carenza di personale, investire 273 milioni in tre mesi. Carrel teme che questo avanzo dia verso l’esterno l’immagine «di una Regione ricca che non spende», mentre in realtà ci sono molti cantieri in corso o in partenza, ed ha chiesto una programmazione più chiara e una definizione delle priorità della legislatura, notando anche «una curiosa differenza» di lettura del rendiconto tra il presidente della II Commissione e l’assessore al bilancio, pur appartenendo allo stesso partito.
La relazione di Massimo Lattanzi: sanità, scuola e difesa del suolo al rallentatore
Massimo Lattanzi (Fratelli d’Italia), relatore di minoranza, ha offerto una critica molto dettagliata sul fronte degli investimenti. Lattanzi ha riconosciuto la solidità finanziaria (fondo cassa di 1,214 miliardi, risultato di amministrazione di 461,85 milioni, debito ridotto del 66% in tre anni, equilibrio formale certificato dal Collegio dei revisori), ma ha individuato nel 22,4% la cifra «che cambia la lettura del rendiconto»: su 1,337 miliardi di previsioni per investimenti (Titolo 2), nel 2025 sono stati impegnati soltanto 300 milioni, pari appunto al 22,4%.
Lattanzi ha evidenziato che di quei 300 milioni impegnati il 91,6% è stato pagato nell’anno, quindi «quando la Regione impegna, paga; il problema è che impegna pochissimo», individuando nella capacità di avviare i procedimenti di spesa il vero collo di bottiglia. La «paralisi degli investimenti» si concentra, secondo la relazione, su alcune missioni chiave: sanità (Missione 13), istruzione (Missione 4), diritti sociali, turismo, energia, sport e impianti a fune, ambiente e difesa del suolo, tutte con percentuali di impegno molto basse rispetto alle previsioni.
In particolare, Lattanzi ha definito «il dato più grave» quello degli investimenti sanitari: su 254 milioni di previsioni per il programma che include il nuovo ospedale “Parini”, la diagnostica e l’edilizia sanitaria territoriale, sono stati impegnati 10,9 milioni (4,6%), mentre il FPV della sanità è cresciuto di 34 milioni in un anno. Critico anche il quadro dell’edilizia scolastica (8,1% di impegni nell’anno dei termini PNRR scuola, con circa 100 milioni di FPV traslati in avanti) e della difesa del suolo (23,1% di impegni nell’anno dell’alluvione di aprile 2025, con fondi per eventi del 2024 iscritti a bilancio solo nell’aprile 2026).

Massimo Lattanzi, relatori di minoranza sul rendiconto 2025 della Regione
Accantonamenti e urgenza: il tema della trasparenza
Lattanzi ha posto inoltre una questione politica sugli accantonamenti: il rendiconto consolidato certifica una riduzione netta degli accantonamenti per 46,7 milioni, che contribuisce a portare l’equilibrio di bilancio da 195,9 a 242,6 milioni. In particolare, il fondo per i rinnovi contrattuali del personale scolastico passa da 42,8 milioni a 1.774 euro, quello per i rinnovi del personale regionale cala di oltre 4,3 milioni, il fondo perdite delle società partecipate scende di 3,9 milioni e il fondo crediti di dubbia esigibilità si riduce di 1,1 milioni.
Pur riconoscendo la legittimità dell’operazione (il Collegio dei revisori ha espresso parere favorevole), Massimo Lattanzi ha chiesto una giustificazione analitica e pubblica, soprattutto alla luce della perdita di 8,5 milioni registrata dal Casinò de la Vallée e delle indagini in corso, collegando inoltre questa scelta alla dichiarazione d’urgenza dell’articolo 5 del disegno di legge, che consente l’immediato utilizzo delle quote accantonate, vincolate e della quota libera del risultato di amministrazione, contestando che una motivazione legata «alla possibilità di spendere prima» sia sufficiente a comprimere i tempi di controllo del Consiglio Valle su 461 milioni di risultato di amministrazione.
Il rendiconto come “foto” del nuovo ospedale
Nel dibattito, l’assessore regionale alla sanità Carlo Marzi ha utilizzato il rendiconto per rivendicare la concretezza del percorso sul nuovo ospedale: tra il 2021 e il 2025, ha affermato, «abbiamo preso un’opera in attesa e siamo andati a gara per la sua costruzione», e «la foto dei conti» non parla di ritardi, ma di avanzamento del progetto nella configurazione decisa dalla maggioranza. Marzi ha distinto tra il conflitto politico, «chi sta costruendo il nuovo ospedale in quel luogo e secondo l’attuale progetto e chi ne vorrebbe uno diverso non si sa dove», e la natura del rendiconto, che dovrebbe limitarsi a certificare i fatti contabili.
Questa lettura si scontra con i dati sottolineati dalla minoranza sugli investimenti sanitari, ma mostra come la maggioranza utilizzi il rendiconto per affermare continuità e legittimità delle scelte in corso, soprattutto su opere simbolo come il “Parini”.

Carlo Marzi, assessore regionale alla sanità, salute e servizi sociali
Casinò e ordini del giorno respinti
La seduta ha visto anche due ordini del giorno collegati al Casinò de la Vallée, entrambi respinti, che legavano il tema della governance e delle procedure antiriciclaggio alla discussione sul rendiconto. Il primo, presentato congiuntamente da tutti i gruppi di minoranza, chiedeva una Commissione consiliare speciale per analizzare la situazione della società (procedimento penale, amministrazione giudiziaria, sistema di controlli interni, garanzie occupazionali, ipotesi di gestione tramite terzo), ma è stato respinto con sei voti contrari, 14 astensioni e 15 favorevoli in voto segreto.
Il secondo, del gruppo del Partito Democratico, proponeva un audit esterno e indipendente sulle procedure antiriciclaggio del Casinò e un ritorno dalla governance con amministratore unico a un Consiglio di amministrazione a tre membri, con una quota indicata dalle minoranze e mandato esplicito di cooperare con gli amministratori giudiziari. È stato respinto con 31 astensioni e quattro voti favorevoli; la maggioranza ha motivato la scelta con la volontà di non interferire con l’Amministrazione giudiziaria e l’azione penale in corso, ritenendo inopportuno sovrapporre strumenti consiliari straordinari.
Un bilancio «forte ma sotto esame»
Nel complesso, il rendiconto 2025 ha consegnato l’immagine di una Regione con una solidità finanziaria rara, bilancio senza nuovo indebitamento, elevata liquidità, tempi di pagamento molto rapidi e una forte capacità di generare entrate tributarie. Su questa base, la maggioranza ha rivendicato l’avanzo di 268 milioni come un polmone per una nuova stagione di investimenti da definire con il prossimo assestamento, promettendo interventi significativi su territorio, sanità, opere pubbliche, agricoltura, sport, trasporti, mutui e edilizia residenziale pubblica.
Per i consiglieri di opposizione però, i numeri raccontano anche un’altra storia: quella di «una Regione ricca» che fatica a trasformare risorse in opere, con un FPV che cresce, investimenti chiave (ospedale, scuole, difesa del suolo) lenti e una gestione degli accantonamenti che richiede, a loro giudizio, maggiore trasparenza e coinvolgimento del Consiglio.
Il vero banco di prova, per entrambe le letture, sarà il prossimo assestamento: lì si vedrà se i 268 milioni di avanzo diventeranno davvero, come ha chiesto Marco Sorbara, «opportunità, lavoro, servizi e speranza per i valdostani», o se resteranno ancora per una parte «una montagna di promesse rinviate» come teme Massimo Lattanzi.
- Il rendiconto generale dell’esercizio finanziario 2025 della Regione autonoma Valle d’Aosta
- Il rendiconto consolidato dell’esercizio finanziario 2025 della Regione autonoma Valle d’Aosta
- Il parere del Collegio dei revisori dei conti sul Il rendiconto dell’esercizio finanziario 2025 della Regione autonoma Valle d’Aosta











