Il Rapporto nazionale INVALSI 2026 ha confermato la Valle d’Aosta nella fascia alta delle regioni italiane per livelli di apprendimento in italiano, matematica, inglese e competenze digitali, ma ha messo anche in luce un dato critico: l’abbandono scolastico esplicito resta sopra la media nazionale, mentre la regione si distingue per una dispersione implicita molto bassa e una quota di eccellenze superiore al dato italiano.
Dove la Valle d’Aosta è davanti: terza media, eccellenze e competenze digitali
Nel Rapporto INVALSI 2026 la Valle d’Aosta si colloca nella parte alta della classifica regionale per tutti i gradi di rilevazione (primaria, secondaria di primo e secondo grado), con risultati in linea o superiori ai migliori territori del Nord. In particolare, il Grado 8 – terza media, viene indicato dall’Assessorato regionale dell’istruzione, cultura e politiche identitarie come uno dei punti di forza, con competenze di base in italiano e matematica tra le migliori d’Italia: un segnale di tenuta solida dell’asse portante del curricolo per chi studia in Valle.
Un altro fronte in cui la scuola valdostana emerge è quello dell’innovazione: la nuova rilevazione sulle competenze digitali, basata sul quadro europeo DigComp, evidenzia studenti “allineati ai migliori standard delle regioni del Nord”, confermando una capacità di lavorare su alfabetizzazione digitale, collaborazione online, produzione di contenuti e sicurezza. Sul versante delle lingue straniere, la Valle d’Aosta brilla soprattutto nelle prove di reading di inglese, dove gli esiti collocano gli allievi ai vertici nazionali: nel quadro generale INVALSI, a livello paese oltre l’80% degli studenti di terza media raggiunge almeno il livello A2, con valori ancora più elevati nelle aree forti del Nord, tra cui rientra anche la regione.
Dispersione implicita: pochi studenti “fragili” e molte eccellenze
Se si guarda alla dispersione implicita, cioè agli studenti che completano il ciclo di studi senza raggiungere competenze adeguate, il Rapporto nazionale segnala un calo dal 8,7% nel 2025 al 6,3% nel 2026, dato più basso della serie storica. In questo contesto la Valle d’Aosta si distingue con un valore del 2,5% nel secondo ciclo d’istruzione, quarto dato migliore su base nazionale: significa che, tra chi arriva al diploma, la quota di ragazzi con livelli di apprendimento sotto soglia è molto ridotta rispetto alla media italiana.
Parallelamente cresce la quota di studenti eccellenti: a livello nazionale la percentuale di chi ottiene risultati elevati sale dal 12,3% al 13,1%, mentre in Valle d’Aosta il dato si attesta a un 17,6%, nettamente sopra il valore medio e in linea con le regioni del Nord. È uno degli elementi più rilevanti del quadro regionale: da un lato pochi diplomati con competenze fragili, dall’altro una fascia alta più ampia della media, segno di un sistema capace di sostenere chi è in difficoltà e, al tempo stesso, di valorizzare i talenti.

La sovrintendente agli studi Marina Fey insieme all’assessore Erik Lavevaz
Dove la Valle d’Aosta è indietro: dispersione esplicita sopra la media nazionale
Il Rapporto 2026 evidenzia che, sul piano nazionale, la dispersione scolastica esplicita, i giovani 18‑24enni che lasciano la scuola senza diploma e non sono in formazione, è scesa all’8,2% nel 2025 e potrebbe attestarsi al 7,3% nel 2026, permettendo all’Italia di superare con largo anticipo il traguardo del 9% fissato dall’Unione europea per il 2030. In questo scenario, la Valle d’Aosta si colloca più in alto, con un dato del 10,4%: un valore in miglioramento rispetto al passato, ma ancora distante sia dalla media nazionale, sia dall’obiettivo del Piano nazionale di ripresa e resilienza (10,2%).
Secondo la Sovrintendenza regionale agli studi, questo scarto richiede “un ulteriore impegno programmatico” per convergere verso l’8,2% italiano, rafforzando azioni di orientamento e di sostegno per gli studenti a rischio abbandono. L’anomalia principale, nel confronto con il quadro complessivo, è proprio questa: una scuola che, quando accompagna gli studenti fino al diploma, riesce a ridurre al minimo la dispersione implicita e ad ampliare la fascia delle eccellenze, ma che fatica ancora a trattenere in percorso una quota significativa di ragazzi tra i 18 e i 24 anni.
Un sistema “alto” nelle competenze, ma con criticità di tenuta nel percorso
Mettendo insieme i dati, il profilo della Valle d’Aosta è chiaro: livelli di apprendimento generalmente alti, terza media tra le migliori d’Italia per italiano e matematica, competenze digitali allineate ai territori più avanzati del Nord, risultati eccellenti nelle prove di lettura in inglese e una percentuale di studenti con risultati elevati superiore alla media nazionale. Al tempo stesso, la regione registra un tasso di abbandono esplicito ancora a doppia cifra, che la colloca sopra il dato italiano pur in un percorso di miglioramento.
L’assessore Erik Lavevaz ha parlato di «basi solide, soprattutto nella secondaria di primo grado», ma invita a una «riflessione pragmatica» sulla dispersione esplicita: «non possiamo accontentarci: vogliamo tradurre questi indicatori in azioni concrete, rafforzando il sostegno agli studenti a rischio e potenziando ulteriormente le competenze chiave per garantire a tutti i nostri giovani un futuro competitivo e consapevole».
La sfida che emerge dal Rapporto INVALSI 2026 è dunque duplice: consolidare e diffondere i punti di forza, competenze di base, lingue, digitale, eccellenze, e, al tempo stesso, ridurre il numero di ragazzi che si fermano prima del diploma, così che il buon livello degli apprendimenti possa tradursi in opportunità reali per una platea più ampia di giovani valdostani.








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