La Società autostrade valdostane – SAV, concessionaria dell’autostrada A5, ha reso noti i dettagli del maxi-intervento di adeguamento delle gallerie Côte de Sorreley e Signayes, sul raccordo tra l’autostrada A5 e la Strada statale 27 del Gran San Bernardo: un cantiere da 40 milioni di euro, obbligatorio per legge entro il 2027, con chiusura totale del raccordo dall’11 giugno 2026 e riapertura prevista entro giugno 2027. I lavori, affidati alla società Sinelec, braccio tecnologico del gruppo ASTM che controlla la SAV, saranno condotti h24, sette giorni su sette.
Secondo la SAV, trattandosi di gallerie a fornice unico, “la complessità strutturale e impiantistica delle lavorazioni risulta totalmente incompatibile” con la circolazione veicolare in contemporanea. Il lavoro ininterrotto ha permesso di ridurre la chiusura da 494 a 370 giorni, con un risparmio di 124 giorni.
La data di avvio è stata scelta per non sovrapporsi al calendario scolastico, alla tappa valdostana del Giro d’Italia, alle festività primaverili e alla prossima chiusura del Traforo del Monte Bianco nell’autunno 2027. Gli interventi sono resi obbligatori dal D.Lgs. 264/2006, che recepisce la direttiva europea sulla sicurezza nelle gallerie, nata dopo i tragici incidenti di fine anni Novanta, tra cui il rogo nel Traforo del Monte Bianco del 1999 con 39 vittime.
Cosa cambierà nelle gallerie
Al termine dei lavori, le due gallerie, Côte de Sorreley (4.725 metri) e Signayes (2.044 metri), saranno dotate di impianti di sicurezza integralmente rinnovati:
- 127 telecamere con tecnologia di detezione automatica degli eventi e 186 nicchie di emergenza;
- 2.942 nuovi corpi illuminanti e 49 ventilatori assiali per il controllo dei fumi;
- 737 km di cavi e 116 quadri elettrici;
- 125 km di cavi in fibra ottica per il monitoraggio remoto di circa 20.000 parametri;
- 64.000 mq di nuova pavimentazione stradale e 45 km di tubazioni sotterranee.

Paolo Pierantoni, presidente della SAV
La richiesta di perizia indipendente
Sul fronte istituzionale, all’indomani della riunione del Comitato operativo per la viabilità (COV) del 20 aprile, durante la quale i sindaci dei territori interessati avevano espresso forti perplessità, il capo della Protezione civile regionale, Valerio Segor, ha scritto formalmente alla SAV chiedendo una valutazione tecnica indipendente per verificare se la chiusura totale sia davvero l’unica soluzione praticabile. La risposta è attesa entro il 15 maggio 2026.
Nella comunicazione, pubblicata integralmente da più testate, sebbene la Protezione civile, interpellata sulla questione, abbia precisato che “per sua natura istituzionale la nota non è destinata alla diffusione pubblica”, Segor chiede di esaminare “l’eventuale percorribilità di soluzioni alternative o integrative che consentano forme di parziale fruizione dell’asse viario durante l’esecuzione dei lavori, evidenziandone vincoli, benefici e impatti comparativi rispetto alle soluzioni attualmente ipotizzate”.
La lettera è stata inoltrata per conoscenza anche ai sindaci, alle Forze dell’ordine, al Centro unico di soccorso, alla Regione, all’Anas e alla Sitrasb.
Il testo integrale della lettera di Segor alla SAV
«A seguito della Vostra illustrazione, resa in sede di COV, relativa alle modalità esecutive dei lavori di adeguamento delle gallerie Côte de Sorreley e Signayes, previsti ai sensi del d.lgs. 264/2006, e tenuto conto delle criticità e delle innumerevoli osservazioni emerse nel corso del confronto successivo alla presentazione, in particolare esplicitate dai Sindaci presenti, si ritiene necessario acquisire un vostro ulteriore approfondimento tecnico.
Con la presente si richiede pertanto a codesta Concessionaria di procedere a una valutazione tecnica indipendente, finalizzata a verificare se le soluzioni tecniche e operative attualmente previste per l’esecuzione delle lavorazioni costituiscano effettivamente le uniche e più idonee opzioni. Tale analisi dovrà essere condotta nel rispetto dei tempi imposti dagli adeguamenti normativi, ma tenendo in debita considerazione la necessità prioritaria di limitare, per quanto possibile, l’indisponibilità al transito di un’infrastruttura viaria di rilevanza strategica e per tutelare al massimo le esigenze di fluidità del traffico nelle zone di impatto oltre a non stressare oltremodo aspetti legati alla sicurezza così come a pregiudicare il traffico turistico e commerciale da e verso la Valle del Gran San Bernardo.
In particolare, la valutazione dovrà esaminare in modo esplicito l’eventuale percorribilità di soluzioni alternative o integrative che consentano forme di parziale fruizione dell’asse viario durante l’esecuzione dei lavori, evidenziandone vincoli, benefici e impatti comparativi rispetto alle soluzioni attualmente ipotizzate.
Il riscontro richiesto è da intendersi quale elemento necessario per consentire alle Autorità locali e al COV di completare le ulteriori valutazioni di rispettiva competenza.
In attesa di un sollecito riscontro, auspicata entro il 15 maggio p.v., si porgono cordiali saluti».
Il sindaco di Aosta, Raffaele Rocco, che si era fatto promotore della richiesta condivisa dai primi cittadini interessati, ha accolto positivamente la svolta: «abbiamo chiesto chiarezza e un’analisi indipendente, e questa richiesta è stata accolta. Ora servono risposte concrete nell’interesse dei cittadini e della mobilità della Valle d’Aosta».

L’ingresso della galleria di Sorreley a Quart
Valpelline: ordine del giorno unanime, voce al territorio
Anche i Comuni si muovono. Il Consiglio comunale di Valpelline ha approvato all’unanimità, nella seduta di giovedì 23 aprile, un ordine del giorno sugli interventi di adeguamento delle gallerie del raccordo tra A5 e ss7, chiedendo soluzioni cantieristiche alternative a tutela della sicurezza, della mobilità e dell’economia locale. Il documento impegna la Giunta regionale “anche in qualità di socio della società concessionaria”, a richiedere alla SAV l’installazione di rilevatori del traffico autonomi sulla ss27 per monitorare i flussi durante i 370 giorni di chiusura, e la promozione di un tavolo di confronto permanente con Enti locali, categorie economiche e soggetti interessati, a partire dalle attività turistiche e dalla società di gestione del Traforo del Gran San Bernardo. L’ordine del giorno sarà trasmesso alla Giunta regionale, ai parlamentari del territorio, alla Presidenza del Consiglio dei ministri e al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti: «la scelta di approvare quest’ordine del giorno è condivisa con i colleghi dell’Unité des Communes valdôtaines Grand-Combin, per far sentire la voce del territorio su un argomento così delicato», ha spiegato il sindaco Maurizio Lanivi.
In Consiglio Valle: «Mancata comunicazione prima che il problema nascesse»
Sempre giovedì 23 aprile la vicenda è approdata anche in Consiglio Valle, con un’interrogazione a risposta immediata presentata da Marco Carrel che ha chiesto alla Giunta se avesse incontrato i rappresentanti della Regione nel Consiglio di amministrazione della SAV, di cui la Regione è socia, e quale fosse stata la loro posizione sul tema.
Il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha risposto ripercorrendo il percorso istituzionale avviato dopo la comunicazione formale della SAV del 14 aprile scorso: la convocazione immediata del COV il 20 aprile, allargata in deroga a tutti i sindaci della Valle del Gran San Bernardo, e la successiva nota della Protezione civile alla SAV con la richiesta di valutazione tecnica indipendente: «la nota è stata inviata su mia indicazione – ha dichiarato Testolin – chiedendo una valutazione tecnica indipendente sulle soluzioni previste, per verificare se siano effettivamente le uniche e più idonee».
La replica di Carrel è stata netta: «lei ci ha detto quanto accaduto dal 14 aprile in poi, quando abbiamo scoperto di avere il problema, ma non ci ha detto nulla su quanto è successo prima. Abbiamo tre rappresentanti nella SAV che abbiamo nominato come Giunta regionale: sarebbe stato opportuno che vi foste incontrati prima che il problema nascesse. Dal nostro punto di vista è mancata la comunicazione».











