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Leonardo Lotto smentisce le dimissioni: «nessuna dichiarazione in tal senso»

pubblicato giovedì 7 Maggio 26 • h. 17

realizzato da aostapresse.it

Leonardo Lotto smentisce le dimissioni: «nessuna dichiarazione in tal senso»

di aostapresse.it | Gio 7 Mag 26 • h. 17

L'assessore regionale Leonardo Lotto

Nella giornata di giovedì 7 maggio 2026, la diffusione di notizie su una presunta uscita dalla Giunta regionale dell’assessore Leonardo Lotto ha costretto Azione Valle d’Aosta a intervenire con una smentita ufficiale. Lotto, assessore regionale agli affari europei, innovazione, PNRR, politiche nazionali per la montagna e politiche giovanili, esprime «profondo rammarico per la diffusione di ricostruzioni non corrispondenti alla realtà dei fatti né alle intenzioni politiche dei soggetti coinvolti».
La Segreteria di Azione Valle d’Aosta è netta: “l’assessore Leonardo Lotto, unitamente ai rappresentanti di Azione e del Centro Autonomista, smentisce categoricamente le voci riguardanti presunte dimissioni o un’uscita dalla Giunta regionale. Nessuna dichiarazione in tal senso è mai stata rilasciata”.

“Insofferenza”, ma la priorità è la continuità

La smentita non nasconde però una tensione di fondo. Il movimento riconosce “una fase di attesa e una crescente insofferenza rispetto alle dinamiche politiche recentemente emerse”, nonché “perplessità già espresse dal Centro Autonomista su alcuni passaggi in questi giorni”. Nonostante questo, la posizione ribadita è chiara: “la priorità assoluta resta quella di garantire la continuità amministrativa, la stabilità dell’azione di governo e la tutela degli interessi della Valle d’Aosta e dei cittadini valdostani”.

Lotto conferma inoltre di condividere pienamente le posizioni congiunte diffuse dal Centro Autonomista (Stella Alpina, Rassemblement Valdôtain e Azione Valle d’Aosta) che sostiene il ricorso in appello di Renzo Testolin escludendo però la questione di incostituzionalità della legge.

Massimo Lattanzi con Silvio Berlusconi nella foto pubblicata sui social

Massimo Lattanzi con Silvio Berlusconi nella foto pubblicata sui social

Il contesto: rimpasto e FdI, le voci in circolazione

Le notizie che hanno innescato la smentita si inseriscono in un quadro più ampio di fibrillazioni interne alla maggioranza regionale. Circolano ipotesi di un possibile rimpasto che vedrebbe l’ingresso in Giunta regionale di Fratelli d’Italia, con il nome del vice presidente del Consiglio Valle, Massimo Lattanzi, come possibile assessore. Scenario che anche lo stesso Lattanzi ha ridimensionato dichiarando di non essere allettato da proposte personali e di non esserne a conoscenza, situazione confermata anche dal capogruppo del movimento, Alberto Zucchi.

Massimo Lattanzi figura con un lungo percorso nel centrodestra valdostano: entrato in politica nel 1993, fu tra i fondatori di Forza Italia in Valle d’Aosta, di cui divenne coordinatore regionale nel 1996. Eletto consigliere comunale di Aosta nel 1995, entrò per la prima volta in Consiglio regionale nel 1998 nella lista della Casa delle Libertà, venendo poi confermato nel 2003 e nel 2008. Nella XIII legislatura (2008-2013) fu capogruppo del Popolo della Libertà, legislatura che si concluse con un lungo strascico giudiziario: nel 2019 la sezione giurisdizionale della Corte dei conti della Valle d’Aosta lo aveva condannato a risarcire alla Regione 190mila euro per l’utilizzo dei contributi destinati al Gruppo consiliare. La contestazione iniziale della Procura contabile ammontava a circa 368mila euro e riguardava spese legate alla pubblicazione del periodico del Gruppo (“Foglio Azzurro“), a viaggi e spese di rappresentanza.

Nel 2024 ha annunciato l’abbandono di Forza Italia, dalla quale aveva già lasciato il coordinamento anni prima, aderendo successivamente a Fratelli d’Italia e venendo eletto alle regionali del 28 settembre 2025 con 649 preferenze, tornando così alla vice Presidenza del Consiglio Valle il 5 novembre successivo, ruolo che aveva già ricoperto tra il 2001 e il 2003. Proprio il 30 aprile scorso aveva pubblicato sui social un ricordo personale di Silvio Berlusconi, accompagnato da una foto insieme all’ex cavaliere: «avevo poco più di 30 anni quando ebbi l’opportunità di conoscere e iniziare a frequentare Silvio Berlusconi. Un incontro che ha segnato un punto di svolta nel mio percorso. Il suo consiglio più ricorrente? “Pensa in grande”».
Diplomato in ragioneria, Massimo Lattanzi, classe 1958, ha costruito la propria carriera professionale nell’intermediazione finanziaria: nel 1987 è entrato in Banca Mediolanum, portando nel 1989 in Valle d’Aosta il progetto di quello che allora si chiamava ancora Programma Italia Investimenti. Un percorso che lo ha legato direttamente alla galassia finanziaria di Ennio Doris e, attraverso di essa, all’universo Fininvest di Silvio Berlusconi, connessione che non è estranea all’affetto con cui ha ricordato l’ex cavaliere nel recente post sui social. Oltre a mantenere l’attività di impresario edile, attualmente è consulente patrimoniale e formatore di family banker.

Lo scenario istituzionale

Va ricordato che formalmente, a seguito della sentenza del Tribunale civile di Aosta che ha dichiarato la decadenza di Testolin, anche l’intera Giunta è decaduta ed è limitata alla gestione ordinaria. La situazione si sbloccherà con il deposito del ricorso in appello da parte di Testolin: quell’atto sospenderà automaticamente gli effetti della sentenza, consentendo all’Esecutivo di tornare alla piena operatività fino alla pronuncia del giudice di secondo grado. È in questa finestra, tecnicamente ancora aperta, che si collocano le tensioni e le manovre politiche di queste ore.