Un centinaio di delegati dell’Union Valdôtaine si sono riuniti a Saint-Christophe nella serata di mercoledì 6 maggio 2026 dove, dopo un’ora e mezza di discussioni a porte chiuse, il Conseil fédéral ha approvato, con un’astensione, una risoluzione in quattro punti a sostegno di Renzo Testolin e della sua scelta di ricorrere in appello contro la sentenza del Tribunale civile di Aosta che ne ha dichiarato la decadenza dalla carica di presidente della Regione. Analogamente, anche il Centro Autonomista ha dato il suo supporto, pur con alcune precisazioni.
I dettagli della risoluzione
Il testo votato dal parlamentino unionista, composto dai delegati di tutte le sezioni oltre agli eletti in Regione, si apre con un preambolo che ribadisce come “nessun vuoto amministrativo né alcuna incertezza che possa ostacolare l’azione pubblica sarà tollerato” e che le Istituzioni devono garantire “continuità, autorità e piena operatività”.
I quattro punti operativi sono:
- ripristino rapido dell’Esecutivo: impegno a fare “nei tempi più stretti possibili” i passi necessari per ricostituire la Giunta con pieni poteri;
- mandato al Comité ed alla dirigenza UV: proseguire “con coerenza e determinazione” la linea politica di inizio legislatura, fondata sui pareri giuridici che avevano sostenuto la legittimità dell’elezione di Testolin;
- mandato agli eletti in Consiglio Valle: proseguire l’azione amministrativa avviata per dare risposte concrete ai cittadini;
- sostegno al ricorso in appello: appoggio alla presentazione del ricorso di Testolin alla Corte d’appello per assicurare la continuità del Governo regionale.
La clausola sulla costituzionalità
Nel preambolo della risoluzione figurano due righe che hanno un peso politico preciso: “nessuna iniziativa mirata a contestare la costituzionalità della legge deve essere portata avanti in questa fase”. L’ipotesi di incostituzionalità era stata una delle linee difensive sostenute dalla Regione nel procedimento di primo grado, e aveva suscitato forti critiche da parte dell’intera aula consiliare, inclusi gli stessi alleati di maggioranza. Con questa clausola, il Conseil fédéral chiarisce che quella strada non verrà percorsa nella memoria d’appello, anche se non è escluso che la questione possa essere sollevata in una fase successiva.
Questo il testo integrale, in francese, della risoluzione:
RÉSOLUTION DU CONSEIL FÉDÉRAL DE L’UNION VALDÔTAINE
Le Conseil fédéral de l’Union Valdôtaine,
ayant pris acte de la décision rendue par le Tribunal civil d’Aoste, qui a accueilli le recours présenté par Alleanza Verdi Sinistra;
dans le respect des institutions, et après une analyse approfondie de ladite décision;
considérant que le moment politique exige responsabilité, lucidité et sens des institutions, et qu’aucun vide administratif ni aucune incertitude susceptible d’entraver l’action publique ne saurait être admis;
soulignant qu’aucune situation d’instabilité ne peut être tolérée, dès lors qu’elle risquerait de compromettre la continuité et l’efficacité de l’action administrative;
considérant qu’aucune initiative visant à contester la constitutionnalité de la loi ne doit être engagée à ce stade;
adopte la résolution suivante:
1. d’engager sans délai toutes les démarches nécessaires afin de parvenir au rétablissement rapide de l’exécutif régional, en mesure de garantir continuité, autorité et pleine opérationnalité;
2. de donner mandat au Comité fédéral et à la dirigeance du Mouvement de poursuivre, avec cohérence et détermination, la ligne politique définie dès le début de la législature, fondée même sur des avis juridiques, visant à sauvegarder l’intérêt de la communauté;
3. de donner mandat aux élus au sein du Conseil de la Vallée de poursuivre l’action administrative entamée, afin d’apporter des réponses concrètes aux attentes des citoyens;
4. d’appuyer la présentation d’un recours de la part de Renzo Testolin devant la Cour d’appel, afin d’assurer la continuité de l’action du Gouvernement et de rétablir, dans les meilleurs délais, la pleine opérationnalité de l’exécutif régional”.

Carlo Marzi e Luca Lotto, assessori regionali del Centro Autonomista
Il Centro Autonomista: “appello giusto, ma niente questione di incostituzionalità”
A supporto della decisione dell’UV anche gli alleati del Centro Autonomista, (Stella Alpina, Rassemblement Valdôtain e Azione Valle d’Aosta), che confermano il sostegno al ricorso in appello di Testolin, ma con alcune precisazioni politicamente significative.
I tre movimenti confermano “la piena condivisione del percorso politico e istituzionale intrapreso dall’attuale maggioranza” e definiscono il ricorso “una scelta esercitata nel pieno rispetto del quadro normativo vigente”, necessaria per garantire continuità amministrativa in una fase “particolarmente delicata”. A giustificarne l’urgenza, CA elenca i dossier non rinviabili che attendono la Regione nelle prossime settimane: approvazione del rendiconto, assestamento di bilancio, norme di attuazione, concessioni idroelettriche e provvedimenti che incidono direttamente sui servizi ai cittadini.
Sul piano del metodo, il Centro Autonomista ha posto due paletti chiari. Il primo, in linea con la risoluzione UV: “il giudizio di appello deve rimanere circoscritto ai profili oggetto della controversia, senza ricorrere alla prospettazione di questioni di legittimità costituzionale”. Il secondo riguarda il possibile appello della Giunta regionale in quanto tale, separato da quello di Testolin come persona, e conseguenza della sua prima costituzione in giudizio, sul quale i tre movimenti chiedono “un’attenta riflessione” sulle implicazioni istituzionali, amministrative e politiche. Inoltre, qualora l’appello dovesse confermare la sentenza di primo grado, i tre movimenti ritengono che “il percorso giuridico dovrà considerarsi concluso”, rimanendo invece valido il successivo percorso politico della maggioranza.
Il solo deposito del ricorso in appello sospenderà l’esecutività della sentenza e quindi la decadenza di Renzo Testolin, consentendo alla Giunta di tornare alla piena operatività. Questa condizione si manterrà fino alla pronuncia del giudice di secondo grado.











