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Dialogo sul ricorso Testolin, il fuori onda di Marra e Grosso fa discutere

pubblicato giovedì 5 Marzo 26 • h. 13

realizzato da aostapresse.it

Dialogo sul ricorso Testolin, il fuori onda di Marra e Grosso fa discutere

di aostapresse.it | Gio 5 Mar 26 • h. 13

Il tavolo dei relatori del convegno sul referendum sulla giustiza organizzato dall'UniVdA

Il fuori onda registrato durante un dibattito sul referendum sulla magistratura all’Università della Valle d’Aosta pesa sul ricorso di AVS ‑ Rete Civica VdA contro il quarto mandato del presidente della Regione Renzo Testolin: il movimento politico che ha sollevato interrogativi sul ruolo di garanzia del presidente del Tribunale di Aosta, Giuseppe Marra.

Il dialogo prima del dibattito

Nei minuti che precedevano l’avvio ufficiale dell’incontro, nel pomeriggio di mercoledì 4 marzo 2026, Giuseppe Marra e il costituzionalista Enrico Grosso, professore di diritto costituzionale all’Università di Torino e presidente del Comitato “Giusto dire NO”, autore di un parere a sostegno della legittimità della rielezione di Testolin, parlano del ricorso promosso da AVS ‑ Rete Civica VdA, che sarà discusso in Tribunale il 22 aprile e che riguarda solo il presidente della Regione, dopo che i legali del movimento hanno scelto di escludere l’assessore Luigi Bertschy, dato che nel caso in cui il ricorso venga accettato, con la decadenza del presidente della Regione decade anche la sua Giunta.
Dalla trascrizione emergono riferimenti al «contenzioso» sull’elezione di Testolin, al parere reso da Grosso e al quadro giuridico su incandidabilità, ineleggibilità e decadenza.

Grosso ha ricordato a Marra di aver «fatto un parere per la rielezione di Testolin» ed ha accennato a «dubbi sulla giurisdizione», cioè sulla scelta tra giudice amministrativo e giudice ordinario, richiamando anche la linea che la difesa della Regione intende sviluppare. Marra, da parte sua, ha risposto dicendo di aver letto l’atto introduttivo del ricorso, parlando di una causa «molto complessa» confermando che in Collegio ci si è già posti il tema della distinzione tra domanda di decadenza, qualificata come diritto soggettivo, e profili di illegittimità, chiudendo il botta e risposta con un «ce la studiamo, certo».

Il tavolo dei relatori incontro dell'UniVdA sul referendum

Il tavolo dei relatori incontro dell’UniVdA sul referendum

Il ricorso su Testolin e il nodo dei mandati

Sul tavolo c’è il ricorso presentato da AVS ‑ Rete Civica VdA, il movimento guidato da Elio Riccarand, che contesta la rielezione di Renzo Testolin sostenendo che si tratti del suo quarto mandato, in contrasto con la disciplina regionale sul numero massimo di mandati.
Grosso, incaricato di fornire un parere pro veritate per conto del presidente della Regione, nel fuori onda ha richiamati «l’assetto parlamentare» della forma di Governo valdostana e la maggiore elasticità nella composizione della Giunta, con ingressi e uscite di assessori anche per periodi brevi.

L’impostazione illustrata dal costituzionalista è che le norme sui limiti di mandato vadano interpretate «in maniera da pregiudicare il meno possibile la libertà» di elettori e rappresentanti, inserendo la lettura del caso valdostano nel solco della giurisprudenza costituzionale, compresa una recente sentenza sulle elezioni comunali in Valle d’Aosta. AVS ‑ Rete Civica VdA, al contrario, rivendica una lettura rigorosa del limite, agganciata alla durata effettiva della permanenza in carica e non solo al numero formale delle legislature.​

Le critiche di Minelli: «imparzialità compromessa»

A far esplodere il caso è stato la capogruppo AVS in Consiglio Valle, Chiara Minelli, che ha dichiarato di essere rimasta «letteralmente basita» nel sentire, in diretta, un dialogo così esplicito su un ricorso pendente davanti allo stesso Tribunale presieduto da Marra. La consigliera regionale ha sottolineato che Grosso ha «approfittato della presenza del presidente del Tribunale per segnalargli il suo parere», spiegandone le ragioni e citando anche il parere del costituzionalista Nicola Lupo richiesto dalla Regione.

Minelli ha contestato soprattutto il fatto che Giuseppe Marra non abbia interrotto subito la conversazione, pur sapendo che il ricorso è stato depositato da AVS ‑ Rete Civica VdA: secondo la sua ricostruzione, il presidente del Tribunale si dice a conoscenza dei contenuti dell’atto, esprime «fiducia» sull’esito e discute con Grosso di possibili eccezioni preliminari: «è inaccettabile ed a mio avviso molto grave – ha affermato – che approfittando di un appuntamento sul tema referendario ci sia stato un dialogo riguardo ad una materia delicata in cui il presidente del Tribunale dovrebbe avere un atteggiamento di totale imparzialità».

Chiara Minelli, consigliera regionale di AVS - Rete Civica VdA

Chiara Minelli, consigliera regionale di AVS – Rete Civica VdA

Il video rimosso e le perplessità sull’Università

La polemica si allarga quando, il giorno dopo, il video della conferenza non risulta più disponibile sul canale YouTube dell’Università della Valle d’Aosta, dove era stato trasmesso in streaming il dibattito, con i microfoni lasciati aperti prima dell’inizio dei lavori. Chiara Minelli ha parlato di un filmato «casualmente?» rimosso e invita chi ha assistito alla diretta, ed chi leggerà la trascrizione del fuori onda, a verificare quanto accaduto, auspicando che lo sconcerto non resti confinato all’opposizione. Minelli ha seguito l’incontro on line, dove è stato trasmesso il fuori onda, che invece chi era presente nell’aula magna non poteva ascoltare.
Per ora l’ateneo non ha diffuso spiegazioni ufficiali sul perché la registrazione non sia più accessibile (ma potete vederla più in basso), alimentando interrogativi sulla gestione dell’episodio e, più in generale, sui confini tra dibattito accademico, comunicazione istituzionale e tutela della serenità dei giudici coinvolti in procedimenti sensibili.

La versione di Marra: «solo un equivoco, nessuna anticipazione di giudizio»

Giuseppe Marra ad aostapresse ha parlato di «equivoco» respingendo l’idea di aver violato i doveri di imparzialità. Il presidente del Tribunale ha precisato innanzitutto di aver conosciuto il professor Enrico Grosso «solo ieri sera in occasione dell’evento» e di non sapere, prima di quel momento, che avesse redatto un parere per Testolin sulla «possibile eleggibilità».
«Quando il presidente della Regione si è seduto davanti a noi – ha raccontato – ho detto a Grosso: “guarda, è arrivato anche il presidente della Regione”. Lui ha risposto che lo conosceva perché aveva fatto questo parere nel 2025».

Marra ha spiegato di aver replicato ricordando che «c’è un contenzioso contro questa elezione», e che a quel punto Grosso ha precisato di non essere il difensore della Regione, che sarà rappresentata da un altro avvocato. «Quindi, da quel punto di vista – ha sostenuto – non parlavo con nessuno che fosse parte in causa del contenzioso. Il fascicolo è in fase embrionale, la Regione non si è ancora costituita. Il professor Grosso mi ha fatto un’osservazione di carattere generale su casi di ineleggibilità e incandidabilità: è un discorso astratto di diritto, non sulla causa concreta».

Sui passaggi della trascrizione relativi alla giurisdizione, Marra ha confermato che Grosso abbia ipotizzato la competenza del Tar: «mi diceva “secondo me ci potrebbe essere la giurisdizione del Tar e non del giudice ordinario” e io ho risposto “vedremo, ce la studieremo”: la legge è scritta molto male, è una questione complicata, ma abbiamo parlato in modo del tutto estraneo all’attività processuale».
Il presidente del Tribunale di Aosta ha insistito sul fatto di non aver mai letto il parere di Grosso e di aver visto, del fascicolo, solo il ricorso delle parti ricorrenti.​

Giuseppe Marra, presidente del Tribunale di Aosta, all'incontro sul referendum

Giuseppe Marra, presidente del Tribunale di Aosta, all’incontro sul referendum

Rapporti con Renzo Testolin e ruolo nel processo

Marra respinge anche ogni ipotesi di rapporto privilegiato con Renzo Testolin: «io il presidente della Regione non lo conosco, non ho il suo numero, non ci ho mai parlato se non nelle occasioni ufficiali: festa della Polizia, Guardia di Finanza, cerimonie istituzionali. Se devo trattare questioni legate all’ufficio, mi rivolgo al segretario generale, non certo a lui».
Il magistrato ricorda di essere arrivato da pochi mesi in Valle d’Aosta e di non conoscere personalmente assessori o consiglieri regionali, se non per saluti di rito.

«Da qui a immaginare che ci sia qualcosa dietro tra me, il professor Grosso e il presidente della Regione – ha ribadito – è davvero un fuori onda rispetto alla realtà. Grosso mi ha solo detto: “Ho fatto il parere a suo tempo”, su una vicenda che non riguardava il Tribunale, ma rapporti interni alla Regione».
Quanto al processo del 22 aprile, Marra ha sottolineato che la causa sarà decisa da un Collegio, che lui non è il relatore, e che il dialogo intercettato non contiene «nessuna anticipazione di giudizio».
«Per quanto mi riguarda, lo scambio mi ha lasciato totalmente indifferente sul piano del fascicolo – ha concluso – era una conversazione tra giuristi che prescindeva dal merito della causa».​

Due interrogazioni in Consiglio Valle

Nel frattempo, sull’onda lunga delle polemiche sul referendum e sulla qualità del dibattito pubblico in Valle d’Aosta, si parlerà anche in Consiglio regionale del video rimosso dal canale YouTube dell’Università. Sia AVS – Rete Civica VdA sia la Lega insieme a La Renaissance Valdôtaine hanno depositato due simili interrogazioni a risposta immediata per chiedere conto della decisione: da un lato Andrea Campotaro sottolinea che si trattava di un raro confronto pubblico fra magistrati, avvocati e docenti sulle ragioni del sì e del no, che avrebbe meritato di restare accessibile alla cittadinanza, dall’altro Andrea Manfrin richiama “il noto fuori onda” registrato prima dell’inizio che ha acceso le polemiche, e chiedono entrambi alla Giunta regionale quali valutazioni abbiano portato alla rimozione del video dal sito dell’ateneo, di cui il presidente della Regione è anche presidente.

Tra percezione e garanzie

Resta il fatto che, al di là delle intenzioni dei protagonisti, il fuori onda coinvolge il presidente dell’organo chiamato a giudicare un ricorso politicamente sensibile e un professore che ha già espresso, in un parere scritto, una posizione favorevole alla rielezione di Testolin.
Per AVS ‑ Rete Civica VdA, questo basta a mettere in dubbio l’apparenza di imparzialità; per Marra, invece, si è trattato di uno scambio tecnico, in astratto, con un giurista che non ha alcun ruolo nel procedimento e che non difenderà la Regione in aula.

 

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