Alleanza Verdi e Sinistra – Rete Civica VdA mette nero su bianco la propria proposta per “una sinistra unita e vincente” in Valle d’Aosta e, di fatto, rilancia il tema dell’alleanza progressista aperto nelle scorse settimane dal nuovo segretario regionale del Partito Democratico, Fulvio Centoz.
Il manifesto “Si può fare” di AVS
Il Coordinamento regionale di AVS – Rete Civica VdA, riunitosi ad Aosta venerdì 5 giugno 2026, ha approvato un documento‑manifesto intitolato “Si può fare”, definito come un appello “al coraggio, all’unità e ai contenuti” del popolo di sinistra valdostano. Nel testo AVS evidenzia “un dovere storico” per la sinistra: diventare un punto di riferimento credibile per una comunità che chiede un Governo regionale guidato dalla giustizia sociale e ambientale, criticando sia la destra regionale, ritenuta “inconsistente programmaticamente”, sia l’Union Valdôtaine ed i centristi, accusati di muoversi secondo logiche opportunistiche e di mancare di una visione di lungo periodo.
Un popolo di sinistra da “mettere in casa comune”
Il manifesto sostiene che in Valle esista “un popolo della sinistra” fatto di migliaia di persone attive nei sindacati, nelle associazioni e nei movimenti, che chiedono una sinistra più unita e più capace di governare in alternativa a centrodestra e UV. AVS individua quattro pilastri per costruire questa alternativa, “coraggio politico, studio rigoroso, contenuti qualificanti e unità indistruttibile”, e propone di dare a questo elettorato una “casa comune” che superi steccati e personalismi, facendo leva anche sui segnali arrivati dal recente referendum sulla magistratura, dove in Valle il fronte del “no” ha prevalso contro le indicazioni di destra e UV.

I consiglieri regionali di AVS – Rete Civica VdA e del Partito Democratico
Dal polo rosso‑verde all’alleanza più ampia
Nel documento AVS rivendica il proprio ruolo di soggetto che “già oggi unisce diverse anime della sinistra e dell’ambientalismo” e si dichiara pronta a tessere “un’alleanza ancora più vasta” con forze progressiste e democratiche. L’obiettivo dichiarato è costruire un polo alternativo agli schieramenti attuali, capace non solo di sommarsi aritmeticamente ma di presentarsi come blocco programmatico coeso in vista delle prossime regionali.
Il filo con l’appello di Centoz al PD
La mossa arriva a poche settimane dall’elezione di Fulvio Centoz alla guida del Partito Democratico valdostano, che aveva indicato tra le priorità quella di «costruire un’alternativa credibile» al quadro politico regionale. In più occasioni, Centoz ha parlato della necessità di «una coalizione di idee, non un’alleanza di sigle», proponendo un percorso di confronto programmatico fra PD, forze di sinistra e area progressista più ampia in vista del prossimo appuntamento con le urne regionali.
In questo contesto, il manifesto di AVS viene a inserirsi come tassello di un possibile cantiere comune: da un lato i dem guidati da Centoz che lavorano per un partito “più grande e più radicato”, dall’altro AVS che chiama a raccolta “il popolo della sinistra” per un fronte unitario, ambientalista e sociale.
Resta da capire se e come questi due percorsi si incontreranno concretamente nei prossimi mesi, sul terreno dei contenuti e delle candidature, ma il messaggio che arriva da AVS – Rete Civica VdA vs è chiaro: “si può fare, si può unire, si può vincere”, a patto che la sinistra sappia presentarsi come protagonista e guida alternativa della politica valdostana.











