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Fulvio Centoz nuovo segretario del PD VdA, la sinistra prova a ricomporsi

Fulvio Centoz, nuovo segretario regionale del PD

pubblicato martedì 26 Maggio 26 • h. 15

realizzato da aostapresse.it

Fulvio Centoz nuovo segretario del PD VdA, la sinistra prova a ricomporsi

di aostapresse.it | Mar 26 Mag 26 • h. 15

Fulvio Centoz, nuovo segretario regionale del PD

Nel pomeriggio di domenica 24 maggio 2026 si è svolto il congresso del Partito Democratico della Valle d’Aosta, che ha eletto il consigliere regionale Fulvio Centoz nuovo segretario regionale. La sua è stata l’unica candidatura in campo, formalizzata il 1° maggio e accompagnata da un documento di riflessione politica dal titolo “Una questione aperta”, presentato al congresso come contributo personale al dibattito.
A fianco del segretario è stata individuata una nuova squadra di vertice: Simona Mele sarà la presidente del partito, mentre le vice presidenze sono andate a Valentina Evaspasiano e ad Antonio Pepe; la carica di tesoriere è stata affidata a Carmine Sciulli.

Il passaggio di testimone di Tonino

Il congresso segna anche la fine del mandato di Luca Tonino, attuale assessore all’urbanistica del Comune di Aosta, alla guida del PD valdostano, dopo oltre quattro anni, era stato eletto il 7 dicembre 2021. In un lungo post pubblicato sui social alla vigilia del congresso, Tonino ha rivendicato un percorso «intenso, impegnativo, spesso complesso, ma anche profondamente bello», ed ha ringraziato militanti ed amministratori riconoscendo di aver fatto «tutto ciò che ero nelle condizioni di fare, con serietà, passione e senso di responsabilità». Tonino ha parlato di un partito che «oggi ha bisogno di continuare a costruire, unire e guardare avanti» ed ha definito Fulvio Centoz «la persona giusta nel momento giusto» per raccogliere il testimone.

Il ringraziamento a Luca Tonino arriva al termine di una fase che, per il PD valdostano, è stata tutto fuorché lineare. Sotto la sua segreteria il partito ha contribuito alla nascita del Progetto civico progressista, il cartello che alle regionali del 2020 aveva messo insieme quasi tutta la sinistra e il mondo civico, raccogliendo poco più del 15 per cento dei voti e diventando uno dei poli della nuova maggioranza guidata da Erik Lavevaz, mentre alle comunali di Aosta aveva eletto undici consiglieri, più del doppio dei cinque seggi che erano stati conquistati dall’UV.

Quell’esperienza si è però progressivamente sfilacciata: in Consiglio Valle, dopo poco più di sei mesi Chiara Minelli era uscita polemicamente dalla Giunta passando in minoranza, insieme ad Erika Guichardaz, facendo segnare la rottura del blocco originario, con il PD che è rimasto in maggioranza fino a fine legislatura, continuando a governare anche con Renzo Testolin. La scelta dell’Union Valdôtaine di aprire alla nuova maggioranza con Forza Italia all’inizio della XVII legislatura ha infine lasciato i democratici all’opposizione, chiudendo una stagione di governo condiviso ed accentuando lo spostamento del quadro regionale verso il centrodestra.

Un momento del congresso del PD valdostano

Un momento del congresso del PD valdostano

La “questione settentrionale” e il Nord produttivo

La candidatura di Centoz è costruita intorno a una domanda che lui stesso ha definito «scomoda»: perché il piastrellista valdostano, il gestore di rifugio, il maestro di sci o il piccolo artigiano di montagna non si sentono rappresentati dalla sinistra. In un post pubblicato il 1° maggio, con cui ha annunciato la corsa alla segreteria, Centoz aveva rivendicato una politica «che parte dalle persone reali, non dai simboli» promettendo di discutere «ad alta voce, dentro e fuori il PD», il rapporto tra sinistra e Nord produttivo.

Il documento “Una questione aperta”, presentato al congresso, parte da qui: sostiene che la cosiddetta “questione settentrionale”, la difficoltà storica del centrosinistra a rappresentare i territori del Nord, non è solo un problema di identità o di organizzazione, ma prima di tutto un problema valoriale. Secondo Centoz, il PD fatica a dire con nettezza, in questi territori, alcuni valori che dovrebbero essere propri della sinistra: la dignità del lavoro autonomo, la centralità delle comunità di montagna, la prossimità istituzionale come forma piena di democrazia, l’identità come pratica relazionale.

Un “laboratorio valdostano” per il centrosinistra

Nel suo contributo, Centoz propone la Valle d’Aosta come possibile laboratorio politico per il Nord, a partire proprio dalla crisi demografica delle vallate alpine, dallo spopolamento dei piccoli Comuni e dalla difficoltà di tenere insieme servizi essenziali e tessuto associativo. Il testo insiste sull’idea che, nella regione, l’autonomia rischi di diventare «uno strumento di conservazione invece di essere un motore di cambiamento e progresso», riprendendo una formula che il nuovo segretario ha usato anche nel suo intervento congressuale.

La sfida, per il PD valdostano, è provare a costruire una «coalizione di idee» più ampia delle sole sigle di partito, in dialogo con amministratori locali, associazionismo e mondi civici che oggi si sentono «senza una casa in cui essere ascoltati». Centoz chiarisce che “una questione aperta” non è un programma né un manifesto alternativo, ma un testo da discutere nei circoli e nei territori, che l’assemblea potrà adottare, modificare o respingere: l’importante, scrive, è che «la discussione avvenga».

Fulvio Centoz nel gennaio 2015 con l'allora senatore Albert Lanièce, Augusto Rollandin, Matteo Renzi, la sindaca Fabrizia Derriard ed il deputato Rudi Marguerettaz

Fulvio Centoz nel gennaio 2015 con l’allora senatore Albert Lanièce, Augusto Rollandin, Matteo Renzi, la sindaca Fabrizia Derriard ed il deputato Rudi Marguerettaz

Un profilo tra Istituzioni e amministrazione locale

Dal punto di vista biografico, il nuovo segretario arriva alla guida del PD valdostano con un curriculum che intreccia esperienza amministrativa e ruolo tecnico nella macchina regionale. Residente a Charvensod, laureato in giurisprudenza, abilitato alla professione forense e con un master di secondo livello in amministrazione territoriale e politiche di sviluppo locale, Centoz è dirigente della struttura programmazione regionale del Fondo sociale europeo, dopo un precedente incarico dirigenziale nella struttura del personale scolastico.

La sua storia politica era iniziata a Rhêmes-Notre-Dame, dove era stato eletto consigliere di minoranza dal 2005 al 2010 e quindi sindaco dal 2010 al 2015, per poi approdare ad Aosta come candidato sindaco della coalizione tra Union Valdôtaine, Partito Democratico e Stella Alpina nel 2015, nel solco del cosiddetto “accordo Perenni”, l’intesa costruita dopo l’incontro all’omonima caserma di Courmayeur tra gli allora presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi, che aveva passato le vacanze natalizie in Valle d’Aosta, e il presidente della Regione Augusto Rollandin.
Eletto sindaco del capoluogo, Centoz ha guidato il Comune dall’11 maggio 2015 al 6 ottobre 2020: aveva dato la sua disponibilità per un secondo mandato, ma era stati messo da parte dalla nuova coalizione tra UV, PCP e Alliance Valdôtaine, che gli aveva preferito Gianni Nuti. Nel 2024 è stato candidato dal Partito Democratico alle elezioni europee nella lista della circoscrizione Nord-Ovest, come profilo che voleva portare nel Parlamento di Bruxelles il punto di vista delle aree interne e della montagna.
Alle elezioni regionali del 28 settembre 2025, è eletto in Consiglio Valle nella lista PD – Federalisti Progressisti VdA, che ha ottenuto poco più dell’8 per cento dei voti e tre seggi complessivi. Centoz è entrato in Aula con 607 preferenze personali, risultando tra il secondo più votato della lista, e nella XVII legislatura fa parte della prima Commissione permanente e ricopre la vice presidenza del Comitato paritetico.

Fulvio Centoz con il suo staff, Antonio Pepe, Simona Mele, Carmine Sciulli e Valentina Evaspasiano

Fulvio Centoz con il suo staff, Antonio Pepe, Simona Mele, Carmine Sciulli e Valentina Evaspasiano

La nuova Segreteria e la Direzione regionale

Accanto a Centoz si muove una Segreteria che mette insieme volti già noti del PD valdostano e figure più giovani. Ne fanno parte i consiglieri regionali Jean-Pierre Guichardaz, Clotilde “Titti” Forcellati, gli eletti in Consiglio comunale ad Aosta Luca Tonino, Cecilia Lazzarotto e Sara Timpano, insieme a Simona Mele, Matteo Pellicciotta, Chantal Sagaria e Carmine Sciulli.

La nuova Direzione regionale, più ampia, comprende, oltre ai componenti di Segreteria, i consiglieri comunali ad Aosta Paolo Tripodi, Silvia Caveri ed Umberto Fossà, gli ex consiglieri regionali Paolo Cretier ed Antonino Malacrinò, e quindi l’ex presidente del PD Eloise Della Schiava, Giorgio Gay, Irene Deval, Chiara Thiébat, Valentina Evaspasiano, Piero Ferraris, Guido Piovano, Antonella Barillà, Roberto Greco, Simona D’Agostino, Jessica Morabito, Denise Chaissan, Enrico Monti, Antonio Pepe, Michele Monteleone e Quintino Botrugno.

I messaggi dal nazionale e la prospettiva delle alleanze

Il congresso è stato anche un momento di ascolto e di collegamento con il quadro nazionale del Partito Democratico. Ai lavori hanno partecipato, da remoto, Stefano Bonaccini e, in presenza, i deputati Mauro Berruto e Chiara Braga, che hanno richiamato il ruolo del partito nei territori e la necessità di un dialogo strutturato con le altre forze di sinistra per costruire un percorso comune verso le prossime politiche.

Nelle parole di Centoz, la priorità è «costruire anche qui un’alternativa credibile e ampia che possa battere la destra», non come semplice sommatoria di sigle ma come «coalizione di idee», in cui l’autonomia speciale della Valle d’Aosta torni a essere strumento a servizio «di tutti i valdostani, e non delle convenienze di chi, oggi, ha scelto di legarsi alla destra».