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Bilancio Ue 2028‑2034, Confindustria VdA: «senza fondi di coesione il sistema montano si ferma»

L'incontro delle tre Confindustrie a Milano sul QFP

pubblicato sabato 27 Giugno 26 • h. 15

realizzato da aostapresse.it

Bilancio Ue 2028‑2034, Confindustria VdA: «senza fondi di coesione il sistema montano si ferma»

di aostapresse.it | Sab 27 Giu 26 • h. 15

L'incontro delle tre Confindustrie a Milano sul QFP

Venerdì 26 giugno 2026 a Milano si è svolto l’incontro Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2028‑2034: priorità per l’industria italiana tra crescita, coesione e competitività, promosso da Confindustria e Confindustria Lombardia con Confindustria Piemonte, Confindustria Valle d’Aosta e Confindustria Liguria. L’iniziativa ha riunito i rappresentanti del sistema confindustriale delle quattro Regioni del nord ovest, eurodeputati della circoscrizione ed Istituzioni locali per discutere le scelte sul prossimo bilancio pluriennale dell’Unione europea, che definirà priorità e risorse per il settennato 2028‑2034.

Al centro del confronto la futura politica di coesione e i nuovi strumenti europei per la competitività industriale, in un contesto in cui il nord ovest rappresenta una quota essenziale della capacità produttiva, dell’export e dell’innovazione del Paese. I momenti di approfondimento e la tavola rotonda tra i presidenti delle Confindustrie regionali hanno puntato a costruire una posizione condivisa del sistema industriale in vista del negoziato europeo.

Annalisa Sassi: «crescita e coesione non vanno contrapposte»

Aprendo i lavori, la vice presidente di Confindustria e presidente del Consiglio delle rappresentanze regionali Annalisa Sassi ha definito la politica di coesione «una componente essenziale della competitività dei sistemi produttivi e dei territori europei». Sassi ha sottolineato la necessità di preservare risorse «adeguate, certe e prevedibili», evitando contrapposizioni tra territori e settori produttivi e chiedendo che l’Europa continui a investire in crescita, innovazione e coesione, coinvolgendo pienamente le imprese nella definizione delle strategie di sviluppo.

Nella seconda parte della mattinata, dedicata al finanziamento della competitività europea e alla visione di Confindustria su nuovi strumenti come l’European Competitiveness Fund e il futuro programma quadro per la ricerca (FP10), il vice presidente Francesco De Santis ha insistito sul ruolo centrale di ricerca e innovazione nel prossimo QFP. De Santis ha parlato della proposta della Commissione, che pone R&I al centro della strategia di crescita, come di un «salto logico fondamentale»: continuare a investire in ricerca e sviluppo ma con maggiore attenzione ai risultati e all’impatto concreto in termini di applicazione industriale.

Annalisa Sassi, vice presidente nazionale di Confindustria

Annalisa Sassi, vice presidente nazionale di Confindustria

Francesco Turcato: «la specificità valdostana va tutelata nella gestione dei fondi»

Nel suo intervento, il presidente di Confindustria Valle d’Aosta Francesco Turcato ha richiamato l’esperienza dell’attuale programmazione 2021‑2027, sottolineando che la Valle d’Aosta ha avuto a disposizione 37 milioni di euro dai fondi di coesione. Di queste risorse, oltre il 40 per cento è stato destinato alla digitalizzazione della Pubblica amministrazione e alla connettività delle Pmi, mentre quasi il 49 per cento è andato a interventi di efficientamento energetico e prevenzione del rischio idrogeologico.

Turcato ha ricordato che lo Statuto speciale riconosciuto dalla Costituzione alla Valle d’Aosta è «un monito importante» da richiamare nel dibattito europeo: «siamo un territorio fragile, a livello geologico ma anche economico. Ecco perché la specificità regionale, nella gestione di questi fondi, va mantenuta» ha dichiarato. Secondo il presidente degli industriali valdostani, se contasse «solo il peso politico» si rischierebbe una «dispersione degli ideali di unità nazionale ed europea», con effetti già visti, a suo giudizio, nel caso del Regno Unito.

«L’Europa è viva anche in fondo alle valli»

Per Turcato, i fondi di coesione rappresentano un elemento concreto di presenza dell’Unione europea nelle aree più periferiche e di montagna. «L’Europa è viva anche in fondo alle nostre valli oltre i duemila metri di altitudine, anche grazie a questi fondi», ha affermato, spiegando che il negoziato sul QFP 2028‑2034 «tocca il cuore vivo» dei territori come la Valle d’Aosta.

Da qui la richiesta di certezza e prevedibilità finanziaria per tutte le categorie di territori, da quelli meno sviluppati a quelli che lottano ogni giorno per mantenere la propria competitività: «abbiamo un assoluto bisogno di certezze e di prevedibilità finanziaria, con risorse garantite e calibrate sulle reali necessità. Senza queste risorse, il sistema produttivo montano rischia semplicemente di bloccarsi» ha ribadito Francesco Turcato.

Francesco Turcato, presidente di Confindustria VdA alla tavola rotonda sul Quadro finanziario pluriennale Ue 2028‑2034

Francesco Turcato, presidente di Confindustria VdA alla tavola rotonda sul Quadro finanziario pluriennale Ue 2028‑2034

Competitività: «non sui volumi, ma su qualità, tecnologia e sostenibilità»

Guardando al futuro, il presidente di Confindustria Valle d’Aosta ha indicato la via della specializzazione di qualità: «la competitività delle nostre imprese sui mercati internazionali si gioca interamente sul valore aggiunto e sulla capacità di fare un salto tecnologico. Non possiamo e non dobbiamo competere sui volumi di produzione, ma dobbiamo essere leader sulla qualità, sulla tecnologia e sulla sostenibilità».

Perché ciò avvenga, secondo Turcato, servono «gambe finanziarie solide». Il nodo è la governance e l’accesso ai fondi europei, che oggi risultano spesso «pensati quasi esclusivamente per i grandi player», mentre per le Pmi dei territori montani l’ingresso nei programmi a gestione diretta resta complesso.

Fondi di coesione come “scivolo” per le Pmi

In questo quadro, Confindustria Valle d’Aosta intende chiedere ai parlamentari europei e ai tavoli negoziali che i fondi di coesione territoriali, quelli gestiti dalle Regioni, continuino a svolgere un ruolo di volano e di «scivolo di accompagnamento» per le piccole e medie imprese. L’idea è usare gli strumenti di coesione, più flessibili e vicini al territorio, per preparare e strutturare le Pmi a competere in seguito sui bandi più complessi a gestione diretta, a livello europeo.

La chiave, ha aggiunto Turcato, è il rafforzamento del partenariato economico locale: «da soli non si va da nessuna parte; come Confindustria Valle d’Aosta intendiamo valorizzare il ruolo delle associazioni di categoria e dei cluster territoriali per aggregare le piccole imprese». In questa prospettiva si inserisce anche la partecipazione dell’associazione valdostana al desk Nord Ovest a Bruxelles, insieme a Piemonte e Liguria, per presidiare i dossier europei e costruire progetti comuni.

Nord‑Ovest manifatturiero, una posizione comune sul QFP

La tavola rotonda tra i presidenti delle Confindustrie di Liguria, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta ha messo in evidenza bisogni e priorità condivise di un’area che concentra una parte importante del manifatturiero italiano, dell’export e dell’innovazione. Giuseppe Pasini, presidente di Confindustria Lombardia, ha avvertito che ridurre o accentrare i fondi di coesione significherebbe interrompere «progettualità e percorsi virtuosi» costruiti in modo condiviso tra Istituzioni regionali e imprese, che hanno usato l’attuale programmazione per sviluppare una politica industriale “personalizzata” sui modelli di sviluppo locali.

L’appuntamento di Milano rientra nel percorso di confronto che Confindustria sta promuovendo per contribuire alla definizione delle future politiche europee, con l’obiettivo di rafforzare la competitività dell’industria italiana e assicurare che il prossimo bilancio pluriennale sia in grado di rispondere alle esigenze reali di imprese e territori, dalle grandi regioni industriali ai sistemi produttivi montani come quello valdostano.