Dopo i chiarimenti della Bellanova, anche Testolin consente la coltivazione negli orti fuori dal Comune di residenza, da soli o distanti quattro metri

Scritto da aostapresse

19 Aprile 2020 - 19:00
Un orto nel centro storico di Aosta

Una nota della Presidenza della Regione, diffusa nella serata di domenica 19 aprile, informa che “nell’ambito delle misure per la prevenzione e per la gestione dell’emergenza “covid-19″ in Valle d’Aosta, il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha firmato un’ordinanza sulle disposizioni per le attività agricole per autoconsumo, ritenendo che la coltivazione dei terreni per uso agricolo e le attività dirette alla produzione per autoconsumo rientrino fra le attività consentite”.

“Fermo restando che, visti i dati forniti dalle autorità sanitarie e le proiezioni sulla prosecuzione del contagio – continua la nota – è necessario, in ogni caso, prevedere, nell’ambito dell’evoluzione del quadro normativo statale, misure precauzionali al fine di limitare il più possibile la diffusione del contagio, il presidente Testolin con ordinanza ha stabilito che lo svolgimento di attività lavorative su superfici agricole anche di limitate dimensioni, quali orti, campi, prati, vigne e frutteti, e la conduzione di piccoli allevamenti, per produzioni di autoconsumo sono consentiti, anche al di fuori del Comune di residenza, a condizione che il soggetto interessato attesti con autodichiarazione il possesso o l’uso di tale superficie agricola ed il suo utilizzo ai predetti fini, con l’indicazione del percorso più breve dalla propria abitazione al sito”.

“Durante lo svolgimento di tali attività agricole è vietato ogni assembramento di persone – precisa ancora la Regione – e l’accesso al fondo è consentito ad un massimo di due persone contemporaneamente nel caso di soggetti conviventi; nei restanti casi l’accesso è limitato ad una sola persona. Nel caso di appezzamenti contigui di limitate dimensioni, le suddette attività devono essere svolte rispettando la distanza interpersonale di almeno quattro metri, con l’obbligo di indossare mascherine o mezzi protettivi idonei che garantiscano la copertura di naso e bocca”.

L’ordinanza di Testolin arriva dopo il chiarimento di Teresa Bellanova, ministra delle politiche agricole alimentari e forestali, che, nel pomeriggio di sabato 18 aprile aveva scritto su “Facebook” «mi avete scritto in tanti, chiedendo di potervi prendere cura del vostro orto, a rischio per l’abbandono forzato dovuto alla quarantena. Per molti di voi poter andare nei vostri terreni significa garantire frutta e verdura in tavola di qualità e assicurare un risparmio economico importante per la famiglia, oltre che, lo comprendo bene, passare un po’ di tempo fuori casa ma in sicurezza. Oggi sono contenta di potervi dare una buona notizia, riportata finalmente nelle “f.a.q.” sul sito del Governo: è consentita la cura e manutenzione di orti e terreni privati, ed è consentito spostarsi per raggiungerli, anche nel caso in cui siano in Comuni diversi da quello di residenza, certificando la proprietà o il possesso, la produzione per autoconsumo e indicando il percorso».

«Resta purtroppo il divieto di spostarsi in un altro Comune per la cura di giardini ed orti di seconde case – ha aggiunto la ministra – Spero che questo primo risultato che siamo riusciti ad assicurare possa andare incontro alle esigenze di tanti. Continuiamo a lavorare per risolvere le tante criticità provocate dall’emergenza sanitaria».

Dopo la pubblicazione del post sul “social network”, i coordinatori regionali di “Italia Viva”, Anita Mombelloni e Giovanni Sandri (che ha risposto alla Bellanova su “Facebook” scrivendole «grandissima») hanno preso atto “con soddisfazione della precisazione promossa dalla ministra Teresa Bellanova ed auspichiamo che nel più breve tempo possibile siano informati gli organi di controllo della polizia e tutta la popolazione”.

La ministra Teresa Bellanova ha anche precisato, domenica 19 aprile, che «con il dpcm del 20 marzo e le successive “f.a.q.” interpretative avevamo garantito la riapertura delle attività di vendita di piante e fiori anche al dettaglio. D’altra parte so bene che per chi si occupa di floricoltura, l’alternativa alla vendita è la distruzione del prodotto. Un danno devastante per chi si occupa di questo settore e una perdita economica gravissima. In questi giorni però ho ricevuto lettere e messaggi da tanti di voi, perchè in molti territori continuano a ripetervi che i vostri negozi devono restare chiusi».

«Voglio ribadirlo: la riapertura dei negozi di fiori e la vendita anche al dettaglio è permessa a livello nazionale – ha aggiunto –  sebbene, è necessario ricordarlo, possano comunque esserci disposizioni diverse a livello regionale ed anche comunale. Per chiarire ulteriormente la questione abbiamo sollecitato il Ministero dell’Interno affinché inviasse una nota ai prefetti, allegando una nostra chiarificazione dove si ribadisce che fiori e piante rientrano fra i prodotti agricoli, e il funzionamento della filiera di produzione e commercializzazione di questi prodotti è permessa. Sono fiduciosa che questa ultima circolare possa eliminare ogni dubbio, al netto di ordinanze regionali e comunali, che hanno priorità».

«Voglio anche fare un appello a tutti – ha concluso Teresa Bellanova – compriamo fiori e piante, abbelliamo i nostri giardini, le nostre terrazze, le nostre case. Sosteniamo questa filiera importantissima del “made in Italy” e aiutiamola a ripartire ancora più forte di prima».

La nuova ordinanza sugli orti

Fonti: Ufficio stampa Regione autonoma Valle d’Aosta, pagina “Facebook” di Teresa Bellanova e “Italia Viva Valle d’Aosta”

 

segui aostapodcast

aostapresse sul sito
aostapodcast su spotify
aostapodcast su Google Podcast
aostapodcast su Apple Podcast
aostapodcast su Anchor

Potrebbe essere interessante anche…

correlati

Misurato l’inquinamento dell’aria a Sarre, che risulta simile alle altre località della Plaine, nonostante il grande traffico veicolare che la caratterizza

Nel corso dell’anno 2020, l’Agenzia regionale protezione ambiente della Valle d’Aosta ha realizzato una campagna di misura presso il comune di Sarre al fine di valutare l’impatto sulla qualità dell’aria delle sorgenti locali e confrontarli con i valori di riferimento della normativa. Situato alle porte di Aosta, il centro abitato di Sarre, di medie dimensioni, è molto vicino alla strada regionale SS26, caratterizzata da traffico intenso durante tutto l’anno.

La Valle d’Aosta ha prodotto, nel 2020, oltre 1.300 tonnellate di Raee, i rifiuti elettrici ed elettronici, più di dieci chili pro capite

La Valle d’Aosta è la regione più virtuosa nella raccolta dei rifiuti derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, “Raee”. A confermarlo è il secondo rapporto del “Centro di coordinamento Raee” pubblicato sulla raccolta dati del 2020, che registra, per la Valle d’Aosta, una raccolta di 1.328 tonnellate di rifiuti, un valore cresciuto del 2,61 per cento rispetto al risultato del 2019, con 10,39 chilogrammi di rifiuti elettronici per abitante.

X