Le “faq” del Ministero della salute “chiariscono” la possibilità di effettuare “attività motoria” vicino casa «ma senza allontanarsi dalla propria abitazione»

Scritto da aostapresse

26 Aprile 2020 - 10:10

“È sempre possibile svolgere l’attività motoria in prossimità della propria abitazione principale, o comunque di quella in cui si dimora dal 22 marzo 2020, con la conseguenza che è ammesso, per coloro che abitano in luoghi montani, collinari, lacustri, fluviali o marini, e sempre che non si tratti di soggetto per il quale è fatto divieto assoluto di mobilità in quanto sottoposto alla misura della quarantena o risulti positivo al virus, effettuare tale attività in detti luoghi (ivi compreso fare il bagno al mare/fiume/lago) purché individualmente e comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona”.

E’ quanto si legge da venerdì 24 aprile sul sito del Governo e quello del Ministero della salute in risposta alla “f.a.q. – frequently asked questions, domande poste frequentemente”: «Abito in un luogo di montagna/collina oppure in un luogo di mare/lago/fiume, mi è consentito fare una passeggiata in montagna/collina o in riva al mare/lago/fiume?».

“Ciò in quanto i predetti non sono luoghi chiusi al pubblico, come invece lo sono, attualmente, i parchi e le aree verdi urbane – continua la risposta – e altresì gli stabilimenti balneari, in cui permane il divieto di ingresso e circolazione. Resta fermo che deve trattarsi esclusivamente di attività effettuate senza che occorra allontanarsi dalla propria abitazione e senza che si renda quindi necessario l’utilizzo di mezzi di locomozione pubblici o privati, né significativi spostamenti. Sono fatti salvi, peraltro, diversi e più stringenti divieti imposti su base locale perché giustificati da specifiche situazioni territoriali. La sussistenza delle condizioni in questione (attività motoria svolta in prossimità alla propria abitazione) potrà essere giustificata con autocertificazione, se gli agenti che fanno i controlli la richiedono”.

Sui controlli da parte delle Forze dell’ordine, che possono sanzionare chi è fuori casa senza un giustificato motivo con una multa da 400 e 3.000 euro, è nato un caso diventato virale su “Facebook”: «questa mattina (domenica 19 aprile, n.d.r.) a La Thuile dopo dieci giorni chiuso in casa, sono uscito a piedi a fare la spesa. Sono stato fermato dai Carabinieri che hanno ritenuto opportuno farmi un verbale di 280 euro perché “non rispettava la via più breve per recarsi al supermercato”. Sono un quieto professionista di sessant’anni, ho interrotto il mio lavoro (e i miei incassi) 43 giorni fa e rispettato scrupolosamente tutte le indicazioni e le certificazioni richieste. Ad un controllo su “Google Maps” ho verificato che per recarmi al supermercato avrei potuto fare un tragitto più breve di 150/200 metri sui 2,2 chilometri che dovevo percorrere (andata e ritorno). Conclusioni: molto deluso, pagherò l’ammenda ritenendola ingiusta. I Carabinieri, anche in emergenza, applicano le regole e non il buon senso. Invece di aver fiducia l’ho un po’ persa…».

Quattro giorni dopo, il 23 aprile, viene precisato che «si è svolto un incontro e un chiarimento tra la persona sanzionata e il responsabile dei Carabinieri di La Thuile. Benché il comportamento del signore (presente nella sua seconda casa dallo scorso 25 febbraio) sia sempre stato prudente e rispettoso delle regole, nella circostanza transitava su un percorso e in un luogo non coerente con le “comprovate necessità di spostamento”. Per gli agenti non è sempre facile e possibile interpretare ogni singola situazione e devono attenersi alle rigide disposizioni che i decreti impongono. Il caso è chiuso e la salata sanzione sarà pagata nei termini indicati. Oltre questo episodio, si conferma il desiderio che tutti, cittadini e Forze dell’ordine, tengano conto delle regole con rinnovato impegno, buon senso e ragionevolezza; nell’interesse comune di uscire al più presto da questa situazione di emergenza».

Fonte: Ufficio stampa Ministero della Salute, pagina “Facebook” “Sei della Valle d’Aosta se…”

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