Secondo uno studio dell’Ispra la Valle d’Aosta è la prima regione italiana vicina al “Consumo di suolo 0”

Scritto da aostapresse

22 Luglio 2020 - 15:20
tag: ambientecementoispraterritorio

L’aumento del consumo di suolo non va di pari passo con la crescita demografica e in Italia cresce più il cemento che la popolazione: nel 2019 nascono 420 mila bambini e il suolo ormai sigillato avanza di altri 57 chilometri quadrati (57 milioni di metri quadrati) al ritmo, confermato, di due metri quadrati al secondo. È come se ogni nuovo nato italiano portasse nella culla ben 135 mq di cemento.

Lo spreco di suolo continua ad avanzare nelle aree a rischio idrogeologico e sismico e tra, le città italiane, la Sicilia è la regione con la crescita percentuale più alta nelle aree a pericolosità idraulica media. Non mancano segnali positivi: la Valle d’Aosta, con solo 3 ettari di territorio impermeabilizzato nell’ultimo anno, è la prima
regione italiana vicina all’obiettivo “Consumo di suolo 0” e si dimezza la quantità di suolo perso in un anno
all’interno delle aree protette.

A confermarlo i dati del rapporto “Ispra Snpa” su “Il consumo di suolo in Italia 2020”: il lavoro, che analizza le trasformazioni del suolo negli anni, in questa
edizione si arricchisce di contributi provenienti da dodici Osservatori delle Regioni e Province autonome, anche grazie al progetto “Soil4Life”.

segui aostapodcast

aostapresse sul sito
aostapodcast su spotify
aostapodcast su Google Podcast
aostapodcast su Apple Podcast
aostapodcast su Anchor

Potrebbe essere interessante anche…

correlati

Misurato l’inquinamento dell’aria a Sarre, che risulta simile alle altre località della Plaine, nonostante il grande traffico veicolare che la caratterizza

Nel corso dell’anno 2020, l’Agenzia regionale protezione ambiente della Valle d’Aosta ha realizzato una campagna di misura presso il comune di Sarre al fine di valutare l’impatto sulla qualità dell’aria delle sorgenti locali e confrontarli con i valori di riferimento della normativa. Situato alle porte di Aosta, il centro abitato di Sarre, di medie dimensioni, è molto vicino alla strada regionale SS26, caratterizzata da traffico intenso durante tutto l’anno.

La Valle d’Aosta ha prodotto, nel 2020, oltre 1.300 tonnellate di Raee, i rifiuti elettrici ed elettronici, più di dieci chili pro capite

La Valle d’Aosta è la regione più virtuosa nella raccolta dei rifiuti derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, “Raee”. A confermarlo è il secondo rapporto del “Centro di coordinamento Raee” pubblicato sulla raccolta dati del 2020, che registra, per la Valle d’Aosta, una raccolta di 1.328 tonnellate di rifiuti, un valore cresciuto del 2,61 per cento rispetto al risultato del 2019, con 10,39 chilogrammi di rifiuti elettronici per abitante.

X