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L’Assemblea della SAV conferma la chiusura totale delle gallerie di Sorreley e Signayes

I cartelli a Gignod, al bivio tra la ss26 ed il raccordo con la A5

pubblicato giovedì 4 Giugno 26 • h. 10

realizzato da aostapresse.it

L’Assemblea della SAV conferma la chiusura totale delle gallerie di Sorreley e Signayes

di aostapresse.it | Gio 4 Giu 26 • h. 10

I cartelli a Gignod, al bivio tra la ss26 ed il raccordo con la A5

L’Assemblea totalitaria dei soci della SAV – Società autostrade valdostane si è riunita d’urgenza giovedì 3 giugno 2026 a Châtillon su richiesta del socio Regione autonoma Valle d’Aosta, che detiene il 28,72 per cento del capitale e tre posti nel CdA. Al centro, la richiesta di un’ampia informativa sui lavori di adeguamento ai requisiti di sicurezza del D. Lgs. 264/2006 nelle gallerie Côte de Sorreley (4.725 metri) e Signayes (2.044 metri) lungo il raccordo tra l’autostrada A5 e la strada statale 27 del Gran San Bernardo, classificato come tratto a libera percorrenza.

Il presidente della società, Paolo Pierantoni, ha chiesto all’amministratore delegato, Maurizio Deiana, di illustrare nel dettaglio le ragioni che hanno portato l’organo amministrativo, dopo aver «saggiato tutte le opzioni alternative», a scegliere la chiusura totale come unica soluzione ritenuta sostenibile per la sicurezza del traffico e del personale di cantiere. L’Assemblea ha preso atto che si tratta di una materia di natura gestionale, formalmente fuori dalle competenze decisionali dei soci, ma ha ritenuto necessario il confronto «in un’ottica di massima collaborazione e rispetto istituzionale».

Un cantiere da 40 milioni e il nodo della sicurezza

La SAV ha ricordato che il progetto prevede un intervento di circa 40 milioni di euro per adeguare i due tunnel ai più rigorosi standard del D. Lgs. 264/2006, che recepisce la Direttiva europea 2004/54/CE fissando i requisiti minimi di sicurezza per le gallerie della rete transeuropea oltre i 500 metri di lunghezza. Le norme riguardano aspetti strutturali, impiantistici e organizzativi: ventilazione, illuminazione, vie di fuga, sistemi antincendio e comunicazione di emergenza, con l’obiettivo di prevenire incidenti e proteggere gli utenti in caso di emergenza.

La concessionaria dell’autostrada Quincinetto – Aosta ha sottolineato che, trattandosi di gallerie a fornice unico con traffico a doppio senso di marcia, la complessità dei lavori «è del tutto incompatibile con la presenza di veicoli in transito», sia per la sicurezza della circolazione, sia per quella del personale impegnato in cantiere. Questa valutazione è stata confermata anche da un soggetto terzo indipendente (la società Protos Check Srl) incaricato dalla Regione dopo la riunione del Comitato operativo per la viabilità del 20 aprile, che ha condiviso le conclusioni sulla necessità della chiusura totale.

Paolo Pierantoni, presidente Sav

Paolo Pierantoni, presidente Sav

Tempi ridotti del 25% e calendario dei lavori

Per ridurre i disagi e limitare la durata della chiusura, Sav ha indicato come «priorità assoluta» la compressione dei tempi di cantiere: le fasi operative sono state riorganizzate con turni continuativi 24 ore su 24, sette giorni su sette. Grazie a questo approccio, sostiene la società, la durata della chiusura del raccordo è stata ridotta del 25 per cento, da 494 a 370 giorni complessivi.

L’avvio dei lavori è previsto per giovedì 11 giugno, subito dopo la chiusura delle scuole, con l’obiettivo di riaprire il raccordo adeguato ai massimi livelli di sicurezza entro giugno 2027. Il calendario è stato costruito per rispettare le scadenze normative ed evitare la sovrapposizione con la chiusura prolungata del traforo del Monte Bianco, programmata per l’autunno 2027, e con il conseguente aumento del traffico sulla direttrice del Gran San Bernardo.

La richiesta (respinta) di Testolin

All’assemblea ha partecipato il presidente della Regione, Renzo Testolin, che ha messo sul tavolo il mandato ricevuto dalla maggioranza consiliare: chiedere un’ulteriore valutazione delle modalità di esecuzione dei lavori, alla luce dei possibili disagi per i territori interessati. In Assemblea Testolin ha indicato il rischio di appesantimento del traffico, penalizzazione dei flussi turistici e commerciali, impatto sulla mobilità casa-lavoro e sull’ambiente, proponendo una manifestazione di interesse per verificare la disponibilità di imprese in grado di effettuare i lavori negli stessi tempi e costi, mantenendo però il raccordo almeno parzialmente aperto.

Si tratta della stessa linea già tracciata dalla risoluzione di maggioranza che aveva chiesto la convocazione dell’Assemblea dei soci: la Regione, raccogliendo anche i timori dei sindaci del vallata del Grand Combin, contestava la scelta della concessionaria di usare la propria società in house per il cantiere, chiudendo di fatto la porta a un confronto sul mercato tra imprese ed alle ipotesi, avanzate da operatori del settore, di lavorazioni differenziate, con fasce orarie di apertura limitata al traffico e spostamento di alcune attività in orario notturno.

L'interno della galleria Côte de Sorreley

L’interno della galleria Côte de Sorreley

Il no dell’assemblea e la “disponibilità” alle mitigazioni

Dopo un’ampia discussione, l’Assemblea dei soci ha però respinto la proposta regionale. La Sav ha motiva il “no” con tre elementi: “l’imperatività” degli interventi in materia di sicurezza, la non ulteriore procrastinabilità dell’avvio dei lavori per rispettare le tempistiche fissate dalla normativa di settore ed i vincoli derivanti dalla disciplina degli appalti per quanto riguarda l’affidamento dei lavori alla struttura in house.

L’Assemblea ha quindi “preso atto della richiesta formulata pur non potendola accogliere”, ribadendo la necessità di proseguire secondo il cronoprogramma già approvato. La società ha però dichiarato “massima disponibilità a monitorare la situazione” ed a collaborare con i tavoli istituzionali per adottare misure di mitigazione dei disagi, senza però indicare nel dettaglio quali interventi siano allo studio o quali margini concreti ci siano sulla gestione del traffico alternativo.

Verso il Consiglio straordinario del 9 giugno

Il confronto si sposta ora sul piano politico. La minoranza consiliare ha ottenuto la convocazione di un Consiglio Valle straordinario per martedì 9 giugno, dalle ore 9 alle 13, con un unico punto all’ordine del giorno: la chiusura delle gallerie Côte de Sorreley e Signayes e gli impatti sulla viabilità e sulle comunità. La seduta sarà seguita dalle tornate ordinarie di mercoledì e giovedì, durante le quali sono comunque iscritti una serie di atti sul tema.

Le iniziative spaziano dalle interrogazioni sulla “imminente chiusura” e sulla domanda se la Regione fosse adeguatamente informata dei tempi e delle modalità dei lavori, alla proposta di limitare il traffico pesante internazionale sulla direttrice del Gran San Bernardo durante il periodo di chiusura. Ci sono poi interpellanze che contestano il mancato esercizio di vigilanza, indirizzo e coordinamento della Regione su Sav e che chiedono “iniziative urgenti” per verificare soluzioni alternative alla chiusura totale e per mitigare gli impatti su cittadini, imprese e territori, fino alla una risoluzione che impegna il Governo a intervenire sulla gestione dei lavori e sulla viabilità alternativa.

L'inizio di viale Gran San Bernardo ad Aosta

L’inizio di viale Gran San Bernardo ad Aosta

Le richieste di AVS sul traffico pesante

Nel frattempo, i consiglieri di AVS – Rete Civica VdA hanno già chiesto misure straordinarie specifiche e concrete sul traffico pesante lungo la direttrice del Gran San Bernardo. Chiara Minelli, Eugenio Torrione ed Andrea Campotaro hanno scritto venerdì 22 maggio al presidente della Regione, richiamando le sue funzioni prefettizie, per chiedere provvedimenti ad hoc durante il periodo di chiusura delle gallerie Côte de Sorreley e Signayes.

I consiglieri di AVS hanno ricordato che i lavori di manutenzione straordinaria, previsti dall’11 giugno per circa un anno, comporteranno la deviazione del traffico sulla viabilità ordinaria e urbana di Aosta, in un contesto già gravato da circa 30mila Tir l’anno lungo la direttrice internazionale del Gran San Bernardo. Secondo i tre consiglieri regionali, questo comporta conseguenze rilevanti sulla sicurezza, sulla mobilità e sulla qualità della vita dei residenti, in particolare nei Comuni della vallata e nella città capoluogo.

Per questo Minelli, Torrione e Campotaro hanno chiesto che vengano valutate tutte le misure utili a ridurre congestione e rischi, “con particolare riferimento al traffico pesante internazionale che non abbia origine o destinazione in Valle d’Aosta o nel Cantone del Vallese”. In concreto, hanno domandato l’adozione, nell’ambito delle competenze prefettizie e di coordinamento della viabilità in capo alla Presidenza della Regione, di un divieto di transito per i Tir in semplice attraversamento, in modo da evitare che il peso della mobilità transfrontaliera ricada in maniera sproporzionata sulla città di Aosta.

AVS lega infine l’emergenza determinata dalla chiusura delle gallerie a un tema più strutturale: la necessità di affrontare in modo stabile il nodo del traffico pesante internazionale lungo la direttrice del Gran San Bernardo, che già oggi rappresenta, a loro giudizio, un fattore quotidiano di disagio e di pericolo per i comuni e le popolazioni della vallata.

La galleria di Signayes

La galleria di Signayes

Tra gestione tecnica e responsabilità politica

La partita sulle gallerie del raccordo tra A5 e ss 27 mette così in fila due livelli diversi ma intrecciati: da un lato la gestione tecnica della concessionaria, che rivendica di avere scelto l’unica soluzione considerata compatibile con gli standard europei di sicurezza; dall’altro le responsabilità politiche di una Regione azionista che ha chiesto, senza ottenerlo, un cambio di rotta sui cantieri e che ora deve spiegare al Consiglio Valle e alle comunità locali come intenda gestire la fase di chiusura.

Nel frattempo, i tempi corrono: l’11 giugno è dietro l’angolo, la chiusura totale resta confermata e le gallerie Côte de Sorreley e Signayes si preparano a diventare, per un anno, il simbolo di un equilibrio difficile tra sicurezza, continuità dei collegamenti e peso delle decisioni prese, o non prese, ai diversi livelli.