Renzo Testolin

Dopo i chiarimenti del Ministero delle politiche agricole, Testolin firma un’ordinanza per vivai e fiorai, che potevano restare aperti già a marzo





Il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha emanato martedì 21 aprile 2020, un’ordinanza che va a regolamentare la vendita al dettaglio di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso e fertilizzanti.

“In particolare – recita un comunicato stampa della Presidenza della Regione – l’ordinanza dispone che, fermo restando il divieto di ogni forma di assembramento, l’accesso, la permanenza e la circolazione all’interno dei locali di vendita dovranno avvenire nel rispetto delle seguenti misure: l’accesso ai rispettivi locali di vendita dovrà essere effettuato da un unico ingresso; la permanenza nei locali destinati alla vendita, con superficie complessiva sino a 40 metri quadri, è consentita a una sola persona alla volta, fatti salvi i casi di persone che necessitano di accompagnamento; nei locali aventi superficie complessiva superiore dovrà essere rispettata la distanza minima interpersonale di 1 metro fra un cliente e l’altro; la circolazione dei venditori e degli acquirenti nei locali o parti di locali destinati alla vendita deve avvenire indossando guanti e mascherina o altro mezzo protettivo idoneo che garantisca la copertura di naso e bocca; nei locali o parti di locali destinati al commercio dovrà essere messo a disposizione dei clienti gel igienizzante, posto in luogo ben visibile”.

“E’ da privilegiare, per l’acquisto dei prodotti la modalità telefonica o on line – si legge ancora – con consegna a domicilio o presso il venditore, previa prenotazione telefonica o on line, su appuntamento; in tale ultimo caso il titolare dell’esercizio fissa gli appuntamenti per il ritiro della merce con intervalli di almeno 15 minuti l’uno dall’altro dandone conferma al cliente tramite e-mail o sms precisando la data, l’orario del ritiro e la motivazione”.

L’ordinanza di Testolin arriva tre giorni dopo la nota inviata ai prefetti, su sollecitazione di Teresa Bellanova, ministra delle politiche agricole, alimentari e forestali, che ribadisce che fin dal 22 marzo scorso, come recita il decreto del presidente del Consiglio dei Ministri “è sempre consentita l’attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici nonché di prodotti agricoli e alimentari. Resta altresì consentita ogni attività comunque funzionale a fronteggiare l’emergenza”.
Invece, anche in Valle d’Aosta, sulla base di interpretazioni evidentemente errate, con l’avvio delle disposizioni per fronteggiare l’emergenza sanitaria, diversi vivai e fiorai hanno chiuso la propria attività, buttando praticamente via tutto quanto era stato prodotto da fine febbraio in poi, mentre i supermercati vendevano gli stessi prodotti.

«L’ambito di applicazione della norma – sottolinea Alessandro Tomasetti, capo dell’ufficio Legislativo del Ministero – come noto, è stato oggetto di numerose “f.a.q.” e, per quanto riguarda la disciplina della vendita di fiori e piante, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha precisato che “l’articolo 1, comma 1, lettera f), del dpcm del 22 marzo 2020 ammette espressamente l’attività di produzione. trasporto e commercializzazione di “prodotti agricoli”, consentendo quindi la vendita anche al dettaglio di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti, eccetera. Peraltro tale attività rientra fra quelle produttive e commerciali specificamente comprese nell’allegato 1 dello stesso Dpcm “coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali”, con codice ateco “0.1.”, per le quali è ammessa sia la produzione sia la commercializzazione. Deve conseguentemente considerarsi ammessa l’apertura dei punti di vendita di tali prodotti, ma in ogni caso essa dovrà essere organizzata in modo da assicurare il puntuale rispetto delle norme sanitarie in vigore ha chiarito esplicitamente l’ammissibilità della vendita al dettaglio di piante e fiori”».

«Il fondamento giuridico della vendita, anche al dettaglio, di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso e fertilizzanti – continua la nota di Tomasetti – deve, dunque, rinvenirsi nella stessa lettera dell’articolo 1, comma 1, lettera f) del decreto del presidente del Consiglio dei Ministri del 22 marzo 2020, successivamente confermato dall’articolo 2, comma 5, del decreto del presidente del Consiglio dei Ministri del 10 aprile 2020, e non già nel richiamo, effettuato ad adiuvandum, al codice ateco “0.1”, volto alla semplice conferma dell’assunto secondo il quale la produzione di fiori e piante deve ritenersi rientrare nel concetto di “attività agricola”. Non v’è dubbio, quindi, che l’intera filiera relativa alla produzione, al trasporto ed alla commercializzazione dei prodotti agricoli, tra i quali rientrano sicuramente anche i semi, le piante e fiori ornamentali, le piante in vaso, i fertilizzanti eccetera, sia espressamente ricompresa nell’ambito
delle attività consentite».

«Tale assunto trova, del resto, conferma – conclude il capo dell’ufficio legislativo del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali – anche nell’ultima parte della citata “f.a.q.” secondo cui “deve conseguentemente considerarsi ammessa l’apertura dei punti di vendita di tali prodotti, ma in ogni caso essa dovrà essere organizzata in modo da assicurare il puntuale rispetto delle norme sanitarie in vigore”. Ciò premesso,alla luce delle vigenti disposizioni in materia di misure di contenimento del contagio da “covid-19”, a parere della scrivente Amministrazione non sussistono limitazioni in ordine alla tipologia di esercizi commerciali deputati alla vendita dei prodotti florovivaistici».

La nota del Ministero delle politiche agricole del 18 aprile

L’ordinanza 171 del presidente della Regione del 21 aprile 2020


Fonte: Ufficio stampa Regione autonoma Valle d’Aosta e Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali

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