Una delle domande del test sulla 'didattica a distanza'

La “DaD” delle scuole valdostane valutata positivamente dall’85% delle famiglie che hanno partecipato al sondaggio dell’Assessorato





Martedì 19 maggio , sul sito “Webécole” (qui), sono stati pubblicati gli esiti del sondaggio sulle aspettative e sui bisogni del servizio scolastico in Valle d’Aosta, questionario riservato alle famiglie valdostane con figli in età scolare e prescolare.

“All’iniziativa hanno aderito 4.497 famiglie con figli frequentanti la scuola di ogni grado, pari al 25,33% del campione totale di 17.747 studenti – si legge in una nota dell’Amministrazione regionale, che presenta i dati – L’adesione più alta è stata registrata tra le famiglie con figli frequentanti la scuola primaria, pari al 42,41%. Per quanto riguarda la “didattica a distanza – DaD”, nel complesso l’84,95% delle famiglie ha espresso una valutazione positiva. In particolare, è stato rilevato che, tra gli aspetti maggiormente apprezzati della “DaD”, la sperimentazione di nuove metodologie risulta essere quella più gradita dalle famiglie (82,25%); seguono poi l’opportunità di migliorare le competenze digitali con il 77,90% e la possibilità di mantenere le relazioni con i docenti per il 67,09% dei rispondenti. I dati raccolti dimostrano però che la “DaD” non ha permesso il miglioramento dei rapporti interpersonali e le relazioni con i compagni di scuola ma soprattutto ha prodotto un carico notevole di lavoro per le famiglie che hanno dovuto seguire i propri figli nello svolgimento dei compiti e delle attività assegnati”.

“In merito al rientro a scuola – sottolinea ancora l’Assessorato regionale all’istruzione – il 76,87% delle famiglie si è espresso per la ripartenza tra i banchi nel mese di settembre per l’anno scolastico 2020/2021; il 59,73% ha espresso preoccupazioni relative alla sicurezza e ai rischi di un possibile contagio mentre il 39,45% sarebbe motivato al rientro da aspetti che riguardano l’inclusione e la socializzazione. Il sondaggio dimostra che sono scarsamente rilevanti le opinioni riconducibili a carenze di tipo infrastrutturale e tecnologico. In merito alla ripresa delle lezioni senza i servizi di mensa, trasporti e quelli legati alle attività scolastiche (pre e post scuola), oltre la metà dei rispondenti si è espressa favorevolmente. Infine, il 47,61% delle famiglie è per il rientro a scuola anche con nuove modalità organizzative quali la riduzione dell’orario, i turni e la diminuzione degli alunni per classe”.

«Ritengo che, attuare un sondaggio tra le famiglie sulla scuola valdostana, alla luce del cambiamento radicale che ha subito la didattica negli ultimi mesi a seguito dell’emergenza sanitaria “covid-19”, sia stata un’iniziativa positiva per capire le loro aspettative e i loro bisogni – dichiara Chantal Certan, assessora all’istruzione, Università, ricerca e politiche giovanili – era necessario dare voce alle famiglie che hanno accompagnato i propri figli in una nuova dimensione dell’insegnamento. Abbiamo voluto capire l’impatto che l’obbligatorietà della “DaD” ha generato all’interno dei nuclei familiari che hanno seguito i propri figli, consapevoli che ci sarebbero state delle criticità, come la mancanza dei rapporti tra studenti ma sapendo che anche questa nuova metodologia di insegnamento sarebbe servita da stimolo a tutti . Le risposte delle famiglie sono servite inoltre a capire la loro posizione in merito al rientro a scuola, confermato per la maggior parte di esse per il nuovo anno scolastico».

«Tutto questo lavoro e il prezioso riscontro che le famiglie ci hanno fornito, alle quali va il mio personale ringraziamento, anche se su tale tematica mi sarei aspettata una maggiore adesione – conclude la Certan – serviranno a tutta l’Amministrazione regionale, in collaborazione con le varie realtà del mondo scolastico, per organizzare adesso quello che potrà essere la scuola a settembre».

La relazione sui risultati del sondaggio sulla “didattica a distanza”

Fonte: Ufficio stampa Regione autonoma Valle d’Aosta

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