La 'Shiloh' di Verrès

La “Shiloh” di Verrès getta la spugna: dopo la cassa integrazione e l’esubero di metà dei dipendenti, ha chiesto il concordato “in bianco”





La società “Shiloh Industries Italia Srl”, società controllata dal gruppo statunitense “Shiloh Industries Inc.”, titolare dello stabilimento di Verrès, ex “Brabant Alucast”, ha depositato, lunedì 1° giugno, presso il Tribunale di Aosta, istanza per “pre-concordato” o “concordato in bianco”.

Lo rende noto “Confindustria Valle d’Aosta” che precisa il fatto che “in questa fase la società continuerà in ogni caso ad operare in continuità aziendale, svolgendo
ordinariamente la propria attività attraverso i propri attuali amministratori. La società ha altresì convocato le Organizzazioni sindacali al fine di concordare con le stesse le modalità per garantire i livelli occupazionali già concordati, anche attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali utili a consentire la valutazione di tutte le possibili strade per superare il proprio stato di tensione finanziaria”.

La richiesta di concordato è stata confermata anche dai sindacati “Fim-Cisl”, “Fiom-Cgil”, “Savt-Met” e “Fismic-Confisal” che, nella stessa giornata, hanno avuto un incontro “nel corso del quale è stata comunicata la volontà dell’azienda di depositare la richiesta di pre-concordato in bianco in Tribunale per far fronte alla situazione debitoria. Il contesto già precario in cui versa l’azienda si è ulteriormente aggravato con l’avvento della pandemia che ha messo in ginocchio il settore dell’automotive.
Quanto prima si terranno le assemblee con i lavoratori in cui verranno analizzati i contenuti dell’incontro e, in particolare, la richiesta di ampliare la platea dei lavoratori coinvolti dagli ammortizzatori in essere”.

La “Shiloh” opera in 17 impianti industriali in tutto il mondo, negli Stati Uniti, in Messico, in Cina ed in Europa: nello specifico, oltre a Verrès, produce a Rijnstraat in Olanda e, soprattutto, a Bielsko-Biała in Polonia, con oltre quattromila dipendenti totali dove produce componenti per l’auto, dagli interni alle scocche, ai motori. In Europa opera prevalentemente per il gruppo “FCA” ma ha svolto piccole commesse per altri marchi, come “Renault” ed “Opel”.

Nel momento dell’acquisizione, avvenuta nel febbraio 2018, lo stabilimento di Verrès impegnava circa 154 dipendenti, di cui cento lavoratori assunti a tempo indeterminato. Un anno dopo è arrivata la prima richiesta di “cassa integrazione” ed il 23 settembre era stato annunciato l’esubero di settanta figure professionali occupate nell’area produttiva ed amministrativa, quasi il cinquanta per cento della totalità degli addetti per i quali, due mesi dopo, a novembre 2019, l’Amministrazione regionale aveva annunciato “un sostegno attraverso un primo incontro con le agenzie del lavoro per una ricollocazione”, al quale non sono seguite altre iniziative.

Fonti: Confindustria Valle d’Aosta, Ufficio stampa “Cgil” Valle d’Aosta, Ufficio stampa Regione autonoma Valle d’Aosta
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