Resta gratis, per l’utenza, fino al 13 giugno, il trasporto pubblico in Valle d’Aosta: oltre un milione e 300mila euro di finanziamento alle società di trasporti

Scritto da aostapresse

26 Aprile 2021 - 17:30
Un autobus urbano ad Aosta

È stata prorogata fino a domenica 13 giugno, in concomitanza con il termine delle lezioni scolastiche, la gratuità su bus e treni di trasporto pubblico locale: «tenuto conto che i vari indicatori relativi alla pandemia non sono ancora del tutto sotto controllo – evidenzia, in una nota l’assessora ai trasporti, Chiara Minelli – il Governo regionale ha ritenuto preferibile mantenere l’assetto attuale fino al termine delle lezioni, in modo da ridurre al massimo le possibilità di contagio sui mezzi di trasporto, tenuto conto dell’elevato numero di studenti che nelle prossime settimane utilizzeranno i mezzi pubblici con la riduzione graduale della didattica a distanza».

La spesa che interesserà la casse regionali è di 354mila euro, che si aggiungono ai 950mila che erano già stati previsti dalla legge approvata dal Consiglio Valle lo scorso 25 febbraio, per “un ulteriore finanziamento delle agevolazioni tariffarie straordinarie per il trasporto pubblico locale correlate all’emergenza covid-19” fino al 30 aprile.

I mezzi del trasporto pubblico in Valle d’Aosta sono gratuiti, per l’utenza, dal 12 marzo 2020, proprio a causa dell’emergenza sanitaria “tenuto conto che l’ingresso dalla porta anteriore dei mezzi e l’utilizzo dei lettori per la convalida dei biglietti – si leggeva in una nota dell’Assessorato regionale ai trasporti – obbligherebbe l’utente ad avvicinarsi eccessivamente all’autista, quindi a una distanza inferiore ad un metro”.
Da oltre un anno quindi “l’utenza accede ai mezzi mediante le porte centrale e posteriore sui mezzi urbani e mediante quella posteriore sui mezzi extraurbani – recitavano le nuove regole – sui mezzi urbani è delimitata ed interdetta agli utenti l’area adiacente alla cabina di guida e sui mezzi extraurbani sono delimitate ed interdette le prime file di sedili; la capienza dei mezzi è ridotta in modo da garantire il rispetto della distanza minima di un metro tra i viaggiatori; l’utenza può usufruire del servizio di trasporto senza l’acquisto e l’obliterazione dei titoli di viaggio; è sospesa, conseguentemente, l’attività di controllo ed emissione dei titoli di viaggio sia a bordo, sia nelle biglietterie, la cui attività sarà limitata alla veicolazione delle informazioni”

A livello nazionale, il Comando Carabinieri per la tutela della salute ha realizzato, in intesa con il Ministero della salute, una campagna di controlli a livello nazionale per di verificare la corretta applicazione delle misure di contenimento epidemico nell’ambito dei servizi di trasporto pubblico: “gli interventi condotti negli ultimi giorni – si legge in una comunicazione dei “Nas” del 6 aprile scorso – hanno interessato 693 veicoli adibiti al trasporto, tra autobus urbani ed extraurbani, metropolitane, scuolabus, collegamenti ferroviari locali e di navigazione, ma anche biglietterie, sale di attesa e stazioni metro. Tra gli obiettivi controllati, 65 hanno evidenziato irregolarità, principalmente connesse con l’inosservanza delle misure di prevenzione al contagio da “covid-19″, quali la mancata esecuzione delle operazioni di pulizia e sanificazione, l’omessa cartellonistica di informazione agli utenti circa le norme di comportamento ed il numero massimo di persone ammesse a bordo, l’assenza di distanziatori posti sui sedili e di erogatori di gel disinfettante o il loro mancato funzionamento”.

“Complessivamente sono stati deferiti alle competenti Autorità giudiziarie quattro responsabili di aziende di trasporto – aggiungono i Carabinieri – per non aver predisposto le procedure di sicurezza ed igiene nei luoghi di lavoro a favore degli operatori, e sanzionati ulteriori 62 responsabili per irregolarità amministrative, irrogando sanzioni pecuniarie pari a circa 25mila euro. Le attività di verifica sono state supportate dall’esecuzione di 756 tamponi di superficie su mezzi di trasporto e stazioni (obliteratrici, maniglie e barre di sostegno per i passeggeri, pulsanti di richiesta di fermata e sedute), svolti in collaborazione con i locali servizi di Asl, agenzie di protezione ambientale ed enti universitari, che hanno curato anche la fase di esame analitico per la ricerca del “covid-19″. Tra i tamponi di superficie raccolti, sono stati rilevati 32 casi di positività per la presenza di materiale genetico riconducibile al virus, individuati in autobus, vagoni metro e ferroviari operanti su linee di trasporti pubblici di Roma, Viterbo, Rieti, Latina, Frosinone, Varese e Grosseto. Il riscontro della presenza di materiale genetico del virus sulle superficie dei mezzi di trasporto, seppur non indice di effettiva capacità di virulenza o vitalità dello stesso, rileva con certezza il transito ed il contatto di individui infetti a bordo del mezzo, determinando la permanenza di una traccia virale. Le attività di controllo proseguiranno al fine di tutelare la salute dei cittadini e della collettività, con particolare riguardo agli aspetti connessi con il contesto di emergenza epidemica in atto”.

Fonti: Ufficio stampa Regione autonoma Valle d’Aosta e Ufficio stampa Comando Carabinieri per la tutela della salute

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