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Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di Girardini: Rocco resta sindaco di Aosta

Le schede elettorali del ballottaggio di Aosta dell'ottobre 2025

pubblicato lunedì 1 Giugno 26 • h. 17

realizzato da aostapresse.it

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di Girardini: Rocco resta sindaco di Aosta

di aostapresse.it | Lun 1 Giu 26 • h. 17

Le schede elettorali del ballottaggio di Aosta dell'ottobre 2025

Il Consiglio di Stato ha messo la parola fine al contenzioso elettorale sul Comune di Aosta, respingendo l’appello presentato dai gruppi di centrodestra contro l’elezione di Raffaele Rocco e confermando integralmente la sentenza del TAR Valle d’Aosta. Il ricorso, promosso da La Renaissance Valdôtaine, Fratelli d’Italia, Lega Vallée d’Aoste e dal gruppo misto di minoranza, contestava il voto e lo scrutinio delle Comunali 2025 sostenendo che fossero stati segnati “da una chiara mancanza di trasparenza e di verità”, ma per i giudici amministrativi le censure sono risultate infondate o inammissibili.

La decisione del Consiglio di Stato

Il giudizio riguardava le elezioni del 28 settembre 2025 e il ballottaggio del 12 ottobre, chiuso con 15 voti di scarto tra la coalizione autonomista – popolare – democratica guidata da Raffaele Rocco e il centrodestra di Giovanni Girardini. In primo grado il Tribunale amministrativo regionale della Valle d’Aosta, pur riconoscendo alcune irregolarità puntuali, aveva ridotto il margine a sei schede, ritenendo comunque non provata alcuna alterazione sostanziale del risultato e respingendo integralmente la domanda di annullamento e di correzione della proclamazione degli eletti.

In appello, il Consiglio di Stato, nella sentenza pubblicata lunedì 1° giugno 2026, ha confermato questa impostazione, respingendo l’argomento politico – giuridico del centrodestra, secondo cui le operazioni di voto e di spoglio sarebbero state viziate da opacità sistematiche tali da giustificare un nuovo scrutinio complessivo. La sentenza ribadisce la legittimità dell’esito elettorale e la correttezza delle operazioni compiute dall’amministrazione comunale e dagli uffici preposti in tutte le fasi della consultazione.

Raffaele Rocco e Valeria Fadda durante la campagna elettorale del 2025

Raffaele Rocco e Valeria Fadda durante la campagna elettorale del 2025

Il Comune: “confermata la correttezza degli uffici”

In una nota ufficiale, il Comune di Aosta parla di un pronunciamento che “rappresenta un riconoscimento chiaro del lavoro svolto con rigore, trasparenza e correttezza dagli uffici comunali nello svolgimento delle procedure elettorali”. Dall’Hôtel de Ville si sottolinea che il Consiglio di Stato ha respinto l’appello “ritenendo infondate o inammissibili le censure proposte” e che la decisione “contribuisce a chiudere una fase di incertezza, restituendo piena stabilità al quadro istituzionale e amministrativo”.

L’Amministrazione comunale ha espresso “apprezzamento per il lavoro svolto dagli uffici e da tutto il personale coinvolto nelle operazioni elettorali”, ricordando che l’operato della macchina comunale è stato validato tanto in primo quanto in secondo grado di giudizio e l’esito “valorizza il rispetto delle regole a presidio della trasparenza, della regolarità delle procedure e della volontà espressa dagli elettori”.

Raffaele Rocco: «vicenda chiusa, noi andiamo avanti»

Per Raffaele Rocco il verdetto del Consiglio di Stato arriva nel giorno del suo 64esimo compleanno e certifica, anche sul piano simbolico, la solidità del mandato ricevuto alle urne. Il sindaco parla di «vicenda che non abbiamo voluto» e che si chiude «senza cambiare nulla» nell’azione amministrativa: «continuiamo a lavorare come abbiamo sempre fatto, con la prospettiva di andare avanti cinque anni», ha sottolineato.

Rocco non nasconde però una punta polemica verso il centrodestra, accusando «qualcuno» di essersi «accanito, specialmente dopo il primo grado, continuando un ricorso che evidentemente non aveva le basi». Al tempo stesso rimarca la fiducia nella macchina comunale, richiamando l’impegno di scrutatori, personale e uffici che hanno gestito una procedura «particolarmente delicata e rilevante per la vita democratica cittadina».

Sonia Furci e Giovanni Girardini durante la campagna elettorale del 2025

Sonia Furci e Giovanni Girardini durante la campagna elettorale del 2025

Giovanni Girardini: «sentenza da accettare, continueremo dall’opposizione»

Dall’altro lato della barricata, Giovanni Girardini non ha nascosto la sua amarezza, pur riconoscendo la necessità di rispettare la decisione dei giudici. «Le sentenze si accettano. Noi l’accettiamo e andremo avanti come opposizione, facendo il nostro lavoro», ha affermato, in un video diffuso sui social, il leader de La Renaissance Valdôtaine, ricordando che «fare il sindaco mi avrebbe permesso di portare avanti le cose in cui credo» e ribadendo il suo giudizio severo sulla situazione della città: «vedo male Aosta, non sta funzionando».

Girardini ha sottolineato che il Consiglio di Stato ha ritenuto legittimo il ricorso ma lo ha comunque rigettato, lasciando «sei voti di differenza tra la nostra lista e la lista Rocco-Fadda che continuerà a governare la città». Rivolgendosi agli elettori che avevano confidato in un ribaltamento del risultato, ha invitato ad «accettare la sentenza perché i giudici sono i giudici», assicurando però che «dall’opposizione continueremo a essere la vostra voce, portando avanti le vostre istanze e cercando di fare in modo che questa maggioranza governi meglio di come farebbe se non ci fossimo noi all’opposizione».

L'insegna con gli orari del TAR della Valle d'Aosta

L’insegna con gli orari del TAR della Valle d’Aosta

Dal TAR al Consiglio di Stato: un contenzioso che si chiude

La vicenda giudiziaria chiude un percorso iniziato subito dopo il ballottaggio del 12 ottobre 2025, quando la coalizione di centrodestra, sconfitta per soli 15 voti (6.420 a 6.405), aveva impugnato la proclamazione di Rocco e Fadda davanti al TAR Valle d’Aosta. All’indomani della sentenza di primo grado, il ricorso contestava tre fronti principali: la nullità di alcune schede per presunti segni di riconoscimento, un supposto errore di verbalizzazione in una sezione cittadina e dubbi sul trasferimento dei plichi da una sezione periferica verso il polo di scrutinio.

Il TAR aveva respinto integralmente il ricorso, riducendo il distacco a sei schede ma riconoscendo la piena validità della proclamazione, ritenendo generiche le censure sulla catena di custodia e giuridicamente inidonea la contestazione sui verbali in assenza di una querela di falso. Con il pronunciamento del Consiglio di Stato, che conferma la correttezza delle operazioni elettorali e la legittimità dell’esito del 2025, il contenzioso si chiude definitivamente sul piano amministrativo, lasciando alla politica, maggioranza e opposizione, il compito di misurarsi nelle aule consiliari e, in prospettiva, nelle urne, nel 2030.