notizie intelligenti dalla Valle d'Aosta

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Travolto da un’auto ad Aosta, è morto Carlo Curtaz

Carlo Curtaz

pubblicato mercoledì 17 Giugno 26 • h. 17

realizzato da aostapresse.it

Travolto da un’auto ad Aosta, è morto Carlo Curtaz

di aostapresse.it | Mer 17 Giu 26 • h. 17

Carlo Curtaz

Martedì 17 giugno 2026, all’ospedale Umberto Parini di Aosta, è morto a 69 anni Carlo Curtaz, avvocato molto conosciuto nel capoluogo ed ex consigliere regionale. Il decesso è avvenuto a seguito di un investimento stradale avvenuto in mattinata nella zona della stazione ferroviaria.

Poco dopo le ore 8.30, Carlo Curtaz stava camminando in direzione della stazione quando è stato travolto da un’utilitaria mentre attraversava la strada nei pressi delle strisce pedonali, alla rotatoria tra via Paravera e via Primo Maggio. Alla guida dell’auto c’era una ventisettenne di Saint-Pierre, che si è fermata subito a prestare aiuto. Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118 e la Polizia locale di Aosta per i rilievi.

La conducente è risultata negativa all’etilometro e, secondo i primi accertamenti, non procedeva a forte velocità, anche se la vettura è risultata molto danneggiata nonostante la frenata prima dell’impatto. L’ipotesi al momento è quella di una distrazione alla guida, ma si ipotizza che la visuale fosse stata resa difficile a causa dell’abbagliamento causato dal sole. Nello stesso punto in passato si sono già verificati altri incidenti con il coinvolgimento di pedoni: la Procura di Aosta ha aperto un fascicolo con l’accusa per omicidio stradale e verificherà anche se, eventualmente, la distrazione possa essere stata causata dall’uso dello smartphone alla guida.

Nella giornata di venerdì 19 giugno è stato concesso il nulla osta per i funerali, che si sono tenuti nel pomeriggio di sabato 20, nella chiesa parrocchiale di Gressan, troppo piccola per accogliere tutte le persone che hanno partecipato alla cerimonia.

La zona di via Paravera ad Aosta dove è stato travolto Carlo Curtaz

La zona di via Paravera ad Aosta dove è stato travolto Carlo Curtaz

L’impegno politico e istituzionale

Carlo Curtaz ha affiancato all’attività professionale di avvocato un lungo impegno nella vita pubblica valdostana. Eletto in Consiglio Valle nel 1998 con la lista Per la Valle d’Aosta – Con l’Ulivo, è stato capo gruppo per l’intero quinquennio, partecipando al lavoro della prima Commissione ed alla Commissione d’inchiesta istituita nel 2002 sugli incarichi dirigenziali e sui meccanismi di controllo dell’Amministrazione regionale.
Nella successiva legislatura è stato rieletto nel 2003 con la lista Arcobaleno. In base agli accordi di turnazione interni, si è dimesso dopo circa due anni e mezzo, cedendo il seggio a Alessandro Bortot. In entrambe le esperienze consiliari si è occupato in particolare di Istituzioni, autonomia, qualità dell’azione pubblica e temi sociali, mantenendo poi un impegno attivo anche nel Consiglio comunale di Aosta, dove nel 2010 era stato candidato sindaco.

Negli ultimi anni Curtaz aveva continuato a intervenire nel dibattito pubblico soprattutto attraverso i social, con toni spesso ironici e taglienti. In uno dei suoi ultimi post, lo scorso 12 giugno, dedicato al generale Roberto Vannacci, scriveva: «Il generale è un uomo coerente! Durante l’intervista dei giorni scorsi, ad opera della Komunista Gruber e della Brigatista Palmerini, su LA7 del sinistrorso Cairo, il noto Generale ha dimostrato di essere un uomo tutto d’un pezzo!». Seguiva una lunga serie di osservazioni sarcastiche, in cui definiva Vannacci «un autentico fascistone, razzista ed omofobo», ironizzava sulla sua idea di “curare” le persone omosessuali e criticava la proposta di «remigrazione coatta, anzi “deportazione”» di milioni di immigrati, fino a chiudere con una stoccata sulla paga da fame nei campi agricoli per i suoi fan, «a raccogliere pomodori, tutti i giorni della settimana, per tre euro all’ora».

L’ultimo commento sulla politica valdostana è invece del 16 maggio scorso, a proposito del caso Testolin, in cui criticava l’occultamento di un parere interno del Consiglio regionale sul limite dei mandati in Giunta e parlava di «un’altra brutta pagina della storia della politica valdostana». In quel testo accusava una parte della classe dirigente di «usare le istituzioni per prolungare la propria lunga carriera politica» e stigmatizzava «un silenzio imbarazzante» dentro e fuori l’Union Valdôtaine, indicando proprio in quella vicenda un simbolo delle distorsioni del sistema politico regionale.

Carlo Curtaz al congresso fondativo di Alpe, nel 2010

Carlo Curtaz al congresso fondativo di Alpe, nel 2010

Il cordoglio delle Istituzioni e della politica

La notizia della morte ha suscitato immediata reazione nelle Istituzioni regionali. Il presidente del Consiglio Valle Stefano Aggravi ha espresso il cordoglio dell’Assemblea, ricordando in una nota che «la notizia dell’improvvisa scomparsa di Carlo Curtaz ci lascia profondamente rattristati» e definendolo «una persona di grande sensibilità civile, che ha vissuto il proprio impegno politico con competenza, passione e un forte senso di giustizia sociale». Aggravi ha sottolineato l’attenzione che Carlo Curtaz dedicava alla tutela del lavoro, delle persone più fragili e alla qualità dell’azione amministrativa, ricordando il suo contributo al dibattito sull’autonomia e alla vita del Consiglio.

Il presidente della Regione Renzo Testolin, a nome del Governo regionale, ha parlato di sconcerto per una scomparsa improvvisa legata a un incidente che ha colpito l’intera comunità: «con la scomparsa di Carlo Curtaz la Valle d’Aosta perde una figura che ha partecipato con impegno, competenza e passione alla vita pubblica e politica della nostra regione», ha sottolineato. Testolin ha ricordato come Curtaz si sia distinto per serietà, preparazione e attenzione ai temi di interesse collettivo, offrendo «sempre un contributo significativo al confronto democratico». Di lui, ha aggiunto, rimangono il ricordo delle qualità umane, il senso delle Istituzioni e l’impegno profuso al servizio della comunità valdostana.

Un messaggio di cordoglio è arrivato anche dall’Union Valdôtaine, che ha voluto rendere omaggio al percorso di Carlo Curtaz pur nella distinzione di ruoli e posizioni politiche: «l’Union Valdôtaine a appris avec une profonde tristesse la disparition tragique de Carlo Curtaz», si legge nella nota del mouvement, che ha ricordato il suo impegno come avvocato e figura riconosciuta della vita politica valdostana. L’UV ha voluto sottolineare in particolare la sua «solide culture politique», l’impegno civico e la costanza con cui ha difeso le proprie convinzioni, partecipando per molti anni al dibattito politico e istituzionale della regione.

Al cordoglio si è unita l’Amministrazione comunale di Aosta: il sindaco Raffaele Rocco, ha ricordato Carlo Curtaz sottolineando il suo servizio nelle Istituzioni cittadine, dove fu consigliere comunale dal 15 giugno 2010 al 31 maggio 2015 nelle file di Alpe ed anche capogruppo. Nel messaggio diffuso dal Comune (dove Curtaz è stato citato col cognome sbagliato) viene definito «avvocato, amministratore e uomo delle Istituzioni», capace di attraversare la vita pubblica cittadina «con passione civile, competenza e senso di responsabilità», lasciando il ricordo di «una presenza seria, attenta e profondamente legata alla comunità».

Un ricordo è arrivato anche dal deputato valdostano Franco Manes, che ha parlato di una perdita che «colpisce e addolora profondamente». Manes ha detto di aver sempre avuto per Curtaz «una stima sincera», nata dalla sua «grande preparazione», dalla «cultura vasta» e dalla capacità di affrontare ogni tema «con serietà, misura e profondità». Nel suo messaggio lo descrive come un uomo «radicato nella cultura progressista», capace di un impegno politico mai superficiale, e conclude ricordandolo come «una voce libera, colta e profondamente preparata, capace di dare qualità al dibattito pubblico e dignità al confronto politico».

Carlo Curtaz in Consiglio comunale ad Aosta, tra Iris Morandi e Mario Vietti

Carlo Curtaz in Consiglio comunale ad Aosta, tra Iris Morandi e Mario Vietti

Una figura di riferimento per l’area progressista

Cordoglio da parte di Alleanza Verdi e Sinistra – Rete Civica VdA, che ha parlato della «tragica e improvvisa scomparsa» di Carlo Curtaz, «avvocato, scrittore, esponente di rilievo della politica valdostana». AVS ha sottolineato che la comunità perde «una figura di grande valore che ha dedicato una parte importante della propria vita all’impegno civico», ricordandone l’attività a Gressan in ambito associativo, culturale e sportivo, i due mandati in Consiglio Valle e «la straordinaria capacità di analisi e le doti di scrittura» messe al servizio del dibattito democratico. Il movimento progressista ha evidenziato anche l’azione svolta nei mesi scorsi per spiegare «la posta in gioco nel recente referendum sulla organizzazione della giustizia» ed ha annunciato, in segno di rispetto, la sospensione per tre giorni di tutte le iniziative politiche pubbliche già programmate.
Sui social, gli stessi militanti e dirigenti di AVS hanno voluto aggiungere parole ancora più personali, rimarcando come sia stato «atroce che abbia fatto una morte così, portato via mentre compie un atto semplice e quotidiano come attraversare la strada» e definendolo «una persona retta. Un uomo buono. Un giusto» e ricordando come, dopo aver vinto una grave malattia, avesse scelto di mettere al centro la famiglia senza però smettere di seguire e commentare con lucidità la politica valdostana. «Per noi, compagni da decenni di tante battaglie civili, suoi amici e amiche, c’era sempre», si legge nel messaggio, in cui si sottolinea che con Curtaz la Valle d’Aosta perde una presenza capace di testimoniare, nelle istituzioni e fuori, il valore del servizio pubblico, della partecipazione democratica e dell’impegno per il bene comune.

La Cgil Valle d’Aosta ha espresso «profondo cordoglio per la scomparsa dell’avvocato Carlo Curtaz, figura di grande rilievo nella vita civile, sociale e politica della nostra comunità». Il sindacato ha ricordato che, nel corso della sua lunga attività, «ha saputo distinguersi per la competenza, la passione e il costante impegno a favore della partecipazione democratica, del confronto delle idee e della tutela dei principi costituzionali» e come il suo attivismo politico e civile sia stato «un punto di riferimento per molte persone e per numerose realtà associative del territorio valdostano».
Negli ultimi mesi Curtaz aveva collaborato alla campagna promossa dalla società civile e dalla Cgil a sostegno del Comitato valdostano per il No al referendum sulla riforma della giustizia, contribuendo ad un dibattito «serio, informato e rispettoso».

Il Partito Democratico della Valle d’Aosta ha espresso «profondo cordoglio per la tragica e improvvisa scomparsa di Carlo Curtaz» e lo ha ricordato come «una presenza importante della vita politica, civile e culturale valdostana». Nel messaggio il PD ha richiamato il suo impegno «progressista, ambientalista e autonomista», che ha contribuito ad arricchire il confronto democratico in Valle d’Aosta, sempre con attenzione «alla qualità dell’azione pubblica, alla tutela dell’ambiente, alla giustizia sociale e alla dignità delle persone». Del suo profilo politico e umano il partito sottolinea «la competenza, la libertà di pensiero, la capacità di analisi e una passione civile mai ostentata ma sempre presente», osservando che con la sua scomparsa la comunità valdostana perde «una voce autonoma, colta e coerente».

A questo ricordo si aggiunge anche quello personale del segretario regionale dem Fulvio Centoz, che sul profilo Facebook di Curtaz (come altri che lo stanno ricordando) ha raccontato di quando, dopo la sua elezione in Consiglio regionale, fu cercato per «un caffè e due chiacchiere»: un incontro in cui Curtaz gli disse che un PD all’opposizione avrebbe dovuto «ricostruire un rapporto con il dibattito istituzionale» e che i nuovi eletti potevano portare «un contributo vero, non di rendita, all’Aula». Centoz ha ricordato anche l’ultimo incontro, in primavera, al tavolo della campagna per il “no” alla riforma della giustizia, nel suo studio legale che stava lentamente svuotando dopo una vita di professione, definendolo una persona capace di pensare la politica «come dialogo anche con chi stava su un’altra sponda».

Carlo Curtaz durante una conferenza stampa

Carlo Curtaz durante una conferenza stampa

Paolo Curtaz: «ho avvisato Dio: gli conviene rigar dritto»

A dare il senso di quanto la sua morte abbia colpito anche sul piano personale sono due messaggi diffuso sui social dal fratello Paolo Curtaz, scrittore e teologo valdostano ed ex sacerdote. Nell’annuncio della tragedia, martedì 17, ha ricordato Carlo come «una grande figura di riferimento» in Valle d’Aosta «per la sua passione politica, la sua correttezza e la sua disponibilità» e il pensiero rivolto alla moglie Antonella, alle figlie Chérie e Cécile ed al fratello Diego. Nel suo post Paolo Curtaz ha parlato di «un’ondata di solidarietà» che ha raggiunto la famiglia e invita a pregare «anche per la persona che ha causato questo tragico incidente».

Nel secondo messaggio, pubblicato venerdì 19, Paolo Curtaz ha ricordato «il fratello grande» che negli anni Sessanta, nella Valle d’Aosta di allora, lo portava in giro in carrozzina, gli faceva ascoltare i dischi, lo accompagnava per la prima volta allo stadio in Vespa e in montagna fino alla Becca di Nona, aprendo la strada anche a scuola, «con il preside Bongiovanni che il primo giorno esclamò: “Un altro Curtaz no!”».

Nel suo racconto emerge l’immagine di un uomo «serio, idealista, determinato, votato agli altri», con una passione per la cosa pubblica coltivata fin dai tempi del ’77, passata attraverso tre legislature in Consiglio comunale nel paese natale, due mandati in Consiglio regionale e poi ancora in Comune ad Aosta. Una politica vissuta come impegno rigoroso e disincantato, «tutte battaglie fatte col cuore, intense, vere e oneste, senza retropensieri o secondi fini», fino a diventare, nelle parole di Paolo Curtaz, «luce per gli altri», riconosciuta anche dai suoi avversari.

Nel suo messaggio il fratello minore non nasconde la fatica di trovare un senso in quanto accaduto, la preghiera «stanca» e le lacrime, ma riafferma una fede che tiene insieme dolore e speranza: «Credo che sei nell’Altrove colmo di luce divina in Cristo», ha scritto. Ed ha chiuso con una frase che tiene insieme ironia, affetto e fiducia: «Ieri, nella mia preghiera stanca, ho avvisato Dio: gli conviene rigar dritto, non vorrebbe mai avere contro un avvocato come te. Ecco, il resto lo sai. Dacci una mano. Da fratello maggiore».

Dopo i funerali, la consigliera regionale Clotilde “Titti” Forcellati ha voluto ricordare Carlo Curtaz, rivolgendosi direttamente a lui, nel «primo vero giorno senza di te», raccontando la sua partecipazione al funerale, «senza vederti coperto da un lenzuolo con il solo viso scoperto, senza vederti nella bara con il vestito del matrimonio (quanto non ti piaceva vestirti elegante!) che Antonella, la tua amata Antonella, ha continuato a sistemare dicendoti parole d’amore e di dolore appena sussurrate, senza avere la sensazione di starti accanto in chiesa o nella sala del commiato al cimitero di Aosta. Oggi sono, siamo davvero più soli. Tu sei nella luce, come dice tuo fratello Paolo, ma noi nel buio di un dolore sordo e, forse, infinito».

La Polizia locale cerca testimoni e una Volvo XC60

Nei giorni successivi al sinistro, l’Ufficio infortunistica stradale della Polizia locale di Aosta ha diffuso una nota per cercare potenziali testimoni dell’incidente mortale, invitando “chiunque abbia assistito alle fasi iniziali, culminanti o terminali dell’investimento, o ritenga di poter riferire qualsiasi particolare utile, a contattare con urgenza il comando, telefonando al centralino del Corpo associato al numero 0165.300.800 oppure direttamente all’Ufficio infortunistica stradale ai numeri 0165.300.821 o 0165.300.823”. In particolare, gli agenti stanno cercando il o la conducente di una vettura Volvo XC60 grigio chiaro metallizzato che, al momento dell’incidente, transitava dietro l’auto che ha investito Carlo Curtaz. Secondo gli inquirenti, la persona alla guida di quella vettura potrebbe fornire elementi importanti per ricostruire con maggiore precisione la dinamica del sinistro.

La scomparsa di Carlo Curtaz è arrivata a poche ore di distanza da quella di Bruno Milanesio, altra figura che ha segnato la vita politica e civile della Valle d’Aosta. Due personalità diverse, accomunate però dall’aver attraversato per decenni le Istituzioni e il dibattito pubblico regionale, lasciando un segno riconoscibile nel racconto collettivo di questa comunità.

Il necrologio di Carlo Curtaz

Il necrologio di Carlo Curtaz


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