AVS – Rete civica VdA legge nel voto referendario di domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026 un doppio segnale: la bocciatura della riforma costituzionale del Governo e l’emersione, in Valle d’Aosta, di una sinistra che considera ormai competitiva rispetto sia al centrodestra sia all’Union Valdôtaine.
Affluenza e numeri del voto in Valle
Nel comunicato del movimento, attribuibile al coordinatore Elio Riccarand, si sottolinea innanzitutto «l’elevata partecipazione» al voto: in Valle d’Aosta si è recato alle urne il 56% degli aventi diritto, ben sopra le precedenti consultazioni referendarie e oltre il 42,5% registrato alle europee 2024. Per il partito si tratta «di un fatto positivo» che mostra la disponibilità della maggioranza dei valdostani a occuparsi della cosa pubblica e a utilizzare gli strumenti di democrazia diretta.
Sul piano del risultato, i NO alla riforma costituzionale sono stati «oltre 29mila», contro 27mila SÌ. AVS – Rete Civica VdA definisce «clamoroso» l’esito valdostano, ricordando che i partiti schierati per il SÌ (Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia ed Union Valdôtaine) alle regionali di pochi mesi fa avevano raccolto oltre 36mila voti, mentre il polo progressista e di sinistra partiva da circa 13mila consensi.
UV non seguita, Comitato del NO premiato
Secondo Riccarand, «una parte rilevante» dell’elettorato autonomista non ha seguito l’indicazione dell’Union Valdôtaine sul SÌ. Sul versante di sinistra, invece, l’azione unitaria del Comitato valdostano per il NO avrebbe consentito di «più che raddoppiare» i voti rispetto alle regionali.
Il coordinatore di AVS – Rete Civica VdA parla «di importanti consensi» aggregati attorno alla campagna per il NO, presentata come un’inedita prova di unità politica e di radicamento sul territorio. Per Elio Riccarand, il referendum ha quindi anche una lettura locale di riequilibrio dei rapporti di forza tra blocco autonomista‑di governo e area progressista.

Elio Riccarand, coordinatore di AVS – Rete Civica VdA
Bocciatura del Governo e prospettiva per la sinistra valdostana
A livello nazionale, il movimento di sinistra ritiene che il referendum abbia fatto emergere «un forte dissenso» rispetto a una riforma costituzionale approvata dal Parlamento con larga maggioranza. Il successo del NO è definito «una bocciatura severa dell’azione del Governo italiano, a partire da quella della presidente del Consiglio e del ministro della Giustizia».
Sul piano regionale, AVS – Rete Civica VdA individua «un fatto rilevante»: la sinistra valdostana può essere «un’alternativa credibile» sia al centrodestra sia all’UV, a condizione di rendere stabile l’azione unitaria sperimentata con il referendum e di rafforzare i contenuti programmatici: «i cittadini valdostani sono attenti, vogliono capire e partecipare – ha concluso Elio Riccarand – diamogli la possibilità di essere protagonisti di un cambiamento sostanziale della politica valdostana».
Cgil: «una vittoria per Costituzione e partecipazione»
Sul risultato referendario interviene anche la Cgil Valle d’Aosta, che ha parlato di «vittoria della Costituzione, della democrazia e della partecipazione» a commento dell’affermazione del NO in Italia ed in Valle d’Aosta. Il sindacato ha sottolineato come il voto rappresenti una scelta netta a tutela dell’equilibrio tra i poteri dello Stato e dell’indipendenza della magistratura, maturata grazie a un «ampio e partecipato impegno civico» di associazioni, realtà della società civile e forze politiche che hanno promosso un confronto pubblico sui contenuti e sui rischi della riforma Nordio.
Un ruolo centrale, per la Cgil, è stato svolto dal Comitato valdostano per il NO, indicato come «punto di riferimento importante» per la partecipazione e l’informazione nei luoghi di lavoro e sul territorio, a maggior ragione alla luce del fatto che il risultato è arrivato «nonostante le indicazioni di voto per il SÌ espresse dal governo autonomista locale».
«Questa partecipazione è il segno di una comunità viva, attenta e consapevole, che ha scelto di difendere la Costituzione e i principi fondamentali della nostra democrazia» ha affermato la segretaria generale della Cgil Valle d’Aosta, Vilma Gaillard, ribadendo la necessità di continuare a lavorare per «una giustizia più efficiente, equa e realmente al servizio delle persone», nel rispetto dei valori costituzionali.
UV: «Risultato da rispettare, ma il voto apre un tema sulla giustizia»
L’Union Valdôtaine, in una breve nota in francese diffusa nella serata “prende atto del risultato del referendum confermativo”, ribadendo che “gli esiti democratici di una consultazione vanno sempre rispettati” e che il movimento “si conformerà” alla scelta espressa dagli elettori. Allo stesso tempo l’UV sottolinea che il voto “rende comunque necessaria una riflessione sul funzionamento della giustizia in Italia” e riconosce il peso politico del risultato anche a livello nazionale, a un anno dalle elezioni legislative. Positive, per il Mouvement, anche le percentuali di affluenza, considerate “un segno di inversione” rispetto alla crescita dell’astensionismo.









